1.500 braccianti morti in 6 anni

Dopo la rivolta di Rosarno, con cui l’Italia e il mondo scoprivano le decine di baraccopoli in cui vivevano in condizioni disumane migliaia di migranti, è cambiata solo una cosa: sappiamo che l’agricoltura italiana, esportata in tutto il mondo, dipende da quei braccianti. Intanto i numeri, dietro i quali ci sono nomi e storie, sulle vittime dello sfruttamento sono agghiaccianti

Tratta da unsplash.com

In sei anni si sono verificate 1.500 morti di braccianti sfruttati e tenuti in condizioni disumane in baraccopoli. È la denuncia pubblicata sul British Medical Journal, da un gruppo di medici italiani sulla situazione dei migranti che vivono nelle baraccopoli italiane. Braccianti che sono pagati 12 euro per otto ore di lavoro al giorno per portare pomodori italiani a basso prezzo sulle tavole di tutto il mondo. A queste morti, dicono i medici su Bmj, “si aggiungono altre vittime, quelle uccise dal Caporalato”.

Migliaia di persone vivono in baraccopoli senza acqua, servizi igienici e senza accesso ai servizi sanitari di base, denunciano i colleghi della Ong Medici con l’Africa Cuamm. Sono almeno centomila le persone che vivono in oltre cinquanta baraccopoli e, nonostante la legge sull’agromafia, non hanno alcuna forma di protezione.


Fonte: Globalist.it


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Fonte: comune-info – https://comune-info.net/1-500-braccianti-morti-in-6-anni/

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