Il tempo delle meraviglie

Disegnare all’ombra di una quercia, sedersi in cerchio su comodi tronchetti, ascoltare la lettura di una favola in compagnia di cinciarelle e conigli, innamorarsi di una viola del pensiero, saltare in pozzanghere enormi… Il Bosco delle Meraviglie è un film documentario: nasce da un intero anno vissuto dalla regista Patrizia Santangeli, senza intralciare la spontaneità delle azioni delle bambine e dei bambini, delle maestre e dei maestri dell’Asilo Bosco Caffarella di Roma. Se è vero che possiamo cambiare la scuola (e la nostra relazione con il tempo) senza bisogno che un ministro o una ministra ce lo vengano a dire o a imporre, come ricordava Gianfranco Zavalloni, allora bisognerebbe regalare questo film il più possibile a insegnanti, educatori e genitori

Asilo Bosco Caffarella, Roma

La terra raccolta in una padella può diventare un pasto da preparare con cura, un pezzo di corteccia con tanto di foro una maschera, il passaggio su un tronco un gioco di equilibrio, il salto in una pozzanghera l’occasione per una discussione naturalistica: “È un lago!”, “No, sembra una palude di coccodrilli”.

Qui le informazioni per acquistare il DVD

Il Bosco delle Meraviglie è un film documentario. Nasce da un intero anno vissuto dalla regista Patrizia Santangeli, senza mai intralciare la spontaneità delle azioni delle bambine e dei bambini, delle maestre e dei maestri dell’Asilo Bosco Caffarella di Roma.

La scelta di Patrizia Santangeli e Francesca Lepori, pedagogista e fondatrice dell’asilo (tra le principali animatrici della Rete di Cooperazione educativa), è stata di esaltare la potenza del racconto diretto della vita di ogni giorno in questo asilo senza mura. Le azioni documentate non sembrano avere bisogno di introduzioni o spiegazioni sulla ricchezza dell’educazione outdoor. Passeggiare lungo il fiume Almone (il docufilm si apre così), disegnare all’ombra di una quercia, dondolare su un’altalena, sedersi in cerchio su tronchetti per la merenda, scegliere colorati costumi per bizzarre sfilate tra prati e orti, canticchiare una canzoncina o ascoltare la lettura di una favola in compagnia di cinciarelle e coccinelle, lombrichi e merli, conigli e farfalle. E ancora: fare amicizia piantando semi, rifugiarsi in un tepee di rami e foglie per riordinare pensieri ed emozioni, innamorarsi di una viola del pensiero o di un papavero altissimo, indossare stivaletti e impermeabili oppure correre a piedi nudi e con il costume da bagno, sperimentare mutuo aiuto per spostare un tronco, raccogliere sassolini e foglie in borse di stoffa e cesti di vimini, ma soprattutto zappettare ovunque, in qualsiasi momento e con ogni mezzo a disposizione. Sono numerosi i momenti raccontati dal documentario, con le diverse stagioni a fare da fantastico scenario di fondo.

Il ritmo del racconto restituisce in modo proficuo quello che probabilmente resta il dono più importante della pedagogia del bosco: la capacità di vivere un tempo dilatato. Le giornate all’Asilo Bosco Caffarella non sono una merce in scadenza di cui liberarsi prima possibile. Qui si perde tempo in modo molto consapevole a passeggiare, zappettare o guardare le nuvole. Gianfranco Zavalloni, dirigente scolastico e insegnante nella scuola dell’infanzia, nel suo essenziale La pedagogia della lumaca (Emi), tra le esperienze per un programma di una scuola lenta parla di momenti di silenzio, soste, parole dolci, bolle di sapone immaginarie, poesie sussurrate, ma prima di tutto di “attività inutili”:

“Ascoltare la pioggia, ascoltare il vento, raccogliere sassi, riempire e svuotare le tasche di un monello, costruire installazioni con materiali naturali all’aperto, lanciare palline di terra e semi con la fionda, costruire acchiappatutto da posizionare all’aperto, tessere e disfare le tele, sgranare legumi, intagliare bucce di agrumi”.

E proprio a un’intuizione di Zavalloni, il suo manifesto I diritti naturali dei bimbi e delle bimbe, si ispira Occhi grandi grandi, la canzone che a metà del documentario sembra offrire una prima griglia con cui immaginare un apprendimento diverso.

Tra i bambini e le bambine dell’asilo, tra le maestre e i maestri e tra i genitori di Bosco Caffarella è forte oggi il desiderio di avviare anche una primaria. Chissà, magari anche il prossimo film documentario comincerà con una scena intorno all’Almone per un momento di letteratura: c’è da scoprire le vicende di quel fiume raccontate da Virgilio nell’Eneide.


[embedded content]

<!–
–>
Fonte: comune-info – https://comune-info.net/il-tempo-delle-meraviglie/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *