Droni killer per il Mediterraneo

BDS Italia è un movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro l’occupazione e l’apartheid israeliane, costituito da associazioni e gruppi in tutta Italia che hanno aderito all’appello della società civile palestinese del 2005 e promuovono campagne e iniziative a livello nazionale e locale. In un recente articolo pubblicato su bdsitalia.org, denuncia investimenti Ue a favore dell’industria militare israeliana. L’Unione europea ha infatti quadruplicato i fondi per la militarizzazione delle frontiere, superando nel 2020 la ragguardevole cifra di 21,3 miliardi di euro per finalizzarli al controllo militare, in particolare Frontex and Emsa (Agenzia dell’Unione europea che fornisce consulenza tecnica e assistenza operativa in materia di sicurezza marittima). A conferma di ciò si riportano le dichiarazioni del ministero della Difesa israeliano. Oggi i risultati attesi stanno arrivando: Frontex ed Emsa hanno iniziato a usare droni killer israeliani.

I droni della serie Heron (Airone – in ebraico אנפה – Machaz), della Israeli Aerspace Industries, hanno una storia tristemente nota per il loro utilizzo contro i palestinesi: dopo l’operazione Cast Lead (Piombo Fuso), l’assalto israeliano a Gaza tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, un’indagine di Human Rights Watch giunse alla conclusione che dozzine di civili erano stati uccisi con missili lanciati da droni. Dal 2018, 63.750.000 di euro di fondi pubblici dell’Ue sono stati utilizzati per finanziare e alimentare direttamente l’economia di guerra di Israele, poiché Frontex ed Emsa stanno militarizzando ulteriormente i confini europei e il mar Mediterraneo con la tecnologia bellica di sorveglianza che Israele ha sviluppato e testato nei brutali assalti di Gaza. Tutto questo mentre il numero di “barche fantasma” – barche con migranti che sono scomparse nel Mediterraneo – continua ad aumentare.

A produrre i droni killer sono la Israel Aerospace Industries (IAI), partner chiave nella costruzione del Muro di separazione illegale di Israele, e la Elbit Systems che ha prodotto il drone Hermes 900 che è stato schierato per la prima volta durante l’Operazione Margine Protettivo contro Gaza, nel 2014. Il sito specializzato DroneWatch.eu riferisce, riporta Bds Iitalia, che un drone Hermes è stato anche coinvolto nell’uccisione di quattro ragazzi della famiglia Bakr, il 16 agosto 2014, mentre giocavano sulla spiaggia a Gaza. I droni Elbit sono stati anche usati per uccidere civili nella guerra di Israele in Libano nel 2006, inclusi operatori della Croce Rossa, conducenti di ambulanze e dozzine di persone che fuggivano dalle loro case per cercare un rifugio durante l’incessante bombardamento israeliano. Ora sappiamo che la IAI si è aggiudicata l’appalto nel gennaio 2018 come si può leggere dal verbale pubblicato da Frontex (l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera) e ha ricevuto 4,75 milioni di euro per effettuare 600 ore di voli di prova e l’Emsa ha assegnato alla Elbit Systems un contratto di due anni per il noleggio di droni Hermes 900, la versione moderna dell’ Hermes 450.

I droni Hermes vengono utilizzati nel quadro delle politiche anti-migrazione dell’Ue, attuate in collaborazione tra Emsa, Frontex ed Efca (Agenzia europea di controllo della pesca). I droni sono stati utilizzati in Islanda, e in Grecia fino a marzo 2020 e Bulgaria, Francia, Gran Bretagna, Lituania, Paesi Bassi, Spagna, Portogallo hanno chiesto di utilizzare i droni di Emsa per il 2020.

Frontex ha speso 4.750.000 euro per testare il drone militare Heron 1 di Israel Aerospace Industries in Grecia e in Italia, durante il governo Lega – 5 Stelle, per la sorveglianza delle frontiere marittime nel Mar Mediterraneo. Il costo di questo test è arrivato a 7.916,67 euro all’ora di volo. Nel corso dello stesso anno, è stato testato anche il drone Falco del gigante italiano delle armi Leonardo – ex Finmeccanica. Per i dettagli delle collaborazioni e dei contratti tra queste agenzie e i fornitori si rimanda al sito di Stop The Wall, denuncia BDS Italia.

I droni sono un modo efficace per eludere l’obbligo della Ue, in base al diritto internazionale, di salvare le vite dei migranti che cercano di attraversare il Mediterraneo. Ad agosto 2019 il tasso di mortalità per le persone che tentavano di attraversare il Mediterraneo era passato da una media storica del 2% fino al 14%. In totale, sono morti 567 delle presunte 8.362 persone che hanno tentato l’attraversamento nei primi sei mesi dell’anno.


(Tradotto e adattato dall’originale pubblicato sul sito della Campagna Stop The Wall – Palestinian Grassroots Anti-apartheid Wall Campaign Thursday March 5, 2020 al link di stopthewall.org)

Fonte: bdsitalia.org


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Fonte: comune-info – https://comune-info.net/droni-killer-per-il-mediterraneo/

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