La normalizzazione della Dad

Tre mesi di didattica a distanza sono stati troppi, ma ministero e associazione dei presidi puntano a normalizzarla. Intanto il governo ha fatto capire – con il suo linguaggio preferito, quello dei soldi – che bambini e ragazzi non sono una priorità. C’è da nutrire in tanti modi diversi il rifiuto della loro idea di scuola

Appello per la costruzione di un Coordinamento contro la normalizzazione della Didattica a distanza

Tre mesi di didattica a distanza sono stati troppi, eppure gli atteggiamenti trionfalistici del ministero e dell’Associazione Nazionale Presidi e i loro progetti per settembre – stando alle anticipazioni e ai documenti resi pubblici – mettono in luce l’esistenza di importanti interessi che puntano a normalizzare una didattica digitale destrutturando il processo di insegnamento/apprendimento basato sulla relazione collettiva.

La scuola per il governo non è una priorità: i 172 miliardi concessi dall’Ue andranno a finanziare diversi settori dell’economia, ma neanche le briciole alla scuola pubblica.

Sabato 23 maggio si è tenuta a Roma una prima manifestazione contro questi progetti e diverse assemblee hanno visto convergere genitori, insegnanti e studenti sul rifiuto netto della continuazione con la didattica digitale il prossimo anno scolastico e sulla necessità di creare una rete per contrastare questo nuovo, grave attacco alla scuola di tutt@.

Riteniamo pertanto non rinviabile la costruzione di un coordinamento tra tutte le realtà che si stanno muovendo in tal senso per condividere una piattaforma chiara e unitaria sulla base della quale organizzare molteplici iniziative di lotta a partire dalla data del 3 giugno, promossa da gruppi di genitori come giornata di astensione dalla DaD e raccolta dalle assemblee dei giorni scorsi.

Sarebbe per noi importante caratterizzare la giornata del 3 giugno con la presenza fisica in una piazza dando visibilità e concretezza a questo percorso e lanciando attraverso un’assemblea aperta la costituzione di un coordinamento che abbia come obiettivi comuni almeno i seguenti punti:

  • No alla DaD, alla didattica “mista” e alla digitalizzazione e standardizzazione dell’insegnamento
  • No alle classi-pollaio (numero massimo di 10-15 alunni)
  • Massicci finanziamenti per la scuola pubblica per:

    • investimenti sull’edilizia scolastica per una didattica in sicurezza
    • assunzione stabile dei precari che già lavorano nella scuola
    • ampliamento degli organici di docenti ed ATA
  • Internalizzazione delle figure che lavorano nella scuola (AEC-OEPA, lavoratori delle mense e delle pulizie)

Proponiamo a tutti i soggetti interessati di “incontrarci” venerdì sera 29 maggio alle 21, in una riunione on line su piattaforma https://zoom.us/j/3046321625?pwd=SmxJWEVrZkcrNnBQSUNoWUtGYjU0UT09&status=success per discutere questa proposta e organizzare insieme un’assemblea in una piazza romana il 3 giugno.

*email protetta con javascript* – Collettivo Ninand@


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Fonte: comune-info – https://comune-info.net/la-normalizzazione-della-dad/

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