Siamo stanchi
Foto di Vittorio Giannitelli, tratta da coordinamentomigranti.org

Hanno sentito tanto parlare di loro, hanno ascoltato, sofferto, sperato. Ora sono stanchi. La pandemia ha scatenato paure e coagulato energie sparse e vogliono dire la loro, a gran voce. Da Bologna, parte un appello promosso dal Coordinamentomigranti che racchiude diverse sigle di migranti a rappresentanza di diverse realtà e paesi, per una manifestazione nazionale che si svolgerà il 30 maggio a Bologna (ore 16, piazza Nettuno) contestualmente a quella di Parigi. Un punto di partenza per la nascita di un movimento di migranti europeo.

“Il 30 maggio saremo in piazza Nettuno a Bologna mentre a Parigi diversi collettivi di migranti manifesteranno contro il razzismo e lo sfruttamento che la pandemia ha rafforzato in tutta Europa e non solo: vogliamo un permesso di soggiorno europeo illimitato e incondizionato, svincolato da famiglia, reddito e lavoro – si legge nell’appello – Noi siamo migranti che hanno passato la quarantena a fare i lavori essenziali. Siamo donne e uomini che hanno lavorato nei magazzini e nelle fabbriche, nei campi e nei supermercati, che hanno consegnato a casa le merci più varie, che hanno sanificato le vostre case, le aziende e gli ospedali, che hanno badato ai malati e agli anziani…. Siamo donne e uomini migranti che vivono ammassati nei centri di accoglienza come il CAS di via Mattei perché la Prefettura, il Comune e la Regione non hanno voluto trovare soluzioni alternative. Il nostro lavoro è essenziale, ma le nostre esistenze si possono sacrificare… Noi siamo le donne e gli uomini migranti a cui il governo ha sospeso la scadenza dei permessi fino a fine agosto. Migliaia di domande di rinnovo attendono di essere esaminate dagli Uffici immigrazione delle Questure, ma datori di lavoro e proprietari di case non stipulano contratti di lavoro e di affitto con chi ha in mano soltanto il cedolino della richiesta di rinnovo. Così, alla fine dell’estate rischiamo la clandestinità… Con la pandemia il razzismo istituzionale ci rende ancora più ricattabili: forza lavoro usa e getta, da sfruttare in nero o in regola, non fa differenza. Questo viene sancito dal governo con la regolarizzazione… Questa regolarizzazione è un vecchio modo per sfruttare in forme nuove quello che da sempre noi chiamiamo lavoro migrante. Nella fase 2 la nostra libertà rimane così in sospeso fra razzismo e sfruttamento. Per questo abbiamo deciso di rompere il muro di silenzio che è calato sulle nostre vite e su quelle di chi ancora sfida il Mediterraneo… vogliamo un permesso di soggiorno europeo illimitato e incondizionato, svincolato da famiglia, reddito e lavoro…”

ASCAI Bologna, Associazione Camerunense – Associazione Benininesi per la fraternità – Appennino Migrante – Associazione Lavoratori Marocchini in Italia – Associazione Senegalese Chaikh/Anta Diop – Comunità del Sierra Leone – Comunità Gambiana di Bologna – Comunità Nigeriana di Bologna – Comunità Pakistana Bologna – Coordinamento Eritrea Democratica – Diaspora Guineana dell’Emilia-Romagna – Yeredemeton Comunità Maliana


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Fonte: comune-info – https://comune-info.net/siamo-stanchi/

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