La scuola in scatola

La parola “serendipità” definisce nel modo migliore gli incontri che, a volte, si fanno in Rete. Si cerca qualcosa o qualcuno e si trova qualcun o qualcos’altro. È successo con Emily Mignanelli, che a Osimo, nelle Marche, ha fondato e coordina l’associazione Lilliput. (associazionelilliput.com).

Mi parli dell’esperienza che avete chiamato “scuola in scatola”?

Quello che è successo è che il coronavirus ci ha imposto di creare nuovi modo di far scuola e come tutti, anche noi, abbiamo dovuto far fronte alle emergenze rimboccandoci le maniche e non solo per creare contenuti digitali per creare nuove rotte relazionali, ma per mettere la scuola dentro una scatola, anzi, tante scatole colorate. Non è stato un lavoro da poco, con tutti quei muri. quegli alberi, quei campi sconfinati, e poi le capre e i giochi di legno, ma le maestre ce l’hanno fatta.

Centinaia di scatole in tre mesi hanno raggiunto bambini ovunque, portando serendipità ovunque. E se serendipità significa proprio trovare qualcosa mentre se ne cercava un’altra, questo è quello che è successo ai bambini. Credevano di aver ricevuto un pacco, invece avevano ricevuto una scuola. Ogni scatola era un viaggio attorno a un tema e i mezzi di trasporto per raggiungere le varie tappe dell’avventura erano le intelligenze multiple, per ognuna un’attività. Tra legni, argilla, stoffe, quaderni personalizzati, corde e fili, musiche e letture la scatola ha portato una scuola pop up nei salotti e nei giardini condominiali.

Questo per l’emergenza, nella quale purtroppo siamo tutti ancora immersi. E in prospettiva?

In quello che sembra essere un momento storico senza precedenti e speriamo nessuna replica, tra i tanti esclusi, oltre ai bambini, troviamo innumerevoli dibattiti che sembrano galleggiare in un limbo di retorica e luoghi comuni.

Uno di questi è: cosa affronterà la scuola del futuro?

L’emergenza scolastica si sta giocando sul terreno dei quando, come e quanti, quando chiunque con un briciolo di consapevolezza pedagogica sa bene che la scuola è fondata su contenuti, su emozioni e valori che vengono tramandati e se c’è una evidenza che questo momento sta spingendo sotto i nostri occhi, è che la scuola così come è impostata ora non può più andare avanti. Deve arrestarsi la logica economica finale, che vede nella scuola il luogo per una realizzazione lavorativa, ogni grado è propedeutico al successivo e l’ultimo è propedeutico al lavoro, in una catena di priorità in cui la vita e l’esistenza sembrano non interessare a nessuno. Da qui noi vogliamo partire, dalla rivoluzione copernicana in ambito contenutistico e valoriale. La scuola del futuro è nel presente e la nostra attingerà anche dal passato, dalle intuizioni di grandi uomini e donne del Novecento: Montessori, Korczak, Freinet, Dolto.

Da Maria Montessori prenderemo la visione di una scuola secondaria di primo grado in fattoria, una scuola basata sulla realtà e sulla natura, perché Greta non va ascoltata e condivisa sui social ma va praticata. I bambini non saranno dentro un’azienda agricola, ma saranno l’azienda agricola. In sinergia con i maestri, i ragazzi porteranno avanti un’azienda vera e propria, traducendo in esperienza conoscenze che nell’età adolescenziale scossa da fremiti di azione e vita, sembrano essere vuoti e decadenti, producendo come scopo finale il disamore verso la cultura e la crescita personale.

Da Korczak prenderemo la visione residenziale e comunitaria. Sì, avete capito bene, i ragazzi potranno vivere a scuola e su zoom vedranno i genitori in caso di lockdown, non i maestri.

Da Freinet prenderemo la visione di una scuola attiva e moderna, integrata nell’attualità socio-politica e fondata sull’azione reale e la relazione con il mondo fatto di azione e conseguenze, relazioni e reazioni.

Da Dolto prenderemo il lavoro sull’essere umano e lo studio della propria storia per comprendere le ere geologiche della nostra psiche che hanno creato il tronco che regge la nostra vita.

Una scuola dentro delle yurte, strutture ecologiche, con pannelli fotovoltaici che garantiranno un impatto zero sull’ambiente, removibili, antisismiche e integrate con il contesto naturale. Sono convinta che per procedere occorra essere visionari ora, e unire il passato e le eredità culturali con il presente che pretende risposte e il futuro che ci guarda mentre incede verso di noi.



Fonte: comune-info – https://comune-info.net/la-scuola-in-scatola/

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