Se la scuola esce dal web

Bambini e ragazzi non sono una priorità per il governo. C’è da pensare alle attività produttive, siamo seri, fanno sapere ai piani alti. Per questo vogliono imporre la didattica a distanza ibrida a milioni di bambini e bambine, ragazzi e ragazze, anche a settembre, tra classi smembrate (chi a scuola chi a casa), orari spezzati, delega ai genitori e nessun investimento vero per sostenere e ripensare in profondità la scuola di tutti e tutte. Intanto il ricchissimo dibattito ai piani bassi intorno alla scuola non si ferma: dopo la mobilitazione Priorità alla scuola del 23 maggio e in attesa di Apriti scuola dell’8 giugno, il 3 giugno è No Dad Day

Tratta da pixabay.com

Dove sono i sopralluoghi per reperire locali e spazi per una scuola diffusa e all’aperto? Dove sono gli interventi di restauro? Dove sono i provvedimenti per l’incremento degli organici? Insomma, bambini e ragazzi non sono una priorità per il governo. C’è da pensare alle attività produttive, siamo seri, fanno sapere ai piani alti: per questo vogliono imporre la didattica a distanza ibrida a milioni di bambini e bambine, ragazzi e ragazze, anche a settembre, tra classi smembrate (chi a scuola chi a casa), orari spezzati, delega ai genitori e nessun investimento serio per sostenere e ripensare in profondità la scuola di tutti e tutte.

A gridare No a questo deprimente panorama sono sempre di più tra insegnanti, genitori, educatori, studenti e gruppi, a cominciare dal collettivo Ninand@ e il Coordinamento Lavoratori Autoconvocati della Scuola, che hanno proposto una giornata di astensione dalla didattica di emergenza per il mercoledì 3 giugno: “Usciamo dal web, riempiamo le strade!”. La proposta si è diffusa in modo spontaneo ovunque incontrando moltissime adesioni, tra cui quella del Comitato Priorità alla Scuola, promotore della grande mobilitazione in oltre venti città del 23 maggio (“Più scuole, più spazi consegnati a scuole e studenti, più educazione all’aperto, più insegnanti, assunzione precari, più personale Ata”).

A Roma, mentre le piattaforme della didattica a distanza resteranno vuote (con tanto di “cartelli” davanti le webcam che spiegano le ragioni della protesta o invio di email ai dirigenti scolastici per rendere nota l’adesione al No Dad Day), saranno in tanti e tante a incontrarsi in piazza dell’Esquilino, dalle 10 alle 13, per costruire “un Coordinamento di tutt@ coloro che vogliono lottare per una Scuola vicina, viva e libera”.


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Fonte: comune-info – https://comune-info.net/se-la-scuola-esce-dal-web/

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