Sorridi sempre, Daniele

“Esigi attenzioni, sorridi sempre, Daniele, mio caro nipotino… Piango, invece, io, tuo nonno, gravato da ottanta lune. Urlo di rabbia per lo squallore del mondo martoriato che ti offro… – scrive Mimmo, nonno resiliente, come ama definirsi, al nipote nato in tempi di pandemia – caro Daniele, occorre un colpo d’ala, individuale e corale… “. È finito il tempo della delega: c’è da rifiutare ogni giorno in tanti modi diversi guerre, discriminazioni, grandi opere inutili e dannose. C’è da mettersi in gioco nella vita quotidiana. “Curerò il mio campicello con amore… Raccoglierò erbe spontanee, comprerò frutta e verdura dai Gas… Offrirò spontaneamente la mia solidarietà a tutti quelli che ne avranno bisogno, senza aspettare l’avvilente richiesta… Semineremo e metteremo a dimora alberi, costruiremo erbari e terrari, dipingeremo, scriveremo articoli, canteremo, salteremo nelle pozzanghere… rimarremo stupiti dal canto degli uccelli, ci meraviglieremo dello stormire delle foglie, apprezzeremo l’elegante danza dell’avena sativa. Accarezzeremo fiori e coccinelle. Scopriremo la vita…”

Foto di Ambra Pastore

Sorridi sempre, Daniele, mio caro nipotino, poesia della vita, come tutti i cuccioli, gli avannotti e le foglioline. Dopo la poppata, ma anche mentre soavemente dormi. Esigi attenzioni, ci tieni alla tua dignità, e la tua tenera mamma si prende generosamente cura di te. Instancabilmente, ti accarezza, ti bacia, ti abbraccia. Si entusiasma nel contemplarti.

Piango, invece, io, tuo nonno, gravato da ottanta lune. Urlo di rabbia per lo squallore del mondo martoriato che ti offro. Sono inferocito. Con me stesso, soprattutto! Il Pianeta azzurro, la casa di tutti, sta crollando, vistose lesioni la dilaniano in ogni direzione. Incendi, avvelenamenti e cave estrattive la sfregiano orrendamente. Le sofferenze trovano un flebile ascolto. Mi sento colpevole, credimi!, mi vergogno, non ho il coraggio di guardarmi allo specchio per quello che avrei dovuto fare. Sono stato un vigliacco, rimanendo inerte, indifferente.

Mia figlia, la tua mamma, era incinta, quando l’abbracciai l’ultima volta a metà febbraio. Mancavano ancora un paio di settimane al parto. Tu palpitavi nel bozzolo, scapriolavi, scorrazzavi. Ora, hai compiuto tre mesi. Nel frattempo ho provato l’atroce esperienza del carcere, della segregazione, della cattività, in casa mia!, per il sopraggiungere della pandemia.

Fino a qualche giorno era ancora vietato spostarsi da una regione all’altra dell’Italia: quindi, non ho ancora avuto la possibilità di vederti, di accarezzarti, di cullarti cantandoti una ninna nanna, di raccontarti quello che sta succedendo. Nessuno aveva mai immaginato di rimanere relegato in casa per mesi, di non poter incontrare amici, raggiungere il posto di lavoro, andare a scuola. Tutti con guanti e mascherine, in preda alla paura, all’angoscia, al panico.

Gravi e impellenti decisioni bussano adesso alla coscienza di tutte le persone, responsabili, per la sconvolgente esperienza, per la tragedia che non è ancora finita. A dare fiducia, a spronare è lo spirito della resilienza che spinge ad alzarsi, a rimboccarsi le maniche con combattività, lucida immaginazione e generosità.

Gli arraffoni sono già all’opera. Si urlano a squarciagola proposte, rimedi, accuse, invettive. Grande, però, è la riluttanza al coinvolgimento personale, al contatto profondo con sé e gli altri. Basta piangersi addosso! trovare colpevoli! Giustificazioni! Sperare che le cose cambino per opera di entità misteriose o magiche. Strategie inefficaci e perdenti, un pugno di mosche nelle mani. Ebbene, caro Daniele, occorre un colpo d’ala, individuale e corale. Energico, vibrante. Pervicace.

Impegni solenni mi attendono. Mi impegnerò in prima persona a contrastare la catastrofe profilantesi all’orizzonte, della quale abbiamo conosciuto solo un piccolo sintomo. Un velenoso antipasto, foriero di bocconi di gran lunga più tossici. Voglio offrirti un mondo, semplice, vibrante di vita. Ne hai diritto! Tu e l’intera umanità. Lo si percepisce. Tanti, gente lungimirante e prodiga, animati dallo stesso anelito parteciperanno attivamente nell’ideazione, progettazione e realizzazione di un futuro diverso, più giusto, equo, solidale, umano, rispettoso di tutte le forme di vita esistenti.

Ogni giorno mi batterò perché dappertutto regni la pace. Non si può vivere con l’incubo dell’olocausto nucleare. La guerra è una tragica, allucinante esperienza. Si uccidono donne e uomini, bambini e anziani, si devastano territori, si sconvolge la vita di milioni di persone, animali e piante. Gli arsenali, stracolmi di armi e munizioni, convenzionali ed atomiche, vanno chiusi e svuotati!

Costantemente sarò in prima linea nel combattere ogni forma di criminalità, corruzione, elusione ed evasione fiscale. Ostacolerò sprechi, la costruzione di opere inutili e l’ulteriore cementificazione del suolo. Lo Stato deve essere indotto a gestire nell’interesse della collettività. Le sanzioni siano severe, nessuna sacca di impunità deve essere garantita. Le complicità devono essere smascherate e smantellate.

Quotidianamente mi impegnerò perché a tutti gli esseri umani venga garantita uguale dignità. Sociale, economica, culturale, spirituale. Umana. Per questo vanno salvaguardati e valorizzati, i beni comuni. Biblioteche in rete, musei, teatri sempre aperti. Scuole immerse nella natura. Campi da gioco per le giovani generazioni.

Per quanto è in mio potere, osteggerò discriminazioni di ogni sorta che colpiscano per il genere, l’etnia, la cultura, la religione, l’età, le condizioni psicofisiche e sociali. Vengono elaborate e propagandate per dividere, sfruttare, sottomettere.

Non mangerò carni, salumi, pesci e latticini per motivi salutistici, morali e ambientali. Sono fermamente convinto che il consumo di questi alimenti nuoce gravemente alla salute psicofisica e al sistema sanitario, procura torture, fa soffrire miliardi di esseri viventi e devasta il Pianeta. Oltre il 50% dell’inquinamento, infatti, è addebitabile all’allevamento degli animali, per i quali si coltivano mais e soia. Ecco perché si disbosca e si brucia la Foresta Amazzonica.

Curerò il mio campicello con amore, consentendo a tutta la microfauna esistente di svilupparsi. Per contenere le aggressioni patogene, vaporizzerò macerati di ortica, aglio ed equiseto, userò trappole inzuppate di feromoni. Concimerò con ammendanti ricavati dal compost. Raccoglierò erbe spontanee, comprerò frutta e verdura dai GAS, Gruppi di Acquisto Solidali, in attesa che anche il Italia, come nel Sikkim, tutta l’agricoltura venga prodotta senza l’ausilio di pesticidi, glifosato e concimi chimici.

Offrirò spontaneamente la mia solidarietà a tutti quelli che ne avranno bisogno, senza aspettare l’avvilente richiesta. Non rimarrò indifferente, né volgerò la testa dall’altra parte. Mi prenderò cura assieme ad altri, soprattutto dei più deboli, disabili, anziani, ammalati, poveri e migranti.

Mi terrò informato su quello che succede nel mio territorio, nell’intero Paese ed in tutto il mondo, cercando di guardare la realtà con spirito critico e con animo empatico. Lotta senza quartiere alla disinformazione, servile verso il potere. Accartoccerò ogni forma di delega, per essere protagonista, comprimario con tutti. La vita sarà certamente più impegnativa, ma avrà senso.

Non ti regalerò giocattoli dei negozi, ti insegnerò a costruirli, li realizzeremo insieme con il tuo ingegno, con la laboriosità delle tue mani. Uno è già pronto per te. Lo ha costruito Antonio, un mio amico di Trani capace di produrre cattedrali, edifici storici, castelli, recuperando legname di scarto che normalmente finisce in discarica. È una vezzosa casetta dai tetti spioventi, capace di raccogliere e custodire da subito i tuoi risparmi.

Poi, semineremo e metteremo a dimora alberi, costruiremo erbari e terrari, dipingeremo, scriveremo articoli, canteremo, salteremo nelle pozzanghere e correremo a perdifiato.

Solo per estrema necessità mi avvarrò dell’automobile. Per gli spostamenti farò ricorso ai mezzi pubblici, alla bicicletta, che potrà percorrere una rete infinita di piste ciclabili. Le gambe dovranno macinare chilometri di strade e sentieri.

Assieme, potremo fare lunghe passeggiate lungo i fiumi, per itinerari vallivi e crinali dei monti, sulla battigia, nella frescura dei boschi, nei campi. Come poeti della vita, ammireremo, così, la fantasmagoria dei colori, godremo la fragranza delle essenze profumate, rimarremo stupiti dal canto degli uccelli, ci meraviglieremo dello stormire delle foglie, apprezzeremo l’elegante danza dell’avena sativa. Accarezzeremo fiori e coccinelle. Scopriremo la vita.

Immagino che sorridi. Grazie per la fiducia che riponi nei miei, nei nostri progetti. Ti voglio bene. Nonno Mimmo.


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Fonte: comune-info – https://comune-info.net/sorridi-sempre-daniele/

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