Il razzismo progettuale

Se vi siete mai chiesti cosa possa significare nella pratica il termine “razzismo sistemico”, oppure lo avete incontrato per la prima volta sulla scia dell’omicidio di George Floyd, provate a leggere questo testo prezioso, tradotto e reso noto da Rebecca Rovoletto. Racconta St. Paul, la città gemella di Minneapolis, situata nella stessa area metropolitana del Minnesota. Serve a comprendere assai bene la natura strutturale dello sviluppo e del permanere attuale delle politiche razziali negli Usa ma anche quanto contano lo “stato dei luoghi” e le loro trasformazioni per rendere efficaci quelle politiche e favorire la loro introiezione culturale. La segregazione tra bianchi e neri è stata progettata naturalmente molti anni fa, quando il governo degli Stati Uniti ha istituito un quadro giuridico che provoca la ghettizzazione dei neri ma, in alcuni casi, va oltre e consente perfino la distruzione dei quartieri. Ai neri del Minnesota è stato impedito con una forma di violenza sistemica e del tutto legale (quindi non certo dettata dalle pulsioni razziste di qualche agente bianco) di acquisire mutui nei quartieri in cui risiedevano già. Sono stati inscatolati nelle zone che a loro erano state destinate e trasferiti lì, anche perché è stato ritenuto più utile – e politicamente più fattibile – spostare migliaia di persone in centinaia di alloggi piuttosto che negoziare un’ipotetica riduzione dei profitti con la potente ferrovia

La protesta contro la violenza poliziesca a Saint Paul. Foto Wikimedia Commons

La discriminazione e il razzismo sono costruzioni tecniche tanto quanto culturali: mosse da una volontà certamente politica, si avvalgono sempre del contributo delle professioni per costruire le tessiture e gli strumenti operativi, per creare le condizioni fisiche all’attecchimento di ideologie. Dispositivi normativi, pianificatori, architettonici… rendono legali, benché eticamente e moralmente illegittimi, interventi e trasformazioni mirati a determinare e approfondire gerarchie, vulnerabilità, disciplinamento sociale e conseguente accesso o meno ad eque opportunità emancipatorie, con meccanismi come quelli che oggi chiamiamo gentrificazione.

Il testo proposto, che riguarda la città di Saint Paul nell’area metropolitana di Minneapolis (Minnesota), è molto utile per capire, oltre alla natura strutturale dello sviluppo e del permanere di politiche razziali negli USA, anche quanto sia fondamentale la componente dello ‘stato dei luoghi’ e delle loro trasformazioni per rendere efficaci tali politiche e agevolarne l’introiezione culturale. Niente di nuovo, certamente. In Europa abbiamo l’esempio eclatante, uno su tutti, di come il fascismo e il nazismo hanno sapientemente usato la narrazione tangibile dell’architettura e della pianificazione in funzione di quella visione del mondo.

I conflitti sociali in atto oggi negli USA ci convocano alla riflessione come persone razzializzate che stanno dalla parte privilegiata del razzismo. Cogliendo lo stimolo dell’autore: quello che sta succedendo “cosa dice di noi?”, cosa dice delle radici profonde della cultura in cui siamo immersi, cui contribuiamo più o meno consapevolmente a dare forma?

Quella razziale, come quella coloniale e patriarcale, sono le grandi sfide culturali che ci spettano, se vogliamo modificare il nostro stare-nel-mondo e la comune costruzione del mondo. Sfide che ci interpellano in ogni aspetto personale e sociale, anche in quello professionale. Sarà importante lo sguardo di comprensione critica che ciascuno, per la propria professione, saprà rivolgere al ruolo, responsabilità, azione, postura che assume nel fare il proprio mestiere. Che non è mai a-politico, mai neutro, la cui comprensione può fornirci coordinate indispensabili per modificare questi processi.

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Se vi siete mai chiesti cosa significa il termine “razzismo sistemico”, o se lo state incontrando per la prima volta sulla scia dell’omicidio di George Floyd, permettetemi di spiegare un esempio della città di St. Paul. Spero che questo aiuti a chiarire parte di ciò che significa l’esistenza di un razzismo sistemico in questo paese e in questo stato e che gli effetti delle cose accadute decenni fa contano ancora oggi. Inserirò diverse fonti e collegamenti interessanti in calce, quindi per favore leggete anche quelli.

Mi è venuto in mente che ci sono molte persone che non hanno familiarità con la pratica del redlining [negli Stati Uniti, il redlining è la negazione sistematica di vari servizi da parte di agenzie governative federali, governi locali e del settore privato, a residenti di quartieri o comunità specifici, direttamente o attraverso l’aumento selettivo dei prezzi, N.d.t.], le alleanze razziali e come la costruzione di autostrade e altri cosiddetti rinnovamenti urbani sono stati usati per distruggere i quartieri neri nel XX° secolo e come gli effetti di queste azioni continuano oggi. Per me questo problema è uno degli esempi più palesi e di facile comprensione del razzismo sistemico negli Stati Uniti. L’ho imparato davvero solo negli ultimi anni, quando mi sono trasferito nelle aree di St. Paul fortemente colpite da queste pratiche.

Come parte del New Deal, il governo federale ha creato la “Home Owners’ Loan Corporation” (HOLC). Ciò per cui oggi la HOLC è forse più famosa è la creazione delle “mappe HOLC”, che hanno assegnato alle aree residenziali delle città un grado di rischio per i prestatori di mutui. I criteri di classificazione includevano i valori delle proprietà, l’età delle proprietà, l’ammortamento e la composizione razziale/etnica, nonché la classe economica dei residenti. In tutto il paese, ai quartieri neri sono stati assegnati gradi D, il che significa che erano considerati pericolosi ai fini del prestito.

Un importante esempio locale di St. Paul sono le zone D3 e D4 (vedere la mappa allegata, ma se si desidera esplorare le mappe HOLC di tutto il paese, si veda il link alla mappa interattiva in calce). Ogni zona di ogni città aveva una descrizione scritta per accompagnare il grado in classifica.

Ecco alcune citazioni dalle descrizioni:

D3: “Qui risiedono italiani, persone di colore, ebrei degli strati inferiori e altre persone di origine straniera delle classi inferiori“.
“L’enorme invasione razziale in tutto il quartiere è predominante. L’unica caratteristica che la riscatta è la sua accessibilità al distretto del centro.

D4: “Qui vive la classe operaia con una grande percentuale di persone di colore.”. “La classe di persone di colore in quest’area è in qualche modo migliore rispetto ad altri distretti, molti di loro, dato che la città di St. Paul è il quartier generale del ‘Northern Pacific and Great Northern Railroads’ [Grandi ferrovie del nord e del Pacifico settentrionale, N.d.t.], sono facchini pullman [i facchini ‘pullman’ erano ex schiavi assunti per lavori sui binari come assistenti al bagaglio per le carrozze letto] che acquisiscono la proprietà delle loro case“.

Entrambi questi distretti furono soggetti a un vasto “rinnovamento urbano” nei decenni successivi. Rondo [il centro della comunità nera locale nella zona delle Twin Cities del XX secolo, N.d.t.] esiste ancora in una certa misura come un quartiere, ma l’area relativa a D3 è in gran parte priva di quartieri residenziali, sostituita con autostrade, grandi magazzini e zone industriali.

Ora, come sono state utilizzate queste mappe per rafforzare le politiche razziste? Il primo e più ovvio modo è che etichettando i distretti prevalentemente neri come pericolosi dal punto di vista del prestito ipotecario, i neri che avrebbero potuto permettersi una casa spesso non erano in grado di ottenere un mutuo nei loro quartieri. Perché non trasferirsi in un altro quartiere? È qui che entrano in gioco le convenants razziali [che potremmo equiparare all’introduzione delle enclosure nei regimi comunitari delle terre inglesi, N.d.t.]. Una convenant è una disposizione in un atto o titolo di una casa che limita la vendita di una proprietà a chiunque non sia bianco. Erano una pratica comune, negli anni ’20 -’50 del secolo scorso, per quelli che erano considerati i quartieri più desiderabili, gli A e i B sulle mappe dell’HOLC. Il progetto “Mapping Prejudice” dell’Università del Minnesota sta lavorando per ottenere un quadro della loro prevalenza nelle Twin Cities (link sotto). Erano in effetti così diffusi, che sarei sorpreso se la mia casa non fosse soggetta a una convenant.

Quindi, ai Black del Minnesota è stato impedito di acquisire mutui nei quartieri in cui risiedevano già e sono stati inscatolati nei quartieri che avrebbero potuto permettersi e trasferiti lì. Di conseguenza, fu loro impedito l’enorme boom del prestito ipotecario e di creazione di ricchezza che gli americani bianchi della classe media potevano sfruttare.

Quando le persone si riferiscono agli anni ’50 e ’60 come ai “bei vecchi tempi”, gran parte di ciò è dovuto alla ricchezza dei prestiti ipotecari che era nuova per molte famiglie in quel momento. Se sei bianco e i tuoi genitori o nonni sono stati in grado di acquistare una casa in questi decenni, quella sensazione di sicurezza finanziaria è il risultato diretto dei benefici economici di cui i neri americani non potevano godere. Non credermi sulla parola però. Vedi sotto il link a un eccellente video sull’argomento intitolato “Segregated by Design“.

In alcuni luoghi la discriminazione è andata oltre. Le mappe HOLC sono state utilizzate per aiutare la pianificazione del sistema autostradale interstatale. Il percorso che fu scelto per la I-94 attraverso St. Paul era specificamente destinato a creare letteralmente una spaccatura dentro Rondo (zona D4).

La circostanza per cui è stata scelta questa strada può, nel migliore dei casi, essere definita come indifferente alle migliaia di residenti nel quartiere e, nella peggiore delle ipotesi, può essere considerata uno sforzo deliberato per respingere i neri. Questo non doveva avvenire in ogni caso. Il pianificatore di St. Paul, George Herrold (che stava ancora lavorando a progetti municipali all’età di 82 anni nel 1945) espresse gravi preoccupazioni per gli impatti sociali della proposta autostrada senza pedaggio. Ha suggerito un percorso alternativo utilizzando il corridoio ferroviario un miglio a nord (vedi la mappa delle proposte alternative). Gli sforzi di Herrold non ebbero successo.

Vale la pena notare che tutto ciò che ha predetto è diventato realtà. Rondo venne diviso, con enormi conseguenze sociali, e la successiva creazione di un fossato di cemento divise il centro di St. Paul dal resto della città. Vorrei anche aggiungere che il piano di Herrold avrebbe richiesto una negoziazione con le ferrovie per posizionare l’autostrada in quella zona e le compagnie ferroviarie in genere non amano condividere la terra. Ma cosa dice di noi il fatto che è politicamente più fattibile spostare migliaia di persone in centinaia di alloggi piuttosto che negoziare con una ferrovia?

Ora, tutto questo è successo decenni fa. Come ci influenza oggi? Innanzitutto, le persone in vita oggi hanno visto cosa è successo a Rondo e ricordano com’era prima. La I-94 tra le Twin Cities non fu completata fino al 1968. Il conseguente declino di Rondo comportò a una perdita di ricchezza immobiliare per i suoi residenti, portando a una diffusa povertà. Altrove, come ho accennato in precedenza, ai neri americani è stato legalmente impedito di partecipare alla generazione di arricchimento che gli americani bianchi sono stati in grado di sfruttare a metà del XX° secolo. Ecco perché oggi esiste un divario di ricchezza tra i bianchi e i neri. Questo era razzismo progettuale. La vera definizione di razzismo sistemico.

Il governo degli Stati Uniti ha istituito un quadro giuridico che consente la ghettizzazione dei neri e, in alcuni casi, va oltre e consente la distruzione di quei quartieri. Oggi vediamo la tensione razziale perché l’uguaglianza non è mai stata raggiunta. In realtà è stata impedita da un sistema legale e sociale. Il sistema non è rotto. Ecco come è stato costruito.

Mappare l’ineguaglianza (interattivo): https://dsl.richmond.edu/panorama/redlining/?fbclid=IwAR15z66cpzrTQHCkY_-Mls8TMtmum3RGVpt2TONf2w77feiQmTH4Ob_7G44#loc=5/39.1/-94.58

Mappare il pregiudizio: https://www.mappingprejudice.org/?fbclid=IwAR3DIxY2EL083Eajq0hZA6l8lI4oDNcL_WetGdTNcBZXHmAt1cx4ETyqY2s

Segregated by Design: https://www.segregatedbydesign.com/?fbclid=IwAR3ESdVQawbtLNatLKBnj7IcDpzzoAoJKEgAdCKdpgDJXQKbhGyatTvRsT4

Due link specifici su Rondo (urbanistica e infrastrutture):
https://streets.mn/2013/09/10/the-birth-of-a-metro-highway-interstate-94/?fbclid=IwAR0V42u7NdX0OT7RGQleyThxZl-K10iYL0_v9R9Mo-3EmpxpE_c1BnCdNCo#lightbox/1/http://libguides.mnhs.org/rondo?fbclid=IwAR0CRdtA6CBCk1bVd6TU7w_NewyshMbi3T48os0tWVVM4xgfg6BFxWOfC9k

Traduzione: Rebecca Rovoletto
Testo originale di Nate Dexter, che ringraziamo

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Fonte: comune-info – https://comune-info.net/il-razzismo-progettuale/

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