Il Pic Nic degli Stati Solidali

Nel 2019 secondo l’Istat in Italia c’erano 4,7 milioni di poveri assoluti. Non persone con qualche problema economico: i poveri-poveri: quelli che non riuscivano a mettere insieme il pranzo con la cena.

Nel 2001, quando in tante e tanti, prima a Genova e poi al Forum sociale di Porto Alegre, indicavano la strada della giustizia sociale e ambientale verso un ‘Mondo diverso possibile’, i poveri-poveri erano 2 milioni e 937 mila, il 70% dei quali nel meridione.

Dalla crisi del 2009, nonostante le operazioni di maquillage comunicativo dei diversi esecutivi che si sono succeduti a livello nazionale, europeo e internazionale, e le successive riprese e ripresine, più o meno verdi, che ci sono state somministrate, siamo arrivati allo scorso anno con quasi il doppio di persone in mezzo a una strada.

Un’Italia indicata dall’Ocse come maglia nera tra i paesi sviluppati per aver fatto scivolare, negli anni dell’iperglobalizzazione, il 12% della ricchezza del Paese che veniva prodotta dai redditi da lavoro, ai profitti da capitale, senza muovere un dito. Insomma lo ‘Stesso mondo insopportabile’.

E poi è arrivato il Covid. Che ha rivelato quanto questo sistema non fosse centrato sui nostri diritti e bisogni essenziali. E lascerà sul lastrico almeno un altro milione di persone solo in Italia.

Dopo una tragedia di queste proporzioni, c’è chi, in questi giorni, ha presentato un piano datoriale che pretendeva di andare ancora avanti business as usual, con morti e feriti ancora in strada.

E questo anche se la fase post-2009 ci abbia insegnato che l’auspicabile mobilitazione di finanziamenti privati per la transizione ecologica, a seguito di politiche di stimolo pubblico[i], non si sia mai verificata, tantomeno per contrastare la crisi climatica[ii].

Il pubblico, per di più, in molti casi, per convincere i privati a sottoscrivere i partenariati pubblico-privati, si è assunto rischi che avrebbero dovuto essere sostenuti dai privati stessi, senza ottenere benefici aggiuntivi.

Anzi: quelle risorse pubbliche che potrebbero tornare a ridursi in una prevedibile fase di austerity post-Covid, potrebbero essere nuovamente sprecate, come dopo il 2009, in sussidi e garanzie di rischio per gli stessi investitori privati che in passato hanno lasciato in collo ai governi obbligazioni finanziarie vincolanti anche quando i progetti di partenariato falliti sono stati ripresi in mano pubblica[iii].

Per riprendersi, il nostro Paese ha bisogno delle migliori energie per una transizione ecologica e socialmente giusta. Non ha bisogno di Stati Generali, ma di Stati solidali, e per questo un gruppo di organizzazioni della società civile e movimenti sociali vuole provare a incontrarsi di nuovo per tracciare un percorso diverso e possibile.

L’invito è a tutte e tutti quelli che ritengono che le misure finora proposte non siano all’altezza del compito. La proposta è di ritrovarsi a Roma, nella stessa suggestiva cornice di Villa Pamphilj Sabato 20 giugno dalle ore 15.30 (ingresso via Leone XIII n.74) ciascuno con una tovaglia – da stendere in terra per aiutare a distanziarci -, un panino, un libro utile o i documenti con le proposte della propria realtà, per il primo Pic Nic informale per la ripresa post-Covid.

Ripartiamo con una chiacchierata per condividere idee e visioni di futuro, ben distanziati ma insieme. Proviamo a rincontrarci dal vivo (ma anche online) per ascoltare le impressioni delle delegazioni delle realtà sociali che verranno audite proprio nel pomeriggio di sabato negli Stati Generali del Governo.

Apriremo con un saluto di Yanis Varoufakis (economista) e Edgardo Lander (Pacto Latinoamericano), e poi interventi da Aoi, A Sud, Attac, Arci Roma, Arcs, Baobab Experience, Cantiere delle Idee, Climate save, Comitato Rodotà per i beni comuni, Comune-info, Cultura è Libertà, Diem25, Extinction rebellion, Fairwatch, Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, Fridays for future, Green Italia, Gruppo italiano Dialogo Globale, Laboratorio per la riscossa del Sud, Laudato sì, Lavoro e Natura, Left, Medicina Democratica, Per la sinistra per un’altra Europa, Punto Rosso, Rete dei Numeri Pari, Rete italiana economia solidale, Ress Roma, Reorient, Sbilanciamoci, Transform, Un Ponte per..

Il Recovery plan del Governo ripropone l’idea della centralità del mercato e dell’impresa, idea che ha portato alla crisi sanitaria, economica e sociale in cui siamo immersi e che diventerà drammatica a partire dal prossimo autunno.

La faglia aperta dalla pandemia nella narrazione liberista dominante richiede una radicale inversione di rotta. Occorre passare dall’ideologia del profitto alla società della cura di sè, degli altri, dell’ambiente. E su questa base risignificare il diritto al lavoro, il diritto al reddito, un nuovo welfare e una nuova economia ecologicamente e socialmente orientata. Fuori dalla trappola del debito e dei trattati commerciali, per garantire il pareggio di bilancio sociale, ecologico e di genere”

Rincontriamoci, ben distanziati, per cambiare davvero il nostro futuro. Ci vediamo a Villa Pamphili sabato 20 giugno dalle 15.30

Fateci sapere che parteciperete e allargate l’invito con questo evento su Fb


[i] https://www.worldbank.org/en/about/partners/maximizing-finance-for-development

[ii] https://www.eca.europa.eu/Lists/ECADocuments/SR18_09/SR_PPP_EN.pdf

[iii] https://unctad.org/en/PublicationChapters/tdr2015ch6_en.pdf

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Fonte: comune-info – https://comune-info.net/il-pic-nic-degli-stati-solidali/

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