Il mutualismo conflittuale a Roma

L’emergenza Covid-19 e le misure di distanziamento hanno evidenziato e approfondito le fratture sociali che in generale compromettono il “sistema-mondo” e, in varia misura, i sistemi locali. Gli impatti fondamentali della pandemia hanno innescato da un lato una profonda crisi dei modelli di sviluppo e governance dominanti, dall’altro una accelerazione dei processi di digitalizzazione che condurranno a nuovi modelli. Questa accelerazione è però aperta a evoluzioni diametrali: essa ha infatti dato impulso sia ai modelli centralizzati delle grandi piattaforme commerciali e dei sistemi di controllo dei regimi autoritari, sia a “piattaforme” sociali decentrate e fondate sulla cooperazione e il mutualismo. Il caso di Roma, sospesa tra la fragilità estrema del suo modello economico e la forte resilienza sociale, dimostra molto bene queste divergenti traiettorie e le dinamiche, molto legate alla mediazione digitale, che hanno condotto al rafforzamento e all’espansione delle reti di mutualismo

foto tratta dalla pagina fb del Csa Astra

Per quanto non vi sia dubbio che gli impatti socio-economici della pandemia siano rilevantissimi[1], non è affatto facile fare previsioni su quale sarà il segno degli sviluppi futuri sia a livello globale che locale, perché Covid-19 sta inducendo trasformazioni epocali di difficile interpretazione, soprattutto dal punto di vista della ambivalente e potentissima accelerazione nei processi di digitalizzazione delle relazioni sociali e produttive, tra smart working, e-commerce, mobilità alternativa, 5g, digital tracking.

La pandemia digitale

Valutato nel suo complesso, il capitalismo di piattaforma è stato fortemente avvantaggiato da Covid-19 (Klein, 2020), che secondo Evgeny Morozov “sta allo stato soluzionista come l’11 settembre sta allo stato di sorveglianza” (Morozov, 2020). Con il distanziamento forzato si è infatti prodotta una smisurata dilatazione delle interazioni digitali, proporzionale alla contrazione delle interazioni territoriali. È un fenomeno che ha comportato un travaso massiccio di flussi comunicativi, attività e scambi nei “silos” delle grandi piattaforme di servizi digitali. Ed è altrettanto evidente che questo travaso non rifluirà automaticamente e integralmente nello spazio fisico quando l’emergenza sarà rientrata, andando ad aggravare gli impatti che la mediazione digitale ha già generato sui territori, tra cui una progressiva erosione dello spazio pubblico, del capitale sociale e del tessuto commerciale di prossimità (Simoncini, 2019). Questa prospettiva di ulteriore indebolimento degli Stati e dei territori è però revocata in dubbio da almeno due fattori. Covid-19 da un lato ha messo in evidenza l’inefficienza del sistema produttivo globalizzato, suggerendo la possibilità di avviare processi di “re-shoring” della produzione a partire dal settore primario, dall’altro ha mostrato l’insostenibilità sociale e ambientale dell’attuale modello di sviluppo, e soprattutto della crisi del welfare, portando nel contempo alla luce un nuovo tessuto di riproduzione sociale, una sorta di nuova infrastruttura di welfare territoriale, formatosi localmente dal basso anche grazie alle nuove tecnologie digitali. Al fine di analizzare questi scenari e possibili sviluppi, appare molto interessante e fruttuoso ricostruire quanto sta accadendo nel contesto romano. 

Il capitalismo di piattaforma “benedetto” dal Covid 19. foto pxhere.com

Esposizione al rischio e resilienza

Città sub-globale a bassa attrattività finanziaria e ad alta attrattività turistica (Ciccarelli, Gemmiti, Salvati, 2012), Roma esce da un decennio di profonda “policrisi” (Simoncini, 2018), al tempo stesso politico-amministrativa e socio-economica, come una città divisa e segmentata, “characterized by acute forms of social exclusion and polarization” (Lelo, Monni, Tomassi, 2019).

Dal 2009 in avanti, dalle dimissioni di Marrazzo e Polverini in Regione Lazio (2009 e 2012), alla Parentopoli di Alemanno (2010), a Mafia Capitale e alle dimissioni di Marino al Comune (2015), ai casi Scarpellini-Marra (2016) e Parnasi-Lanzalone (2018) della sindacatura Raggi, è stato un susseguirsi di scandali che hanno totalmente screditato istituzioni e partiti, determinando una drammatica discontinuità amministrativa. A questa si somma l’instabilità economico-finanziaria del Comune e una economia fortemente dipendente dalla spinta anticiclica dell’industria del turismo (Causi, 2018). Infatti, a parte la crescita di limitati comparti industriali ad alta specializzazione (chimico, farmaceutico, aerospaziale e ICT) e una tenuta del terziario avanzato, i settori che nel decennio 2008-2018 hanno registrato gli incrementi occupazionali più significativi, sia in termini assoluti che relativi, sono le attività di “servizi personali e collettivi” (mobilità, assistenza, abitazione) e gli “alberghi e ristoranti”, cresciuti rispettivamente del +46,2% e del +44,8%. Si tratta di settori molto legati al turismo, con manodopera a bassa qualificazione e attività a bassa intensità tecnologica e innovatività[2]. A Roma si parla ormai di un fenomeno di “overtourism” sospinto dall’economia di piattaforma, che pesa sulle infrastrutture e servizi della città con 1 milione di abitanti aggiuntivi ogni giorno, generando molti profitti per pochi privati (ad esempio grandi tour operator con sedi all’estero), scarsa redistribuzione attraverso lavoro dequalificato, e pesanti costi sociali ed economici per gli abitanti, tra concentrazione dei flussi, sovraccarico di servizi, erosione dei tessuti commerciali di prossimità, mercificazione del patrimonio culturale e dei centri storici. In questo quadro, Covid-19 sta scalzando, non sappiamo per quanto tempo, un puntello che da un lato sostiene l’economia della città, dall’altro contribuisce a determinarne profondi squilibri e disagi.

Per una valutazione preliminare dell’entità della crisi in cui la città è sprofondata può essere utile considerare i numeri delle domande pervenute al Comune per i diversi sussidi attivati nell’emergenza, da incrociare con i dati recenti, altrettanto indicativi, sul reddito di cittadinanza[3]. Quanto al cosiddetto “Buono spesa”, una misura attivata dal Comune di Roma a supporto delle famiglie in difficoltà economica per l’acquisto di beni di prima necessità (farmaci e generi alimentari) su fondi erogati da governo centrale e dalla Regione, le domande pervenute al Comune per buoni una tantum che vanno dai 300 ai 400 euro sono 167 mila, di cui ne sono state accolte 97 mila. Sono invece 49 mila le domande pervenute al Comune di Roma per il bonus di sostegno all’affitto, che prevede la copertura del 40% del canone per tre mensilità ed è rivolto ad un’ampia platea (sotto i 28 mila euro di reddito) ma a condizione di poter dimostrare una riduzione di reddito causata dal Covid-19 superiore al 30%. Vi è una evidente inadeguatezza delle misure se si considerano l’entità dei fondi erogati, – sia perché non sono neanche sufficienti a evadere le domande pervenute, sia perché si tratta di provvedimenti straordinari e non strutturali –, così come le modalità di erogazione, che scontano gravi ritardi e inefficienze. In questo quadro la situazione di crisi è ricaduta in larga parte sulle spalle del volontariato, che si è massicciamente attivato fin dall’inizio dell’emergenza, e si prevede che sarà sempre più importante anche dopo l’emergenza.

Nel periodo dell’emergenza abbiamo assistito in Italia e nel mondo a una sorprendente attivazione civica e di movimento, con un susseguirsi di iniziative che sono state obbligate nel lockdown generalizzato a fare un ricorso massiccio a strumenti e media digitali. Il confinamento, ben lungi dall’indebolire l’attivismo, ha esercitato una spinta a costituire e allargare reti, nonché ad affinare all’interno di queste reti la collaborazione attraverso gli strumenti digitali. Assemblee e reti si sono costituite anche in Italia a tutela e sostegno di diverse categorie e vertenze, tra cui il movimento transnazionale del RentStrike, o quello per il Reddito di quarantena, o le reti dei Lavoratori dello spettacolo, delle Sex workers e dei riders, così come la grande assemblea “#ilmondocheverrà”.

Ancora più consistente però è stata l’attivazione di reti di mutualismo che hanno combinato in modo innovativo attivismo offline e attivismo online. Si tratta di un fenomeno globale che è nato dal basso in una dimensione iperlocale, spesso a partire da gruppi Whatsapp, Telegram e Facebook, ma si è rapidamente sviluppato in reti a scala urbana a partire dall’esperienza delle realtà storiche di movimento, ma con una successiva forte diversificazione. I casi inglese e spagnolo sono molto significativi[4], mentre in Italia Milano, Bologna, Roma e Napoli al momento sembrano essere le città in cui è stata più forte l’attivazione[5].

Esistono diverse risorse per fare ricerca sulle iniziative e reti mutualistiche che si sono attivate nell’emergenza Covid-19. Una mappa collaborativa a scala nazionale realizzata dal collettivo emergenzeHack – lo stesso che si è attivato in occasione del terremoto dell’Aquila con una piattaforma collaborativa per il supporto alle comunità colpite –, ha raccolto segnalazioni su vari tematismi, tra cui “donazioni di beni e offerte di servizi”[6]. In questa categorie le iniziative segnalate, tra le quali 17 a Roma e 25 a Milano, sono numerose ma molto inferiori ai numeri reali. La mappatura locale più completa e articolata, per quanto di non facile consultazione, è quella realizzata dalla Casa dei diritti sociali e partecipata attraverso segnalazioni via email [7], con circa 200 record e tematismi che vanno dai “Centri di raccolta alimentare e spesa sospesa”, a “Mense e distribuzione pasti”, “Tutela delle donne vittima di violenza” ecc. A queste si sono aggiunte altre tre mappe. La mappa realizzata dall’associazione Be pop (“La Roma buona – risorse e strumenti durante l’emergenza Coronavirus”) segnala quasi 40 iniziative alle voci “spesa solidale” e “sportelli informativi”[8]. Quella realizzata dal CSV Lazio (Centro di Servizio per il Volontariato) segnala per il Comune di Roma ben 145 servizi attivati o garantiti dalle organizzazioni di volontariato, di cui 54 dedicati a “Spesa e farmaci a domicilio”, “Distribuzione viveri in strada” e “Spesa sospesa”, mentre 63 sono di “Ascolto, sostegno e animazione a distanza”[9]. E infine quella realizzata da “Dinamo Press”, in cui le iniziative segnalate, in numero minore rispetto alle altre mappe, sono associate tramite link agli approfondimenti giornalistici già realizzati dalla testata[10].

Ma vediamo più da vicino queste reti[11]. “Terzo a domicilio” è la “coalizione per la solidarietà” costruita da Csa Astra, Lab Puzzle – Bene Comune, Grande come una città, Brancaleone e Nonna Roma, e offre spesa a domicilio per anziani e immunodepressi, sostegno psicologico (colloqui gratuiti con professionisti volontari) e sportello “tuteliamoci” (informazioni su diritti e tutele “per dipendenti, partite iva, precari, disoccupati”)[12]. Il GAM, Gruppo di Appoggio Mutuo si è costituito nell’ambito della Libera Assemblea di Centocelle[13], il coordinamento nato a Centocelle dopo le vicende dei roghi ai locali e spazi culturali del quartiere – tra cui la Pecora elettrica –, di cui fanno parte molte realtà locali come il Forte prenestino, il Laboratorio sociale autogestito, 100celle aperte, Anpi, Casale Garibaldi; tra le loro azioni vi sono consegne a domicilio di farmaci e beni di prima necessità, Sportello legale solidale, Sostegno psicologico solidale e Genuino Solidale, “spesa sospesa” di prodotti a filiera corta. “Resistenze contagiose[14] è costituita da Csoa Spartaco, Cinecittà Bene Comune, Casa delle donne Lucha y Siesta, Open Arms Italia, Circolo Arci Stonehead, Scup – Sport e cultura popolare, A buon diritto, Civico 33, Via Libera, ed è attiva nel municipio VII con banco alimentare e sportello di assistenza legale. “Municipio solidale[15] è una iniziativa del Municipio VIII che mette in rete società civile organizzata, professionisti e piccola imprenditoria locale (ha coinvolto nei due mesi di lockdown 120 volontari) per offrire moltissimi servizi gratuiti, tra cui didattica online per bambini e ragazzi, fornitura di device elettronici (50 abbonamenti Tim e 100 tablet consegnati a bambini e ragazzi), spesa a domicilio (con 1.900 pacchi donati a settimana e 21 mila euro raccolti e spesi dalla sola Casetta Rossa), sportelli di sostegno e consulenza (per anziani, donne, Lgbtq), e soprattutto un servizio di distribuzione di pasti a domicilio i cui numeri sono: “100 pasti caldi distribuiti, oltre 200 destinatari in ogni quartiere del municipio, 30 volontari/e attivati/e tra organizzazione, preparazione e consegna, diversi esercenti, sempre in aumento, che hanno donato cibi pronti e da cucinare”, il tutto organizzato per Municipio solidale da Nessun Dorma, Casetta rossa Spa, La Strada Csoa, LOA Acrobax e Rete Roma Sud[16]. “Quarantena solidale” è un’iniziativa promossa con il patrocinio del II municipio da Libera Repubblica di San Lorenzo, Atletico San Lorenzo, Anpi San Lorenzo, Communia, Esc Atelier, Il Grande Cocomero, La GRU – Germogli di Rinascita Urbana, Nuovo Cinema Palazzo, che offre insieme a Nonna Roma la spesa sospesa, ma anche libri sospesi e uno sportello di supporto telefonico[17]. La Rete di Economia Sociale e Solidale (RESS) ha invece lanciato con la collaborazione del “Punto comune” di Scup – Sport e cultura popolare e Communia, l’iniziativa dei Condomini solidali, gruppi di acquisto riferiti ai luoghi di residenza durante il lockdown, a cui si collega il servizio della “Cassetta sospesa”, cioè la distribuzione gratuita per famiglie e persone in difficoltà di generi alimentari a chilometro zero e sfruttamento zero finanziata dai Gruppi di acquisto solidale[18].

Come si è accennato sopra, un aspetto che caratterizza queste reti è la capacità di modulare dialogo e conflitto in relazione alle istituzioni, con una prevalenza del dialogo rispetto ai municipi e una maggiore conflittualità verso il Comune. In questo frangente l’elemento conflittuale si è espresso soprattutto sulle carenze delle misure istituzionali in tema di bonus affitti e bonus spesa. Dopo l’iniziativa della consegna delle cassette vuote presso la sede del V Municipio organizzata da Red Lab Quarticciolo l’8 maggio[19], il testimone è stato raccolto dapprima dalle realtà legate alla rete del “Municipio solidale” di Garbatella, che ha consegnato cassette vuote presso la Casa della città il 15 maggio[20], quindi dalla rete “Terzo a domicilio” al Tufello il 16 maggio, con un corteo che ha dimostrato di voler uscire dalla contraddizione dell’azione sociale sussidiaria per reclamare con forza servizi pubblici e welfare universale. Queste le rivendicazioni della manifestazione: trasparenza ed efficacia per le misure di sostegno, misure di welfare universale, reddito di base, mobilità e investimenti su manutenzione e servizi[21]. L’insieme di queste realtà ha infine organizzato una manifestazione unitaria in Campidoglio il 23 maggio, la prima significativa mobilitazione dopo il lockdown[22].  

Altra peculiarità fondamentale riguarda l’uso sempre più avanzato degli strumenti digitali in chiave di condivisione di conoscenza – con un sempre più forte ricorso a strumenti di scrittura collaborativa o cloud storage –, in chiave organizzativa con il web conferencing e instant messaging, nonché in chiave di rinnovato mediattivismo con il fenomeno delle Web radio nate durante il lockdown. Significativa dal punto di vista delle assemblee online l’iniziativa nazionale della rete FuoriMercato[23], che ha lanciato una Cassa nazionale di solidarietà in cui Roma è rimasta un po’ marginale rispetto a Milano, Napoli e Bari, ma anche la grande assemblea nazionale di movimento #ilmondocheverrà, nella quale invece confluiscono diversi nodi delle reti mutualistiche romane[24]. Uno di questi nodi romani, Esc, si sta rendendo protagonista anche di una mobilitazione per il “reddito di quarantena” universalistico che combina assemblee online e azioni dirette territoriali come la manifestazione indetta il 29 maggio davanti al MEF[25]. Il ricorso ai gruppi di instant messaging, soprattutto Whatsapp e Telegram, è fondamentale per il coordinamento di tutte le reti di mutualismo, e in particolare per l’“hub” di Nonna Roma che ha costituito circa 15 gruppi durante l’emergenza[26]. E infine risultano fondamentali le “narrazioni” delle web radio, come l’autonarrazione tramite podcast “Realtà e spazi sociali al tempo del Covid” promossa da Radiosonar[27]. Ma vanno segnalate anche le radio nate in emergenza Covid-19, come Radio Anticorpi promossa da Casetta rossa[28] o radio DSNTZ (Distanza)[29], legata a La Strada, o l’iniziativa Artisti per il GAM della Libera Assemblea di Centocelle, che tramite un album Facebook ha messo all’asta opere di artisti e fumettisti più o meno noti, tra cui Zerocalcare, per finanziare le proprie iniziative solidaristiche[30].

L’idea della spesa “sospesa” è nata nel Municipo VIII di Roma. Foto: il manifesto

Prospettive di ricostruzione

In definitiva, sono tre i fattori che hanno determinato l’attivazione, l’espansione e il salto di scala delle reti mutualistiche a Roma: (1) la gravità dell’emergenza sotto il profilo socio-economico, (2) l’assenza delle istituzioni nel fornire risposte ai bisogni e il ricorso forzato alla mediazione digitale. Nel vuoto dell’iniziativa istituzionale, e sospinte in uno spazio di relazione che tende ad accorciare distanze al tempo stesso fisiche e identitarie tra gruppi, le reti “latenti” e potenziali dell’area di movimento si sono pensate e hanno agito come organiche soggettività capaci di aggregare e distribuire risorse significative, aprendosi in molti casi anche a una ibridazione che ha prodotto inediti assemblaggi a cavallo tra formalità e informalità, tra area di movimento, terzo settore e istituzioni [31]. E tutto questo senza perdere l’anima di movimento tesa a politicizzare l’azione sociale all’interno di una visione di cambiamento radicale di sistema.

In questo stato di cose, l’avvento di Covid-19 ha prefigurato perciò diversi futuri possibili. Da un lato c’è l’affermazione del “paradigma del distanziamento” (Han, 2020) sociale favorito dal virus, tramite un travaso della vita sociale e dell’economia dallo spazio fisico urbano e territoriale allo spazio centralizzato e sempre più controllato delle piattaforme digitali (siano esse corporative all’americana o statali alla cinese), che sottraggono sovranità ai territori riducendoli a mero e passivo supporto mercificato di flussi altrettanto centralizzati e concentrati, siano essi di merci o persone. Dall’altro c’è una prospettiva di costituzione, anche tramite una riappropriazione dal basso dell’ICT e la costruzione di infrastrutture indipendenti, di reti territoriali che al momento si espandono sul piano della riproduzione e della cura, e un domani potrebbero estendersi a quello della produzione, in un fenomeno di re-shoring regionale che in parte già si sta avviando nel settore primario, che è anche quello più legato ai valori e identità del territorio. Covid-19 ha incoraggiato anche questa prospettiva, sospingendo le reti verso un avvio di questo processo di riappropriazione dal basso dell’ICT, e innescando un processo di straordinario apprendimento collettivo riferito alle tecnologie (Cotturri, 2020). Covid-19 ha anche, come si è detto in apertura, messo in evidenza le fratture fondamentali dell’attuale sistema, e nel contempo ha evidenziato come in queste fratture si possano inserire nuove formazioni sociali organizzate per costituire nuove istituzioni e nuove infrastrutture su base locale e translocale, che potremmo definire “piattaforme del cambiamento” (Cellamare, 2019: 163-165).

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[1] Per una valutazione degli impatti
socio-economici a livello globale, si vedano i seguenti report dell’Onu: United
Nations (2020), “Shared Responsibility, Global Solidarity: Responding to the
Socio-Economic Impacts of COVID-19”, marzo. Consultabile a: https://www.un.org/sites/un2.un.org/files/sg_report_socio-economic_impact_of_covid19.pdf; United Nations (2020), “COVID-19
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Consultabile a: http://hdr.undp.org/sites/default/files/covid-19_and_human_development_0.pdf.

[2] “Rapporto statistico sull’area
metropolitana romana. Il Mercato del lavoro nell’area metropolitana romana”,
2019. Consultabile a: https://www.comune.roma.it/web-resources/cms/documents/RappLavoro_2019_volume.pdf

[3] 59.930 sono le
domande presentate e 37.562 le accolte nel Comune di Roma, mentre se si
considera l’area metropolitana le domande presentate sono 97.698 e 62.025 le
accolte. Si veda Keti Lelo, Salvatore
Monni, Federico Tomassi(2019), “#mapparoma28 – Reddito di
cittadinanza e disuguaglianze: a Tor Bella Monaca 9 volte le domande dei
Parioli”, pubblicato il 6 dicembre, consultabile a: https://www.mapparoma.info/mapparoma28-reddito-di-cittadinanza-e-disuguaglianze-a-tor-bella-monaca-9-volte-le-domande-dei-parioli.

[4] Martínez I., Redacción El Salto,
“Mapa: una ola de iniciativas de apoyo mutuo desde los barrios desborda la
inacción institucional”, in El Salto,
20 maggio. Consultabile a: https://www.elsaltodiario.com/coronavirus/mapa-ola-iniciativas-apoyo-cuidado-mutuo-barrios-autogestion-desborda-inaccion-institucional ; Georgiou M. (2020), “Solidarity at
the time of COVID-19: An(other) digital revolution?”, 30 marzo, in Media@LSE blog. Consultabile a: https://blogs.lse.ac.uk/medialse/2020/03/30/solidarity-at-the-time-of-covid-19-another-digital-revolution/ . Per una mappa dei digital networks
mutualisticii in Uk, si veda https://covidmutualaid.org/local-groups/.

[5] Ad esempio, si veda su Napoli
Musella A., “Covid-19: senza centri sociali, coop e volontari, il welfare a
Napoli non reggerebbe”, in Fanpage,
27 aprile, consultabile a: https://napoli.fanpage.it/https://napoli.fanpage.it/covid19-volontari-napoli/ , e su Bologna Di Meo G., Forni S.,
“Anticorpi Bolognesi. Mutualismo dal basso durante la pandemia”, in Dinamo Press, 26 maggio, consultabile a:
https://www.dinamopress.it/news/anticorpi-bolognesi-mutualismo-dal-basso-la-pandemia/.

[6] https://www.covid19italia.help/donazioni-beni-e-offerte-servizi/ ; https://terremotocentroitalia.info

[7] https://www.dirittisociali.org/attualita/mappatura-delle-iniziative-solidali.aspx ; https://uploads.knightlab.com/storymapjs/03f3845fb241a1f9decd7004db50e1e5/mappatura-roma-iniziative-e-buone-pratiche-covid-19/index.html

[8] https://www.bepopgroup.it/appuntamenti/la-roma-buona-risorse-e-strumenti-per-lemergenza-covid ; https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=1bQwnm_atOfr6hCGWtz9uOQU5vUZhBiW5. Ma si vedano anche le segnalazioni
di Comune.info e terzobinario: https://comune-info.net/lazio/ ; https://www.terzobinario.it/roma-news/?refresh=3&edlocale=roma.

[9] http://www.volontariato.lazio.it/covid19/covid.asp?prov=6&tipo=0

[10] https://www.dinamopress.it/news/la-mappa-della-solidarieta-roma

[11]
Facendo da
raccordo tra reti sociali, terzo settore e istituzioni, ha svolto un ruolo
cruciare Nonna Roma, l’associazione nata per iniziativa del circolo Arci e
centro socio-culturale Sparwasser (legato all’associazione nazionale Link –
Coordinamento univesitario) che è stata correttamente definita un “hub della
solidarietà della capitale”. Nonna Roma da un lato ha lavorato in rete con
Croce rossa e Protezione civile e in stretta collaborazione con diversi
municipi, tra cui il I, II, III e V, e raggiungendo moltissime famiglie con la
spesa a domicilio (5500 nuclei complessivi per circa 900 pacchi a settimana
nell’arco di due mesi) ma anche con aiuto compiti e baby sitting online
(realizzati da Sparwasser), sportello legale e raccolta fondi, dall’altro si è
integrata in tre delle reti mutualistiche più attive, cioè “Terzo a domicilio”,
“Libera Assemblea di Centocelle” e “Quarantena solidale”. Si veda

https://roma.repubblica.it/cronaca/2020/05/12/news/roma_nonna_roma_l_hub_della_solidarieta_della_capitale-256425624/?fbclid=IwAR1dvn3n0s1Ui8x6BIzbFEt2L6qsCs-FGbrQJs5F_aZlzpdvdlli5AEdF_M.

[12] https://www.facebook.com/search/top/?q=terzo%20a%20domicilio&epa=SEARCH_BOX

[13] https://www.facebook.com/liberaassembleacentocelle/

[14] https://www.facebook.com/cinecittabenecomune.ilmunicipiodegliacquedotti/

[15] https://www.municipio-solidale.it

[16] https://www.facebook.com/search/top/?q=municipio%20solidale%20casetta%20rossa%20csoa%20la%20strada&epa=SEARCH_BOX

[17] https://www.facebook.com/LiberaRepubblicaDiSanLo/photos/a.296490690525210/1587158341458432

[18] https://ressroma.it/ ; https://ressroma.it/2020/05/03/scup-e-barikama-lanciano-le-cassette-sospese/

[19] https://www.facebook.com/quarticciolo.antifa/posts/1557399337740868 

[20] http://garbatella.romatoday.it/garbatella/coronavirus-buoni-spesa-cassette-vuote-garbatella.html

[21] https://www.facebook.com/grandecomeunacitta/posts/850017782075946?__xts__[0]=68.ARC5dDNbvKr3T_-VkVMvFjF7faryTYb5JVXOz5wkROxmR8yJgbG4DZMyH3VcTFoJmoug_vFhRzBJI6Gx-GF9lYHXYfHWdQE4O1ZtG6ni6yVFd4vNP5ZRlr6HSCqx7PsZMhLlT4wh4pJhFsi_8TqL2nk5Roo3SjK0-T8VaJfcZJrYy4nnsDaAkMRwpTmIH06NU66qC4SM8Ag8dhylP_vry00fzxndW4798YqNb5mWianc4mcW6X20wRSI1eA0UnDCk9Uhrxw9CaQ6ayJtjMYWC7okhKs8q8MZ7fK3xCa-OGqTWlSnyiOJTA1438Y4XNqayuJpCNiMuy-YLAgfMrU8X18&__tn__=-R 
Vedi anche: https://www.dinamopress.it/news/corteo-assemblea-al-tufello-buoni-spesa-non-bastano/

[22] https://www.facebook.com/events/662616567618200/. L’evento FB è organizzato da Nonna
Roma insieme ad altre 15 associazioni, reti e spazi sociali, tra cui Libera
Repubblica di San Lorenzo, Red Lab Quarticciolo, Grande come una città, La
Strada, Blocchi precari metropolitani. https://www.dinamopress.it/news/54241/

[23] https://www.facebook.com/events/642688572963564/?active_tab=about

[24] https://www.facebook.com/assembleailmondocheverra/

[25] https://www.facebook.com/events/244475869978667/

[26] Testimonianza di Filippo Riniolo,
militante di Sparwasser.

[27] https://radiosonar.net/realta-e-spazi-sociali-al-tempo-del-covid/?fbclid=IwAR3mmRjot197UeltHz7BFdddBC5jAIbKKhSDmsD4PBqsarSYF7LLw6Wb2Bo . Hanno partecipato Nuovo cinema
Palazzo, la Libera Repubblica di San Lorenzo, Communia, Borgata Gordiani, Forte
Prenestino, GAM di Libera Assemblea di Centocelle, La Torre, la rete “Terzo a
domicilio”, La Strada, Casetta Rossa, Collettivo Galeano e Spartaco.

[28] https://www.facebook.com/pg/RadioAnticorpi

[29] https://www.facebook.com/radiodistanza/

[30] https://www.facebook.com/pg/liberaassembleacentocelle/photos/?tab=album&album_id=166778148122041&__tn__=-UC-R

[31] Per queste riflessioni ho tratto
spunto da alcune conversazioni avute con Clara Archibugi e Alberto De Nicola.
Li ringrazio molto per questo.

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Fonte: comune-info – https://comune-info.net/il-mutualismo-conflittuale-a-roma/

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