Passa da bici e api l’integrazione dei minori stranieri non accompagnati

Il corso di apicoltura, invece, ha permesso di acquisire competenze di base nella gestione di un apiario (nelle foto), attraverso un processo di lavoro improntato al rispetto dell’ambiente. Il corso era rivolto a giovani italiani e stranieri di diverse culture, interessati a conoscere questa pratica antica e rafforzare le proprie competenze psico-sociali, quali l’identità, le relazioni tra pari e il riconoscimento e la gestione delle emozioni.

Nel 2019 i due corsi (ciclofficina e apicoltura) hanno coinvolto in totale 24 minori stranieri e 24 giovani calabresi.

Come spiega Sara, operatrice di Sos Villaggi dei Bambini:«I ragazzi che incontriamo hanno affrontato un lungo viaggio da soli, portano sulle spalle i propri sogni e desideri, ma anche le aspettative della famiglia. Sembrano adulti, ma sono adolescenti. Desiderano esprimersi, creare relazioni durature, studiare e sognare come ogni adolescente». A spiegare in poche parole il senso di questo impegno è Bouba, 17 anni, beneficiario di uno dei progetti: «Ho scoperto il piacere e l’importanza di far parte di un gruppo, ho avuto modo di scoprire cosa piace ai miei compagni d’avventura, quali sono le loro risorse e le loro debolezze. Sono troppo felice!».

Attraverso il progetto europeo Enhancing Psychosocial Wellbeing of Unaccompanied Minors (Epsum), Sos Villaggi dei Bambini aiuta i giovani migranti ad affrontare al meglio il complesso percorso di integrazione in un Paese straniero. Il progetto – realizzato in collaborazione con Centro Penc, Save the Children Svezia, War Child Olanda, Refugees Welcome Italia e Sos Villaggi dei Bambini Grecia – mira a ridurre il livello di disagio psico-sociale dei minorenni, rafforzando le capacità di presa in carico e risposta ai loro bisogni di tutte le figure con le quali entrano in contatto quotidianamente, in particolare assistenti sociali, educatori e insegnanti. Finanziato dall’Unione Europea, EPSUM opera in Italia (a Palermo), in Svezia e in Grecia.
Avviato nel gennaio 2020, il progetto si rivolge a circa 120 volontari e oltre 500 minorenni per una durata di ventiquattro mesi.

A Torino prosegue con successo il progetto di affido familiare interculturale Come a Casa , nato nel 2012, e dedicato a nuclei monogenitoriali mamma-bambino e a minorenni sole, prevalentemente straniere, volto a promuovere una rete di famiglie affidatarie di origine straniera in grado di accogliere nuclei mamma-bambino, e sviluppare un modello di accompagnamento individuale delle mamme in affido, per favorirne l’integrazione sociale, l’accesso al lavoro e l’acquisizione di un buon livello di autonomia personale ed economica. Il progetto vede oggi alcune delle mamme in passato beneficiarie, accogliere a loro volta nuovi nuclei. Nel 2019 è stata inaugurata la nuova casa e fino a oggi sono state accolte 22 mamme, 1 papà e 40 bambini.

Prosegue anche al Villaggio Sos di Trento il servizio residenziale dedicato all’accoglienza di donne e bambini richiedenti protezione internazionale, con l’obiettivo di sostenere la genitorialità, assicurare il benessere delle donne accolte, accompagnare il nucleo all’autonomia attraverso la formazione, la ricerca di un lavoro e la costruzione di una rete sociale e garantire la post accoglienza. Nel corso del 2019 il progetto ha accolto 16 donne, di cui 8 mamme e 9 bambini.

Infine a Saronno dal 2017 è attivo un progetto di consolidamento dell’autonomia economica, sociale e abitativa volto a completare il percorso di accoglienza e integrazione sul territorio saronnese di due famiglie siriane accolte all’interno del Villaggio Sos e composte da 4 adulti e 7 bambini.

Immagini forniti da Ufficio stampa Sos Villaggi dei Bambini

Fonte: Vita.it – http://www.vita.it/it/article/2020/06/19/passa-da-bici-e-api-lintegrazione-dei-minori-stranieri-non-accompagnat/155933/

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