La rivincita dei vitalizi

Ad annunciare la rivincita dei vitalizi è stato un avvocato che difende i vitalizi degli ex-senatori. L’annuncio non è venuto dalla forza politica che ne aveva fatto un cavallo di battaglia. E’ venuto dall’artefice della rivincita del vitalizio, a cui hanno reagito – ma solo a cose fatte – i parlamentari che della lotta al vitalizio avevano fatto una ragione identitaria.

“Mentre c’è un Paese che lotta per rialzarsi, questi si riassegnano uno schifoso privilegio e lo fanno di notte, come i ladri. Già, proprio come i ladri”. Questo scrive su twitter la pentastellata Paola Taverna, vicepresidente del Senato.

Forse questa vicenda potrà porci alcune salutari domande: chi controlla i parlamentari?

Dovrebbero farlo le forze politiche che ricevono mandato dai cittadini a rappresentare i loro interessi. E così milioni di cittadini hanno delegato a un movimento politico il compito di fare il guardiano su una tematica delicata e sentita. Ma questo guardiano, di notte, si è addormentato. E quanto si è svegliato si accorge che chi ha fatto il colpaccio dichiara la propria soddisfazione. Infatti Maurizio Paniz, ex deputato e avvocato che ha difeso nel ricorso la maggior parte degli ex senatori che hanno presentato ricorso, canta vittoria: “È stato ripristinato lo Stato di diritto“.

E’ la riscossa del vitalizio. Fatta sotto il naso di chi lo doveva tagliare per sempre.

E’ la sconfitta di chi doveva entrare nel Parlamento e vegliare giorno e notte.

La scatoletta di tonno, che doveva essere aperta a colpi di entusiasmo e sull’onda della vittoria elettorale, rimane chiusa e sigillata.

Il 10 febbraio 2013 Beppe Grillo scriveva su Facebook: “Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno. Scopriremo tutti gli inciuci, gli inciucetti e gli inciucioni: quando illumini un ladro il ladro non ruba più!”

Sette anni dopo scopriamo che la semplice delega non basta. E che la vera forza della democrazia sta nella trasparenza associata all’attenzione e alla partecipazione costante di un soggetto pubblico che rappresenti un interesse pubblico. Oggi invece, spiace dirlo, la trasparenza consentita da Internet è sfruttata a piene mani dalle lobby ma non dai cittadini. E mentre le lobby agiscono in piena autonomia e in prima persona esercitando un controllo puntuale sui parlamentari, i cittadini invece continuano a confidare nella generica delega a parlamentari “amici”, delega che in questo caso (come in altri) non ha funzionato.

Internet tuttavia può consentire una funzione di monitoraggio collettivo dei lavori parlamentari per tutelare gli interessi comuni contro lobby, corporazioni e furbetti.

E allora, prima di sperare in un nuovo salvifico partito, salviamoci da soli: costituiamo i parlamentari ombra. Persone o gruppi di persone che, senza retribuzione e senza vitalizio, svolgano quel controllo sugli atti parlamentari più delicati che altri non fanno o non fanno adeguatamente.

Già in passato PeaceLink ha svolto questa funzione su questioni molto specifiche, ad esempio nel 2003 a proposito della modifica sulla normativa per il commercio delle armi, o nel 2010 a proposito della rimozione di un limite su un pericoloso cancerogeno, il benzo(a)pirene.

Ma sono state incursioni isolate in un Parlamento sonnecchioso e disattento.

Oggi il campanello d’allarme è più grave.

Emerge un problema cronico di distazione che non è stato risolto mandando in parlamento dei guardiani che si dichiaravano paladini dei cittadini, salvo poi addormentarsi sul più bello.

E un problema così grave occorre fronteggiarlo, a mio parere, con una cittadinanza digitale che sappia sfruttare – così come fanno le lobby – la trasparenza garantita dalle rete per penetrare nei punti vitali delle commissioni parlamentari, quelle in cui si parla di armamenti, di ambiente, di scuola, di giustizia e di diritti.

Occorrono dei parlamentari ombra, e occorre una nuova cultura della cittadinanza.

PeaceLink mercoledì prossimo avvierà una serie di seminari online per discutere di educazione alla cittadinanza, di democrazia diretta e anche di partecipazione attiva ai problemi globali. Per collegarsi basterà cliccare alle ore 21 su www.peacelink.it/riunione  

Occorre formare – a partire dalla società civile e dalla scuola – cittadini che divengano esperti e competenti, capaci di esercitare il potere di controllo in prima persona, sia sui problemi locali e nazionali sia su quelli, ancora più complessi, sovranazionali e globali. Un lavoro enorme ci attende sulle competenze di cittadinanza, ma non ci sono scorciatoie, e per tutto ciò la chiave del successo è l’educazione. Educazione come empowerment.

Formando parlamentari ombra potremo probabilmente svolgere quel controllo che oggi manca o che è insufficiente. Senza demagogia e con tanta pazienza, occorre formare – puntando anche sulla nuova legge per l’educazione civica a scuola – migliaia di giovani alla democrazia diretta nella convinzione che oggi il cambiamento è possibile solo quando e solo se la sovranità popolare si dota delle competenze e della rete per metterle in condivisione.

Bisognerà imparare a consultare i siti di Camera e Senato, ma anche gli archivi delle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente. Dovremo capire i dati di quelle centraline, trasformarli in informazione fruibile e in conoscenza.

E poi bisognerà andare oltre ed entrare negli archivi con i dati dei commerci di armi, delle licenze.

E poi bisognerà chiedere conto del livello dei campi elettromagnetici, città per città, per capire se siamo al limite, se stiamo per sforare.

Occorrerà dotarsi tutti di PEC.

Sono solo esempi. Ma il campo immenso, che noi guardiamo sfiduciati perché troppo grande per le nostre forze, è invece presidiato, giorno e notte dai lobbisti, pagati profumatamente per controllare ogni mossa sullo scacchiere, ogni pedina, ogni parlamentare, ogni ministro, ogni capo di gabinetto, ogni sottosegretario, ogni alto funzionario.

Dobbiamo saperlo perché questa è la sfida che abbiamo di fronte. 

Dovremo svuotare il grande secchio maledorante con un cucchiaino.

E non ci sono scorciatoie.

Ritornano i vitalizi

Note: Questo editoriale rispecchia unicamente il punto di vista dell’autore.

Fonte: www.peacelink.it – https://www.peacelink.it/editoriale/a/47807.html

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