Oxfam: «I valori europei stanno morendo in Grecia»

Le testimonianze raccolte da Grc nel campo di Moria sono ancora una volta terribili. Rawan (nome di fantasia) arrivata dall’Afghanistan in Grecia da sola con due figli minorenni, vittima di violenza di genere, ha dovuto vivere sotto una tenda per 6 mesi in una zona del campo sovraffollata dove non ci sono nemmeno i bagni. «La situazione nel campo era già spaventosa, ma con la pandemia è diventato peggio. Se il virus arriva qui – ci dicevamo – scaveranno una gigantesca fossa in cui seppellirci. Ci hanno dato due mascherine e un pezzo di sapone, di cui non sappiamo che farcene visto che non c’è acqua. Alla distribuzione dei pasti c’era talmente tanta gente che era impossibile mantenere la distanza».

La riforma impedisce di fatto a molti richiedenti asilo che non hanno supporto legale, di ricorrere in appello in caso di respingimento della propria domanda. L’appello può infatti essere presentato solo tramite avvocato e a Lesbo ce n’è uno solo.
«Quando le autorità greche respingono una domanda di asilo, ciò non significa che le persone non abbiano bisogno di protezione internazionale», ha aggiunto Spyros-Vlad Oikonomou, policy advisor del Grc. «Al contrario spesso è una conseguenza della procedura accelerata di asilo applicata in questo momento alle frontiere, con termini molto brevi che non fanno che moltiplicare gli errori. Il tutto in un contesto che non consente a molti di avere né il tempo, né il modo per prepararsi al colloquio di valutazione, che gli farà rivivere gli orrori passati e da cui sono fuggiti».

Un sistema che ha come conseguenza la detenzione immediata di coloro che hanno visto respinta la domanda di asilo e il successivo respingimento in Turchia o nel Paese di origine.

Una regola che vale per chi è arrivato dall’inizio dell’anno, mentre per chi è arrivato nel 2019 ci sono mesi, se non anni, di attesa per il primo colloquio. Mesi e anni in cui si rimane intrappolati in condizioni disumane nei campi come Moria, con il bene placet dell’Unione europea; esposti a molestie e abusi, soprattutto se si è donne sole. Proprio durante gli ultimi mesi di lockdown dovuti all’emergenza Coronavirus, si è registrato un aumento di denunce di casi di stupro e violenze.

«Ricordo una notte in cui degli uomini hanno iniziato a minacciare un gruppo di donne, sono entrati nelle loro tende e gli hanno preso i cellulari», racconta Barlin (nome di fantasia), rifugiata somala in uno dei campi «Una donna qui deve difendersi da sola ed è pericoloso anche solo usare i bagni perché non c’è polizia, nessuno che ti protegga».

«Nel cuore dell’Europa assistiamo a una vergogna non più ammissibile, che contraddice i valori fondanti dell’Unione», aggiunge Sansone. «Di fronte a questa situazione chiediamo perciò con forza al Governo greco e alla Commissione europea di rivedere immediatamente l’attuale normativa, in modo che non sia lesiva dei diritti umani, né sia in contrasto con il diritto comunitario».

Una situazione che però non potrà essere risolta, avvertono Oxfam e GRC, senza una condivisione di responsabilità a livello europeo.


Tutte le immagini sono relative all’hotspot di Moria sull’isola di Lesbo – photo di ©Giorgos Moutafis/Oxfam

Fonte: Vita.it – http://www.vita.it/it/article/2020/07/02/oxfam-i-valori-europei-stanno-morendo-in-grecia/156060/

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