Il ‘capolavoro’ di aiutare chi ha più bisogno

06 Lug Il ‘capolavoro’ di aiutare chi ha più bisogno

6 Luglio 2020

Tutto è iniziato un quadro, questo che vedete in alto, realizzato in pieno lockdown come una maniera per esorcizzare le paure e l’ansia provocate dal covid-19. Rappresentare un mondo di virioni persi nel blu scuro, isolati in uno spazio lontano, mi dava un senso di sollievo, seppur momentaneo. Ogni pennellata che creava le singole glicoproteine, rappresentava una personale battaglia, un annientamento del coronavirus attraverso la rappresentazione soggettiva.

Terminato il dipinto, ho pensato quindi di creare Raising HeArt, un gruppo facebook aperto a tutti coloro che, in questo periodo di isolamento forzato, hanno dato vita a creazioni artistiche di qualunque genere: una chiamata a partecipare con le opere accompagnate da una breve descrizione degli stati d’animo che le hanno ispirate.

Il gruppo vuole essere una connessione e un coinvolgimento a livello internazionale per avvicinare idealmente gli artisti di tutto il mondo ed esortarli a condividere emozioni e reazioni di fronte a una situazione del tutto inedita e inattesa. E in effetti questo è stato: una grande connessione, un contenitore di esperienze artistiche ma anche di fragilità umane. Perché il senso di solitudine e i timori ci hanno riguardato tutti e tutti, ancora, ci riguardano.

E hanno riguardato anche tante famiglie che, perdendo o vedendo vacillare le fonti di guadagno a causa della sospensione del lavoro (già prima per lo più malpagato e peggio riconosciuto a livello di diritti), hanno visto aprirsi sotto i piedi un baratro pericoloso: quello della povertà assoluta. Perché se è vero che il Covid c’ha identicamente intimoriti, quel che non è vero – e che spesso è passato anche a livello di comunicazione mainstream – è che le ripercussioni sono state uguali per tutti. La pandemia ci ha resi ancora più diseguali.

Con questa consapevolezza, legando arte e solidarietà, ho provato a intrecciare Raising HeArt all’impegno del Gruppo Abele, sposandone la raccolta fondi a favore delle famiglie impoverite, bisognose soprattutto dell’essenziale. L’arte è diventata un amplificatore della realtà e insieme una forma di completare l’impegno. D’altronde, il senso del progetto, che oggi ha già avuto un’adesione massiccia di artisti da ogni parte del mondo, spiega col suo stesso nome la sua ragione d’essere: Raising HeArt è un gioco di parole che mette insieme le parole raccolta cuore che, associate alla parola Arte, assume un profondo significato: l’arte nelle sue svariate forme come antidoto per renderci più forti e solidali di fronte alla pandemia.

Scopri le opere

(Nicoletta Balani, ideatrice del progetto Raising HeArt)

Fonte: Gruppo Abele – https://www.gruppoabele.org/il-capolavoro-di-aiutare-chi-ne-ha-piu-bisogno/

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