Che succede nel Mediterraneo?

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a una serie di eventi riguardanti il ​​tema della migrazione in Europa. Continuiamo a vedere le persone perdere la vita nel Mediterraneo e nel Mar Egeo nei loro tentativi di raggiungere la salvezza su navi non sicure, costrette a lasciare la loro terra natia a causa della indicibile violenza che da anni affligge la Libia, la Siria e molti altri paesi. Gli stati membri dell’Ue concordano sul fatto che i problemi che affrontano le autorità italiane, maltesi, spagnole e greche richiedono una risposta a livello europeo. Di recente, nel corso di vari incontri ufficiali in Ue si sta parlando sempre di più della questione migratoria, ponendo l’accento sulla rotta del Mediterraneo e sulla necessità di trovare soluzioni condivise.

Moas sostiene la richiesta di meccanismi più semplici e veloci per gestire la migrazione e continua ad incoraggiare tutti gli Stati membri dell’UE a impegnarsi nella campagna #SafeandLegalRoutes per regolare I flussi migratori e prevenire la perdita di ulteriori vite umane innocenti in cerca di salvezza.

Vediamo quali passi sono stati fatti in questi giorni e cosa ci aspetta.

Il Papa denuncia l’inferno della Libia. Nel settimo anniversario della sua visita sull’isola siciliana di Lampedusa per incontrare i migranti, Papa Francesco ha denunciato l’inimmaginabile “inferno” dei campi di detenzione libici. Il Papa, ancora una volta, lancia un appello per fornire aiuti e sostegno alle persone migranti e ribadisce che dobbiamo sentirci tutti come fratelli e sorelle e mostrare solidarietà.

La Germania assume il ruolo di Presidenza del Consiglio dell’UE. La Germania – dalla scorsa settimana a capo della presidenza dell’UE – sta spingendo i Paesi membri a trovare una soluzione alla crisi migratoria in atto. I ministri degli interni dell’UE hanno discusso, durante una conferenza online, dei temi della sicurezza e dell’immigrazione, dal momento che Italia, Malta, Grecia o Spagna non possono essere gli unici a farsi carico del problema. Il ministro degli interni tedesco Horst Seehofer intende dare un nuovo slancio al tema della migrazione: «L’Europa è una comunità di valori. Rispettare la dignità delle persone e i diritti umani è la cosa più importante e prevenire le morti nel Mediterraneo è il nostro obiettivo comune», ha dichiarato.

L’UE chiede alla Grecia di bloccare i respingimenti illegali. La Commissione Europea vuole proporre un nuovo sistema per monitorare i respingimenti illegali dei migranti. Gli episodi di respingimento sono una violazione dei diritti umani e sono stati condannati dal ministro degli Interni tedesco – il quale afferma che l’UE, in quanto comunità, DEVE fare di più in modo coordinato per affrontare questo problema, dato che solo pochi Paesi accolgono i migranti dopo il lungo viaggio attraverso il mare. Questo annuncio rappresenta un passo avanti dopo gli episodi di respingimento delle persone migranti che si sono verificati lungo il confine croato e nell’Egeo da parte di criminali mascherati, sebbene la Grecia continui a negare qualsiasi accusa.

Moas sostiene che la condanna dei respingimenti debba essere estesa anche nel Mediterraneo dove negli ultimi mesi, durante la pandemia di Covid-19, diverse navi in ​​difficoltà sono state respinte in alto mare.

Josep Borrell in visita a Malta. Il vicepresidente della Commissione Europea e Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e della sicurezza, Josep Borrell, in visita a Malta ha affrontato la crisi della Libia e l’importanza di implementare I mezzi della guardia costiera libica. Il primo ministro maltese Robert Abela ha sollecitato un meccanismo automatico per il trasferimento dei migranti tratti in salvo, dopo che il governo maltese ha annunciato di aver raggiunto un accordo con un certo numero di paesi europei per trasferire 284 persone migranti attualmente ospitate a Malta. Borrell ha convenuto sulla necessita’ di instaurare un meccanismo automatico per poter salvare le persone in mare e sbarcarle rapidamente a Malta per poi ricollocarle in tutti I Paesi dell’UE. Ha aggiunto che lavorare su un nuovo patto per l’asilo e la migrazione è fondamentale per l’Europa.

Ricollocamento di minori non accompagnati. Il 7 e 8 luglio, 49 minori non accompagnati sono stati trasferiti dalla Grecia in Portogallo e in Finlandia nell’ambito di un programma di ricollocazione in corso negli ultimi mesi. Il Portogallo si è impegnato a ricevere 500 minori non accompagnati nell’ambito del programma gestito in collaborazione con l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) e l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO). Il programma prevede il trasferimento di 2000 persone dalla Grecia in altri paesi dell’Unione Europea nell’ambito di un programma di aiuto al Paese mediterraneo. La ricollocazione di minori migranti non accompagnati dalla Grecia in Portogallo, Finlandia, Germania e Regno Unito fa parte di un progetto di ricollocazione sostenuto e finanziato dalla Commissione Europea che è stato accolto con favore dalle agenzie delle Nazioni Unite come mezzo di migrazione più efficace e umano. Le prossime trasferte saranno in Belgio, Francia, Germania, Lituania e Slovenia entro la fine del mese.

52 migranti sbarcati a Malta dopo giorni in mare su una nave da carico per animali. Un gruppo di 52 migranti salvati in mare al largo delle coste della Libia e bloccati per vari giorni in cattive condizioni sanitarie su una nave da trasporto libanese, sono stati finalmente autorizzati a sbarcare a Malta, dopo che l’Italia aveva rifiutato il permesso di condurli a Lampedusa. Dopo l’evacuazione medica di due persone domenica scorsa, il capitano della nave, Mohammad Shaaban, ha supplicato le autorità maltesi di far sbarcare le persone a bordo, data anche la carenza di cibo e acqua e le cattive condizioni del mare.

Che succede ora? Il 13 luglio si terrà in Italia una conferenza sulla migrazione e per discutere di una più stretta cooperazione con i paesi del Nord Africa per affrontare l’attuale gravissima questione della tratta di esseri umani e per discutere di una “politica di rimpatrio efficace”.

Fonte: Vita.it – http://www.vita.it/it/article/2020/07/13/che-succede-nel-mediterraneo/156182/

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