Lettera ai Vescovi per sostenere l’Adesione dell’Italia al trattato sul bando totale delle armi Nucleari

Care e cari,

mentre si avvicina il 75esimo anniversario delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, Pax Christi International ha lanciato una campagna.

“La cosiddetta ‘sicurezza’ offerta dalle armi nucleari si basa sulla nostra volontà di annientare i nostri nemici e la loro volontà di annientarci. A 75 anni dagli avvenimenti di Hiroshima e Nagasaki, è giunto il tempo per rifiutare questa logica di reciproca distruzione e costruire invece una vera sicurezza reciproca.”

Noi, Pax Christi Italia, la condividiamo e la rilanciamo. Abbiamo perciò inviato la lettera direttamente al Presidente e Segretario della CEI.

>>>>     AI  PUNTI PACE o ai singoli aderenti chiediamo di fare avere al PROPRIO VESCOVO la lettera che trovate in fondo a questo messaggio. Come potete vedere, c’è anche la possibilità di poterla ‘personalizzare’.

Ognuno valuti il modo: se inviare con una mail o con la posta, se chiedere un incontro. L’importante è fare giungere e far sentire questa riflessione-richiesta, anche contattando i media che conoscete, o usando i social…

Come si può leggere alla fine: “A nome di Pax Christi International e di Pax Christi Italia sollecitiamo la Conferenza Episcopale Italiana, in occasione del 75° anniversario dei bombardamenti atomici, a chiedere al nostro Governo di firmare il trattato.”

Questi giorni vicini all’anniversario possono essere i più adatti per parlare di questo tema, ma può essere ripreso anche più avanti, ad es. alla ripresa delle attività pastorali.
Ognuno valuti in base alle proprie possibilità, e faccia sapere alla segreteria di Pax Christi eventuali risposte o altro. In modo che si possa continuare a lavorare e fare pressione.

C’è anche questo breve video, in italiano, che può essere facilmente usato e diffuso. Ecco il link: https://www.youtube.com/watch?v=NP05GdG8As8

Buon lavoro.

d. Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi

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BOZZA DELLA LETTERA DA INVIARE AL PROPRIO VESCOVO

[Indirizzo completo del vescovo a cui si invia la lettera]   

OGGETTO: La sezione
Italiana di Pax Christi fa propria la campagna di

Pax Christi
International:  “La pandemia Covid19
rende ancor più evidente

la
necessità di abolire le armi nucleari.”

            Mons
……………………….…..,     vescovo di………………………….,

In questi mesi l’intera famiglia umana
è stata messa in ginocchio dal coronavirus. Il bilancio globale delle vittime
continua a crescere quotidianamente; la disperazione dell’umanità aumenta; gli
effetti fisici, psicologici ed economici aumentano. Questa pandemia ha
raggiunto praticamente tutti: abbiamo capito che siamo tutti vulnerabili e ci
rendiamo conto che la vera sicurezza deve essere, in sostanza, condivisa.

Il prossimo mese di agosto – sperando
di giungervi con sempre più vite salvate – il mondo commemorerà una minaccia
che per 75 anni ha rappresentato il più grave dei rischi per l’umanità. Le
conseguenze dannose del pandemia Covid-19 impallidiscono rispetto a quelle che
sarebbero capitate alla famiglia umana, e alla terra stessa, in caso di guerra
nucleare.

Papa Francesco ci avverte che le armi
nucleari costituiscono un affronto mortale non solo al benessere della terra e
dei suoi abitanti, ma anche al nostro rapporto con Dio. Le armi nucleari sono
un abominio: la “minaccia del loro uso, così come il loro possesso, è da
condannare fermamente”. (dal discorso di Sua Santità ai partecipanti al
Simposio internazionale “Prospettive per un mondo libero da armi nucleari
e per lo sviluppo integrale”, 10 novembre 2017)

La cosiddetta “sicurezza”
offerta dalle armi nucleari si basa sulla nostra volontà di annientare i nostri
nemici e la loro volontà di annientarci. A 75 anni dagli avvenimenti di
Hiroshima e Nagasaki, è giunto il tempo per rifiutare questa logica di
reciproca distruzione e costruire invece una vera sicurezza reciproca.

Il coronavirus ha rappresentato un
campanello d’allarme per il mondo. Stiamo sperimentando in prima persona come
investire centinaia di miliardi di dollari per lo sviluppo, la fabbricazione, i
test e lo spiegamento di armi nucleari non solo non è riuscito a renderci
sicuri, ma ha privato la comunità umana delle risorse necessarie per il
raggiungimento della vera sicurezza umana: sufficienza alimentare, alloggio,
lavoro, formazione scolastica, accesso all’assistenza sanitaria.

Di fronte al coronavirus, le speranze
di sopravvivenza nelle nostre comunità si sono fondate sul sacrificio in prima
linea dei soccorritori. Eppure, come ammonisce la Croce Rossa Internazionale,
tali soccorritori non ci sarebbero in caso di un attacco nucleare: i medici,
gli infermieri e le infrastrutture sanitarie sarebbero essi stessi cancellati.
Né soccorritori esterni, nella misura in cui sopravvivessero, potrebbero
accedere in sicurezza nelle zone esposte alle radiazioni.
(https://www.icrc.org/en/doc/resources/documents/legal-fact-sheet/03-19-nuclear-weapons-human-health-1-4132.htm)

Mentre la terra stessa sta vivendo una
nuova inattesa esperienza di guarigione e rinascita, a causa della temporanea
cessazione delle attività umane dannose, un attacco nucleare sortirebbe
l’effetto opposto. Né la terra, né alcuna delle sue creature, sarebbe
risparmiata dall’avvelenamento prodotto dalla radioattività risultante da una
guerra nucleare, anche se limitata. Le colture appassirebbero e morirebbero
mentre la luce del sole sarebbe bloccata dalle nuvole atmosferiche di polvere
prodotta. La vita sulla terra sarebbe messa in grave pericolo.

Come comunità umana stiamo imparando
delle dure lezioni sulla nostra sicurezza collettiva durante questa pandemia
globale. E’ giunto il momento di affrontare la sfida e di cogliere
l’opportunità per apportare le modifiche necessarie a salvaguardia del nostro
futuro.

Ma la finestra temporale che ci resta
potrebbe essere troppo breve. Se non riusciamo ad agire adesso e con decisione
per eliminare le armi nucleari dalla faccia della terra, giochiamo
pericolosamente non solo con la pandemia ma anche con la estinzione totale.

Il trattato sul bando totale delle armi
nucleari, approvato all’ONU nel 2017, ha un sempre più crescente sostegno
mondiale. Per diventare effettivo c’è però bisogno di altre firme per superare
la soglia necessaria di cinquanta stati.

Il Vaticano stesso lo ha da tempo
ratificato e le Conferenze dei vescovi cattolici di Giappone e Canada chiedono
ai loro governi di fare altrettanto.

A nome di Pax Christi International e di Pax Christi
Italia sollecitiamo la Conferenza Episcopale Italiana, in occasione del 75°
anniversario dei bombardamenti atomici, a chiedere al nostro Governo di firmare
il trattato.

Parte che ogni Punto Pace può personalizzare, in base
alla conoscenza della propria diocesi e del vescovo.

[Fare una o più
“domande” specifiche, ad esempio:

– Le chiediamo di scrivere
una lettera alla diocesi per attirare l’attenzione sul 75° anniversario dei
bombardamenti atomici.

– La preghiamo di
incoraggiare le parrocchie e le scuole ad informare la comunità sui costi e sui
pericoli delle armi nucleari e sull’urgente necessità di abolire tali armi.]

Con fiducia e
speranza,

Luogo, data, firma    ….  Punto
Pace di …     – Pax Christi Italia

Fonte: Pax Christi – http://www.paxchristi.it/?p=17320

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