Mondiali 2021 e Olimpiadi 2026 sulle Dolomiti

Faloria, Cortina d'Ampezzo

Il 19 luglio 2020 a Cortina ha avuto luogo una manifestazione di denuncia alla quale hanno preso parte oltre un centinaio di persone, soci di comitati locali Terre del Piave Belluno-Treviso, Ecoistituto del Veneto “Alex Langer”, Comitato Peraltrestrade Dolomiti e associazioni nazionali il Club Alpino Italiano, Italia Nostra, WWF, una delegazione nazionale della TAM (Commissione Tutela Ambiente Montano) del CAI, rappresentanti del Comitato Rodotà, Osservatorio nazionale sulla Costituzione. Ai partecipanti è giunto inoltre il sostegno di Laboratorio Appennino, un gruppo che dal Centro Italia lavora per il rilancio sociale della montagna appenninica e delle aree naturali, parchi nazionali e regionali italiani.

Dopo un paio di incontri e la collaborazione offerta, alla Fondazione Cortina 2021 da parte dell’ambientalismo locale e nazionale, il dialogo non ha avuto seguito nonostante la partecipazione sia un obiettivo esplicitamente previsto dalla Carta di Cortina 2016 e dalla ISO 20121.

“Contro ogni proclama fatto prima dei lavori stanno stravolgendo la montagna e le zone boschive”

Unanimi gli ambientalisti affermano: “Contro ogni proclama fatto prima dei lavori stanno stravolgendo la montagna e le zone boschive. Si stanno violando le normative europee riferite a Rete Natura 2000, direttiva Uccelli e Habitat, la Carta del Paesaggio, la Convenzione delle Alpi in ben 5 dei 9 protocolli (Difesa dei suoli, Foreste, Paesaggio e aree protette, Mobilità, Turismo). Inoltre è stata violata la Costituzione italiana laddove si tutela il paesaggio e dove si esplicita che i processi partecipativi dei soggetti interessati devono essere favoriti dalle istituzioni”.

Il presidente onorario di Mountain Wilderness Italia, Luigi Casanova, spiega: “Nel 2016 molte associazioni del Cadore avevano ottenuto un confronto con l’organizzazione dei Mondiali 2021 ricevendo delle garanzie sulla sostenibilità dell’evento. ‘Questi saranno i mondiali della sostenibilità ‘ annunciavano Ministero dell’Ambiente, Regione Veneto, Comune di Cortina, Confindustria degli impiantisti, Fondazione Cortina 2021, la Fisi e Fondazione Dolomiti Unesco, rilasciando la Carta di Cortina. Quando alla guida della Fondazione è giunto come presidente Alessandro Benetton – prosegue – lì il rapporto si è chiuso e non abbiamo più ottenuto alcuna risposta”.

Nei cantieri si è lavorato anche nel periodo del lockdown Covid-19. Sono ripartiti dei progetti del Piano Neve Regionale del 2013 che la Commissione di Valutazione Ambientale aveva rifiutato perché insostenibili.

Sempre Casanova, “la devastazione è ampia e non accettiamo che si usi la giustificazione del rilancio del territorio o della passione per lo sport. La montagna non può essere sede per eventi di questa dimensione. Si stanno praticando sbancamenti per allargare le piste e potenziare gli impianti di risalita, altri sbancamenti per creare anfiteatri e far posto alle tribune d’arrivo e alle postazioni televisive. Stanno trasformando i sentieri forestali in strade di cantiere larghe sette metri, con scogliere antismottamento di otto metri, hanno portato nel cuore delle aree protette tubazioni e nuovi serbatoi d’acqua per l’innevamento artificiale. Il versante della montagna rischia così di franare verso valle”.

E i Campionati del mondo di sci del 2021 sono solo un assaggio di ciò che si prospetta per le Olimpiadi invernali del 2026.

La candidatura italiana, ritenuta migliore di quella svedese, coinvolge Milano, Cortina, aree di Lombardia e Veneto e delle province autonome di Trento e Bolzano. Se ne parla meno ma ci saranno anche le Paralimpiadi, dal 6 al 15 marzo 2026.

La candidatura italiana, ritenuta migliore di quella svedese, coinvolge Milano, Cortina, aree di Lombardia e Veneto e delle province autonome di Trento e Bolzano.

Lorraine Berton, responsabile di Confindustria Belluno presiede il Tavolo tecnico “Sport e grandi eventi” a livello nazionale: “Queste manifestazioni sportive – spiega Berton – sono una grande opportunità per il futuro del nostro territorio. Non solo per la visibilità planetaria che avremo, ma anche, e soprattutto, per le opere infrastrutturali che saranno realizzate: strade migliori, una ferrovia efficiente, nuovi collegamenti sciistici e banda larga ovunque. Dobbiamo rendere il nostro territorio più attrattivo, più competitivo e anche trovare soluzioni allo spopolamento. Solo nel 2019 duemila giovani hanno lasciato la nostra provincia. Dobbiamo creare le condizioni perché le nostre imprese restino a produrre qui, garantendo occupazione e benessere diffuso”.

Sul sito ufficiale italiano delle Olimpiadi 2026 viene dedicato largo spazio al tema della sostenibilità ambientale, si assicura che verrà adottato lo standard ISO 20121, si sottolinea l’interesse del Comitato Internazionale Olimpico (CIO), nella progettazione dei Giochi, a soddisfare i piani di sviluppo a lungo termine delle città che puntano a ospitarli garantendo supporto prima, durante e dopo le competizioni sportive.

Quello che sta accadendo sulle Dolomiti non ci è nuovo ed è molto triste: decisioni di portata immensa vengono prese negando alle associazioni che tutelano l’ambiente di partecipare. Il pensiero più utile, quello che considera i tempi della natura, che mette al centro la complessità e le soglie di sostenibilità viene mal sopportato. Una mentalità piatta votata allo spreco di risorse continua a permeare le imprese, la finanza, la politica.

Lo spettacolo vale più della realtà dei fatti, costi quel che costi, l’importante è che sia grandioso.

Vedremo cosa accadrà a Cortina e negli altri luoghi ospitanti dopo questi due eventi dall’aura imperiale.

Vedremo se chi sta conducendo i giochi ai tavoli della politica ha osato fare greenwashing, ha quindi usato il tema del rispetto dell’ambiente solo per facciata, senza consapevolezza di cosa sia l’ecologia, senza avere contezza di quello che sta facendo perdere per sempre a tutti, non solo all’Italia ma al mondo.

Approfondimenti

Fonte: Peacelink.it – https://www.peacelink.it/ecologia/a/47893.html

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