Un’altra nazione ha ratificato oggi il trattato per la proibizione delle armi nucleari

A 75 anni dalla bomba di Nahasaki

E’ la nazione caraibica di Saint Kitts e Nevis. Il suo ministro degli Esteri ha dichiarato: “Il bombardamento di Nagasaki è stato l’apogeo della crudeltà”. Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, non ha toccato il problema ma a suo tempo firmò per il bando delle armi nucleari.

9 agosto 2020

Redazione PeaceLink


Esplosione nucleare

Oggi è il settantacinquestimo aniversario del bombardamento atomico di Nagasaki. E nella data odierna un’altra nazione ha fatto un passo verso la proibizione delle armi nucleari. 

Il bombardamento di Nagasaki è stato l’apogeo della crudeltà e della disumanità. In quanto piccola nazione impegnata per la pace globale, Saint Kitts e Nevis non vede alcuno scopo utile negli armamenti nucleari del mondo di oggi”. Lo ha dichiarato Mark Brantley, Ministro degli Esteri di questa piccola nazione del Mar dei Caraibi su cui tanto tempo fa sbarcò Cristoforo Colombo.

Può sembrare un piccolo passo, ma è un piccolo passo nella direzione giusta. Lo segnala oggi la campagna internazionale ICAN per la messa al bando delle armi nucleari: “Per onorare le vittime e i sopravvissuti del bombardamento atomico di Nagasaki 75 anni fa oggi, la nazione caraibica di Saint Kitts e Nevis ha appena ratificato il Trattato delle Nazioni Unite per la proibizione delle armi nucleari”. 

ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons) è la coalizione internazionale della società civile che lotta per promuovere la piena implementazione del Trattato ONU per la proibizione delle armi nucleari (TPNW). A ICAN aderisce anche PeaceLink. Questa campagna internazionale che si è guadagnata nel 2017 il Nobel per la Pace. Ed è grazie a questa costante pressione internazionale che si stanno facendo piccoli passi perché il Trattato delle Nazioni Unite per la proibizione delle armi nucleari divenga effettivo.

Cosa occorre perché tale trattato divenga effettivo?

Occorre la ratifica di 50 nazioni e oggi un’altra nazione ha appunto comunicato la propria ratifica.

Papa Francesco: “Impegnarsi per un mondo totalmente libero da armi nucleari”

Papa Francesco contro le armi nucleari. Ricordando “i tragici bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki”  che “avvennero il 6 e il 9 agosto del 1945, 75 anni fa”,  dopo la preghiera mariana dell’Angelus, il Papa ha rivolto un pensiero particolare al viaggio di un anno fa, dicendo precisamente: “Ricordo con commozione e gratitudine la visita che ho compiuto in quei luoghi lo scorso anno, rinnovo l’invito “a pregare e a impegnarsi per un mondo totalmente libero da armi nucleari”.

Vescovi giapponesi e Usa hanno auspicato che si metta fine alla minaccia nucleare.

Adesso occorre intensificare l’azione perché altre nazioni agiscano con la medesima volontà, e fra queste deve esserci l’Italia che ancora non ha aderito.

Il 26 settembre 2018 Greenpeace aveva scritto al Presidente della Camera, Roberto Fico, e all’allora Vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, per chiedere una rapida ratifica del Trattato ONU per la Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) da parte dell’Italia. Fico e Di Maio erano stati fra i firmatari dell’appello lanciato a suo tempo dall’ICAN a favore della firma del Trattato stesso.

Ma nulla è stato fatto in tal senso.

L’attuale ministro degli esteri Di Maio, ora che ha il potere di far contare la firma apposta a suo tempo, non ha neppure affrontato la questione del bando delle armi nucleari. La questione è ancora più significativa per noi in quanto l’Italia ospita a Ghedi (Brescia) e Aviano (in Friuli Venezia Giulia) quaranta ordigni nucleari e attende le nuove bombe atomiche B61-12 destinate agli F-35.

Non solo: il ministro Di Maio potrebbe applicare il TNP. L’articolo 2 del TNP recita: “Ciascuno degli Stati militarmente non nucleari, che sia Parte del Trattato, si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari”.
“In base al testo, il solo possesso, oltre che l’uso e la minaccia, di queste armi costituiranno un crimine, come già avviene per altre convenzioni che vietano il possesso di armi di distruzione di massa”, si legge sul sito dell’ISPI.

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Note: Per chi vuole far conoscere l’argomento del Trattato delle Nazioni Unite indichiamo quattro riferimenti.

– Il primo riferimento, un po’ tecnico ma fondamentale, è il TPNW (Treaty on the Prohibition of Nuclear Weapons), ossia il Trattato per la proibizione delle armi nucleari (o Trattato per la messa al bando delle armi nucleari) che è il primo trattato internazionale, legalmente vincolante, per rendere illegali le bombe atomiche. È stato approvato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 7 luglio 2017 ed entrerà in vigore 90 giorni dopo la ratifica di almeno 50 stati. Qui il link https://www.un.org/disarmament/wmd/nuclear/tpnw/

– Il secondo riferimento è la campagna ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons) che in Italia fa pressione sul governo italiano perché imbocchi la strada della forma e della retifica del TPNW (https://www.disarmo.org/ican/).

– Il terzo riferimento è la pagina di ICAN che indica le associazioni che in Italia si battono per il bando delle armi nucleari. Ci trovate in elenco. https://www.icanw.org/italy
– Il quarto riferimento è la pagina web https://www.peacelink.it/disarmo/a/47902.html su cui abbiamo condiviso un video molto efficace di Pax Christi che dà un’idea di quale sia il costo delle armi nucleari.

Fonte: www.peacelink.it – https://www.peacelink.it/editoriale/a/47907.html

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