Addio Hotel Costa

La casa dello studente di via Etnea non esisterà mai più.

Una volta in quel palazzo si andava a distribuire i volantini dei collettivi, su quei muri si attaccavano i manifesti. Un paio di volte l’atrio è stato occupato per assemblee e manifestazioni. Molte più volte per feste a sbarco.


Come l’Oberdan, l’Hotel Costa è stato un mitico dormitorio universitario. Caduto in disgrazia dopo il terremoto de L’Aquila, quando in tutta Italia, dopo il tragico crollo della residenza universitaria, si imposero controlli serrati sulla sicurezza delle strutture. L’Hotel Costa non poteva restare aperto. Le crepe si vedevano da tempo e la proprietà non era mai intervenuta.

Un grande affare l’Hotel Costa. Chi ne è stato proprietario si è fatto i milioni. L’Ente regionale per il diritto allo studio infatti, con scelta criminale, non volle mai acquistarlo. Circa 34 milioni di euro in trent’anni di apertura sono stati pagati d’affitto. Soldi pubblici ai privati. Ai soliti privati. Gli ultimi sono i Massimino. Proprio loro, i congiunti del memorabile presidente del Catania Calcio.

Ora la società dei Massimino, dopo anni e anni di contenzioso con l’Ersu, ha ottenuto il 31 agosto dal Comune di Catania l’autorizzazione urbanistica al cambio di destinazione d’uso: da residenza universitaria e turistica a residenziale. Sette piani diventeranno appartamenti, il piano terra diventerà locale commerciale.

Ci avevano provato i collettivi universitari a occupare lo spazio qualche mese fa, per farne di nuovo una residenza universitaria per i tanti che non trovano posto nelle graduatorie dell’Ersu. La polizia arrivò senza nessuna intenzione di trattare e arrestò i buoni.

Adesso pare che la vicenda sia proprio conclusa. Rimarrà il ricordo dei milioni gettati e dei manifesti alle pareti.

Fonte: I Siciliani – http://feedproxy.google.com/~r/isiciliani/~3/NIUdDBBU-oA/

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