Unhcr, metà dei bambini rifugiati di tutto il mondo non frequenta la scuola

Pur non stando in alcun modo al passo delle medie globali, queste statistiche dimostrano che sono stati compiuti progressi. Le iscrizioni all’istruzione secondaria sono aumentate e fanno registrare nuove decine di migliaia di bambini rifugiati che frequentano la scuola, un incremento del 2% nel solo 2019. Tuttavia, la pandemia di COVID-19 ora minaccia di azzerare questi e altri risultati di fondamentale importanza. La minaccia nei confronti delle bambine rifugiate è di particolare gravità.

Per le bambine rifugiate, le possibilità di accesso all’istruzione sono già inferiori rispetto a quelle dei bambini e le probabilità che esse frequentino la scuola secondaria sono la metà. In base ai dati in possesso dell’UNHCR, il Malala Fund ha stimato che, per effetto della pandemia da COVID-19, la metà di tutte le ragazze rifugiate iscritte alla scuola secondaria non farà ritorno in classe quando gli istituti riapriranno questo mese. Nei Paesi in cui la percentuale complessiva di ragazze rifugiate iscritte alla scuola secondaria era già inferiore al 10%, tutte le ragazze sono a rischio di abbandonare gli studi per sempre, una previsione agghiacciante che avrebbe un impatto sulle future generazioni.

«Mi preoccupa specialmente l’impatto sulle bambine rifugiate. L’accesso all’istruzione non rappresenta solo un diritto umano, anche la protezione e i vantaggi economici che ne derivano per loro stesse, le loro famiglie e le loro comunità sono evidenti. La comunità internazionale non può in alcun modo permettersi di fallire il compito di offrire loro le opportunità derivanti dall’istruzione», ha dichiarato Filippo Grandi.

Adattarsi alle limitazioni imposte dal COVID-19 è stato duro, specialmente per l’85% dei rifugiati di tutto il mondo che vive nei Paesi in via di sviluppo o in quelli meno sviluppati. Telefoni cellulari, tablet, laptop, connettività, e perfino apparecchi radio spesso non sono immediatamente disponibili presso le comunità di sfollati.

L’UNHCR, i governi, e i partner stanno lavorando instancabilmente per risolvere le criticità essenziali e assicurare continuità all’istruzione dei rifugiati durante la pandemia, sfruttando programmi di didattica a distanza, televisione e radio, e assicurando sostegno a insegnanti e assistenti per relazionarsi con gli studenti nel rispetto delle linee guida sanitarie.

Il rapporto mostra come famiglie, comunità e governi stiano lavorando per garantire la didattica dei bambini rifugiati. Illustra esempi positivi di governi che hanno trasposto in legge il diritto dei bambini rifugiati a frequentare le scuole statali, riportando storie dall’Ecuador e dall’Iran. Risalto è dato ad esempi di innovazione digitale introdotti dal Ministero dell’Istruzione in Egitto, e ai benefici che una famiglia giordana ha tratto dal passaggio alla fruizione della didattica online. In un momento storico in cui la metà dei rifugiati di tutto il mondo vive in insediamenti urbani, l’importanza delle città che accolgono rifugiati è messa in rilievo anche mediante l’esempio del sindaco di Coventry, nel Regno Unito, che racconta in che modo la città gestisce la questione e perché ne derivano vantaggi.

Il rapporto si appella a governi, settore privato, società civile e altri attori chiave affinché uniscano le forze per trovare soluzioni che rafforzino i sistemi educativi nazionali, creino collegamenti a percorsi didattici che consentano di conseguire un’istruzione qualificata e assicurino e tutelino finanziamenti dedicati. In assenza di tali interventi, avverte il rapporto, il rischio è quello di perdere una generazione di bambini rifugiati privati dell’istruzione.

I rischi per l’istruzione dei rifugiati non si limitano a quelli causati dal COVID-19. Gli attacchi perpetrati ai danni delle scuole costituiscono una triste realtà in aumento. Il rapporto dedica particolare attenzione alla regione africana del Sahel, dove le violenze hanno costretto alla chiusura di oltre 2.500 scuole danneggiando i percorsi didattici di 350.000 studenti.

Fonte: Vita.it – http://www.vita.it/it/article/2020/09/03/unhcr-meta-dei-bambini-rifugiati-di-tutto-il-mondo-non-frequenta-la-sc/156505/

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