Insieme per rafforzare il lavoro per la pace: nasce la Rete Italiana Pace e Disarmo

È nata la Rete Italiana Pace e Disarmo, dove sono confluite le storiche Rete Italiana Disarmo (2004) e Rete della Pace (2014). L’annuncio è arrivato lunedì 22 settembre in occasione della Giornata internazionale della pace istituita dalle Nazioni Unite. Il tema scelto dall’Onu per il 2020 è “Shaping peace together, creiamo insieme la pace”, un appello pubblico a porre fine ai conflitti e un invito alla nonviolenza che la nuova Rete ha voluto cogliere in modo simbolico per presentarsi pubblicamente.

“La nostra strada inizia con l’Arena di pace di Verona nel 2014. Da quel momento le due Reti hanno sviluppato un percorso di coordinamento e collaborazione, basato sulla condivisione degli stessi principi, che ha portato alla promozione di campagne per la pace, il disarmo e la nonviolenza. Scegliere di unirci è stata una decisione ragionata ma è venuta naturalmente”, spiega ad Altreconomia Francesco Vignarca, coordinatore campagne della Rete Italiana Pace e Disarmo. “Abbiamo pensato che mettendoci insieme abbiamo più forza, possiamo avere più risorse, raggiungere un numero più ampio di persone ed essere più efficaci. Contro il luogo comune che i movimenti pacifisti sono divisivi e non riescono a collaborare”.

Le due Reti, alle quali aderiscono centinaia di organizzazioni e associazioni, hanno già lavorato insieme su progetti e campagne internazionali come “Stop Bombe in Yemen” -contro la vendita di bombe d’aereo e missili italiani ad Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti utilizzati nel conflitto yemenita-, “NO F-35” e le iniziative per la riduzione delle spese militari e per il controllo delle esportazioni di armi. “Queste saranno le campagne che la Rete continuerà a portare avanti. Ora stiamo pensando anche a nuove iniziative e incontri territoriali nel rispetto delle norme anti Covid-19”, aggiunge Vignarca.

Nella nota di presentazione la nuova Rete ha specificato la necessità di un’azione congiunta in uno scenario internazionale “preoccupante” dove è sempre più forte la corsa agli armamenti, “una imponente crescita quantitativa e qualitativa degli arsenali che sottrae enormi risorse alla lotta contro la povertà”. Solo nel 2019 il Governo italiano ha autorizzato la vendita di armi per 5,17 miliardi di euro ed è stato l’Egitto il principale cliente con 871,7 milioni di euro di commesse.

“Ora la decisione di unirci ci rende euforici”, aggiunge Vignarca. “E nel scegliere di volere proseguire insieme siamo anche testardi. È come diceva Aldo Capitini: per dire no alla guerra bisogna essere duri come pietre”.

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Fonte: Altreconomia – https://altreconomia.it/rete-italiana-pace-e-disarmo-fondazione/

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