Si chiamava Josef, aveva sei mesi e veniva dalla Guinea

Si chiamava Joseph, aveva solo sei mesi e veniva dalla Guinea. Tra i morti del naufragio dell’11 novembre nel Mediterraneo centrale con centinaia di corpi in mare c’è anche lui che viaggiava con la sua mamma, sopravvissuta. Nella foto scattata a bordo il piccolo è tenuto in un braccio da un soccorritore di Open Arms bardato di visiera e con due mascherine protettive. Una foto drammatica che testimonia quanto sta avvenendo nel Mediterraneo centrale in tempi di pandemia, con una sola nave della società civile libera di soccorrere e con una sola motovedetta della capitaneria di porto di Lampedusa che si dirige sul posto, constatata «l’indisponibilità di assetti operativi degli Stati vicini che potevano utilmente intervenire», come si legge in un comunicato della Guardia Costiera.

«Nonostante gli enormi sforzi dell’equipe medica una bimba di 6 mesi è venuta a mancare a causa del naufragio. Avevamo chiesto per lei e per altri casi gravi un’evacuazione urgente, da effettuare tra breve, ma non ce l’ha fatta ad aspettare. Siamo addolorati», ha scritto Open Arms che ha a bordo il team medico di Emergency. Insieme hanno sperato fino all’ultimo per Josef. http://www.vita.it/it/article/2020/11/11/naufragio-nel-mediterraneo-100-persone-in-mare-si-recuperano-i-corpi-m/157316/

Qui la ricostruzione di quanto accaduto con la testimonianza di Riccardo Gatti, presidente di Open Arms Italia che aveva spiegato «Stiamo cercando di portare a termine le operazioni di soccorso, con al momento circa 100 persone che sono finite in acqua. Il gommone su cui viaggiavano da un paio di giorni queste persone si è sfondato e noi purtroppo siamo sul posto da soli, due lance rapide, sei soccorritori, a bordo della nave ci cerca di fare il posisblie. Ancora sappiamo il numero esatto delle vittime. Questo ennesimo naufragio dimostra quando sia necessario un’operazione congiunta immediata a livello europeo, riprendere il soccorso in mare come si faceva, il bisogno immediato di corridoi umanitari».

Open Arms a seguito del naufragio, dopo aver cercato di salvare quante più vite possibili ha appena ultimato il soccorso di un’altra imbarcazione con 65 persone a bordo. «Una giornata lunga e drammatica, verrà il momento per il dolore, ora continuiamo a salvare vite», scrive l’Ong.

Fonte: Vita.it – http://www.vita.it/it/article/2020/11/11/si-chiamava-josef-aveva-sei-mesi-e-veniva-dalla-guinea/157321/

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