Festa di Sant’Agata, una proposta.

Per la festa Sant’Agata a Catania, il terzo più grande evento cristiano al mondo, ogni anno si spendono centinaia di migliaia di euro pubblici. Quest’anno purtroppo la festa, così come si è sempre conosciuta, non potrà svolgersi. Inutile girarci attorno, inutile prendere tempo. Certo sarà un duro colpo per i centinaia di migliaia di devoti e appassionati. Ma esiste la possibilità di lasciare comunque un segno positivo e tramutare la mancanza della festa in “opere di bene”.

Ogni anno circa 400mila euro vengono consegnati dal Comune direttamente al comitato dei festeggiamenti, altre decine di migliaia di euro vengono destinate dalle società partecipate del territorio, ancora altre decine di migliaia di euro vengono spesi per la sicurezza dell’evento. Soldi della città di Catania, versati dai contribuenti. Soldi spesi per pagare i fuochi d’artificio, gli impiegati comunali prestati alla festa, le luminarie, gli eventi culturali e persino i portatori delle candelore.

Soldi che quest’anno non avrà alcun senso spendere, se non in minima parte. Esistono allora due possibilità: la prima è quella di risparmiare queste somme e dare una piccola boccata d’ossigeno al bilancio comunale per la spesa corrente. La seconda è destinare almeno una parte di queste risorse a progetti che possano dare ossigeno al territorio, lasciare il segno, dare senso. Con i soldi della festa potrebbero finanziarsi le attività dei centri antiviolenza per le donne, potrebbero trovarsi soluzioni per chi è senza tetto, potrebbero avviarsi azioni di antimafia sociale nei quartieri più a rischio.

Non sarebbe forse significativo se invece di pagare per la festa, che comunque non si potrà svolgere, il Comune creasse un fondo per finanziare questo tipo di attività, e magari anche altre, da realizzare a Catania? Non sarebbe forse importante se tutte le donazioni dei cittadini, invece di essere portare al fercolo della Santa o alle candelore, venissero dagli stessi cittadini versate in questo fondo? Non sarebbe bello destinare con assoluta trasparenza e imparzialità questi fondi ad attività sociali utili al territorio e al sostegno di chi è più vulnerabile?

Sarebbe bello immaginarsela così la festa di Sant’Agata in questo terribile periodo di pandemia e crisi economica: la Santa esposta in cattedrale per settimane in modo che i devoti possano vederla senza calca, senza folla, in sicurezza e nel frattempo tante azioni che possano dare un po’ di speranza in un momento in cui ce n’è tanto bisogno.

Fonte: I Siciliani – http://feedproxy.google.com/~r/isiciliani/~3/DG9k_K1dPeQ/

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