MedReport: cosa è successo nel Mediterraneo centrale, dicembre 2020/gennaio 2021
di Eleana Elefante

Non è un bilancio positivo quello che chiude l’anno 2020. La crisi pandemica generata dal Covid-19 è andata di pari passo alle catastrofi ambientali, ai conflitti armati, alla crisi globale del mercato del lavoro, dell’economia e della sanità pubblica. Un anno che non ha risparmiato proprio niente e nessuno ed in cui sono emerse tutte quelle disuguaglianze e vulnerabilità silenti e per troppo tempo ignorate anche da una politica nazionale e sovranazionale instabile e sibillina.

Ad oggi, sono 34.476 le persone migranti arrivate sulle nostre coste attraverso il Mediterraneo centrale, in assenza di canali sicuri e legali di accesso in Europa.

Il 31 dicembre alle ore 8.00, il Viminale ne riportava 34.134, comprese le 30 persone registrate tra la notte di Natale e Santo Stefano. A queste si sono aggiunte, alle soglie del primo dell’anno, le 169 persone salvate dalla Ong battente bandiera spagnola Open Arms e le 97 messe in salvo la mattina del 2 Gennaio 2021. Nel solo mese di dicembre, dunque, 1571 persone sono sopravvissute al mare approdando sulle nostre coste, immediatamente seguite da altre 266 persone (169+97), nelle prime ore del nuovo anno ed ora in attesa di un porto sicuro.

Nel 2019 riuscirono a raggiungere l’Europa 11.471 migranti, contro i 23.370 arrivati nel 2018. Durante il mese di dicembre dell’anno scorso arrivarono in 589, mentre nel 2018 in 359.

Una nota ancor più dolente è quella dei minori stranieri non accompagnati. Nel 2020 sono stati 4.623. Il dato, aggiornato al 28 dicembre, è superiore a quello dei minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste italiane lungo tutto il 2019 (1.680) ed il 2018 (3.536) mentre, mostra un calo rispetto al 2017 (15.779).

Questi numeri purtroppo non comprendono le vittime dei sempre frequenti respingimenti operati dalla Guardia Costiera libica, così come non ricomprendono i tanti di cui si sono perse le tracce ed i cui corpi talvolta vengono restituiti dal mare. Secondo una stima operata dallo IOM Libia, 11.891migranti sono stati intercettati e riportati in Libia nel 2020 (9.225 nel 2019). Fra loro 811 donne e 711 minori. Restituiti dal mare 323 corpi; scomparse nel nulla 417 vite.

Di seguito la sintetica ricostruzione degli accadimenti avvenuti nel mese di dicembre 2020:

  • Nella notte del 17 dicembre, 126 migranti, tra cui 28 bambini fuggiti dalla Libia, venivano intercettati dalla cosiddetta Guardia Costiera libica e riportati nei loro centri detentivi. Nelle stesse ore, i nostri Ministri Giuseppe Conte e Luigi di Maio, erano a Bengasi per presenziare alla liberazione dei 18 pescatori di Mazara del Vallo, sequestrati e trattenuti dal mese di settembre ingiustamente e con false accuse. Nello stesso giorno, sopraggiungevano a Lampedusa 3 imbarcazioni, anch’esse partite dalla Libia, per un totale di 210 persone, tra cui 51 donne e 12 minori.
  • Nel mattino del 18 dicembre venivano ritrovate le prime vittime dei respingimenti del precedente giorno: le squadre di soccorso della Mezzaluna Rossa libica ripescavano i corpi di 4 bambini egiziani nelle acque antistanti Harsha e Matrad nei pressi della città di Al-Zawiya. Viaggiavano su una piccola imbarcazione con almeno altre 30 persone.
  • Nella notte del 24 dicembre altre 3 imbarcazioni con 65 migranti partiti dalla Libia hanno raggiunto Lampedusa. Una quarta imbarcazione con 13 persone a bordo è oggi ancora dispersa.
  • Il 26 dicembre è stata poi una strage di donne in Tunisia, al largo delle coste di Sfax. La Guardia Costiera tunisina, ha recuperato 20 corpi, 19 di essi appartenevano a donne, quattro delle quali incinte. La maggior parte di loro di origine subsahariana oltre a tre tunisine. La guardia costiera e alcuni pescatori locali sono riusciti a salvare solo quattro dei 37 naufraghi. Alla base dell’aumento dei flussi migratori dalla Tunisia vi è la recessione in cui versa il paese per via dell’emergenza sanitaria da Covid-19 ancora in corso, senza che sia stato riattivato un meccanismo di quote d’ingresso anche per i soli lavori stagionali.
  • Nelle stesse ore, altre 102 persone hanno raggiunto Pantelleria. Sono 12 invece le persone arrivate in Calabria, a Crotone. Viaggiavano a bordo di un’imbarcazione a vela avvistata da una motovedetta della Guardia di Finanza a largo di Capocolonna. I migranti, tutti di nazionalità irachena, facevano parte di due nuclei familiari.
  • Il 31 dicembre, come sopra accennato, la Open Arms con a bordo il personale di Emergency, nella sua 79esima missione, ha soccorso 169 persone che viaggiavano su un’imbarcazione di legno alla deriva dopo aver ricevuto, intorno alle ore 15:00, una segnalazione di “distress” da Alarm Phone. Tra i naufraghi, 12 donne, 6 bambini e 40 adolescenti che viaggiavano soli. L’imbarcazione era partita da Sabratha la mattina del 30 dicembre. A bordo prevalentemente cittadini e cittadine eritrei, in fuga dai conflitti interni scoppiati nel paese nel mese di novembre. Seguirà il 2 gennaio il salvataggio di altre 96 persone. Partiti da Zuwarah il 31 dicembre, dopo due giorni in mare aperto senza cibo né acqua le 96 persone soccorse (tra cui 2 donne e 17 minori) presentano segni di denutrizione e ipotermia: il personale medico in questo momento sta procedendo a verificarne le condizioni di salute. Il ritratto di un neonato che sorride e non si addormenta sul pontile della nave, al sicuro con la sua giovane famiglia, ripaga e dà senso al tutto.
  • Nel mentre, 3 gennaio, altri 79 migranti sono stati intercettati e rimpatriati in Libia, mentre 8 persone risultano attualmente disperse. Nelle ultime 48h almeno 340 persone hanno tentato di fuggire dal paese. Fra loro anche le 266 persone salvate da Open Arms.

In conseguenza della pandemia e del peggioramento delle condizioni di vita, già intollerabili nei campi di detenzione in Libia, i dati sui flussi migratori del Mediterraneo centrale nel 2020 sono dunque triplicati rispetto allo scorso anno. Di contro, per la medesima causa, si sono fermati i rimpatri. Solo negli ultimi 3 mesi il mare ha restituito i corpi di oltre 100 migranti annegati nel tentativo di attraversare il Canale di Sicilia. Il 2020 termina dunque con l’ennesimo scampato naufragio in un mare deserto, privo dei necessari assetti governativi ed umanitari, con una Europa incapace di tutelare i diritti della vita umana.

Fonte: Mediterranea – https://mediterranearescue.org/news/medreport-cosa-e-successo-nel-mediterraneo-centrale-dicembre-2020-gennaio-2021/

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