Complottismi, yoga, wellness e spiritualità: una convergenza esplosa durante la pandemia

Complottismi, yoga, wellness e spiritualità: una convergenza esplosa durante la pandemia

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Nel corso dell’assedio al Congresso statunitense ci sono stati tanti momenti surreali, ma il più surreale l’ha catturato il giornalista del New Yorker Luke Mogelson: si tratta della preghiera di Jacob Chansley – conosciuto anche come Jake Angeli, il “lupo di Yellowstone” e lo “Sciamano” – sullo scranno del presidente del Senato.

Dopo essersi fatto scattare una foto da un altro manifestante, sotto lo sguardo attonito dell’unico poliziotto presente in aula in quell’istante, a un certo punto lo Sciamano ha chiamato a raccolta gli assalitori e iniziato a gridare nel megafono:

“Grazie Santo Padre per aver ispirato questi poliziotti a lasciarci entrare qui dentro, facendoci esercitare i nostri diritti e lanciare un messaggio a tutti i tiranni, i comunisti e i globalisti. Questa è la nostra nazione, non la loro. Grazie per aver permesso all’America di rinascere. Amen!”

Dando un’occhiata ai tatuaggi neo-pagani sul suo corpo – tra cui spicca il valknut norreno, tre triangoli intersecati tra loro – è però difficile far rientrare Chansley nella schiera dei devoti cristiani. E se si osserva il suo profilo Facebook, come ha fatto il filosofo Jules Evans, il quadro si fa ancora più confuso.

Jake Angeli sembra credere contemporaneamente a molto cose diverse tra loro. I suoi post rimandano infatti allo sciamanesimo autodidatta, all’uso di sostanze psichedeliche per aprire il “terzo occhio”, all’ufologia, al nazionalismo, all’evangelismo, alla cultura pop (specialmente Matrix, Guerre Stellari e Capitan America) e ovviamente a QAnon.

Non mancano nemmeno riferimenti all’ecofascismo, allo yoga, alla meditazione e a rimedi pseudoscientifici. In un’intervista al podcast New Age Cosmic Gaia, Chansley sostiene di vendere delle “bende” che hanno curato il cancro al fegato del padre e sono ottime per il “detox”, la “circolazione dell’energia” e per “prevenire invecchiamento, emicranie, dolori”.

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Lo “Sciamano” è senza dubbio l’esempio più pittoresco ed estremo, eppure non è l’unico. Nel corso dell’ultimo anno, più precisamente dall’esplosione della pandemia in poi, sono saliti alla ribalta diversi influencer che si muovono sullo stesso crinale.

Una è l’ostetrica statunitense Christiane Northrup, che dai suoi account social (seguiti da 150mila follower su Instagram e da mezzo milione su Facebook) disegna un universo popolato da “bambini indaco”, viaggiatori del tempo, fantomatiche “ere dell’Acquario”, “guerrieri della luce”, e pericolosi vaccini anti-Covid che distruggono i “cromosomi dell’empatia” inserendo l’intelligenza artificiale nel Dna.

Oppure ci sono cuochi televisivi come l’australiano Pete Evans – 1 milione e mezzo di follower su Facebook e 278mila su Instagram, prima di essere bannato – che alterna video in cui cucina gamberi alla griglia con post che negano la pandemia (“una bufala”) e sostengono che le mascherine danneggiano il sistema immunitario.

O ancora: c’è un comico come JP Sears, che da youtuber noto per fare satira sul mondo del wellness è diventato a sua volta un life coach – e infine un super-diffusore di disinformazione sul coronavirus. E poi ci sono coppie di “guru” salutisti come Kelly Brogan e Sayer Ji che da mesi, dal loro sito e dai social, invitano a eliminare qualsiasi “influenza esterna” (come le medicine, lo zucchero, il caffè, i vaccini, i dispositivi di protezione individuali e il Deep State) per purificarsi e raggiungere l’agognata “sovranità individuale”.

Ovviamente la lista è nutrita, e si potrebbe andare avanti ancora a lungo. In un modo o nell’altro, tuttavia, queste figure sono accomunate da un concetto specifico: quello della conspiritualità, cioè l’unione di complottismo e spiritualità.

L’era della “conspiritualità”

Il termine è apparso per la prima volta in un articolo del 2011 pubblicato sul Journal of Contemporary Religion, a firma di Charlotte Ward e David Voas. Gli autori si sono concentrati su quello che, a loro dire, è una crescente sovrapposizione tra il pensiero complottista e la spiritualità New Age.

Per loro, la conspiritualità (conspirituality) indica “un movimento online rapidamente in espansione, che esprime un’ideologia alimentata dalla disillusione politica e da visioni del mondo alternative’”.

Può contare su celebrità di livello internazionale (la più nota delle quali probabilmente è Gwyneth Paltrow) e si diffonde attraverso libri, televisioni, radio e Internet. Ai suoi aderenti, continuano Ward e Voas, offre una filosofia politico-spirituale radicata su due convinzioni tratte dal complottismo e dalla New Age:

1) Che sia un gruppo occulto che segretamente controlla, o cerca di controllare, l’ordine politico e sociale;

2) Che la coscienza collettiva dell’umanità sia prossima ad un grande “cambiamento di paradigma”.

Per chi si rifà a questa ideologia, dicono i ricercatori, la migliore strategia per disinnescare la minaccia di un “Nuovo Ordine Mondiale” è quella – per l’appunto – di “risvegliarsi” spiritualmente e tenersi pronti a questo cambiamento rivoluzionario.

In un altro articolo del 2015, che prende spunto proprio dal lavoro di Ward e Voas, il concetto viene ulteriormente ampliato. Gli autori Egil Apsrem e Asbjorn Dyrendal scrivono che la conspiritualità permette agli individui di “muoversi tra una vasta gamma di movimenti e convinzioni”, fondendo così “pratiche e discorsi apparentemente slegati tra loro” anche attraverso l’opposizione all’“establishment” – politico, economico, farmaceutico o sanitario.

GoToVan from Vancouver, Canada, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Come ricorda Jules Evans in un post sul suo blog su Medium, il fenomeno non è completamente nuovo – specialmente per quanto riguarda l’intersezione con l’estrema destra. C’è stato un altro periodo storico, infatti, in cui è successo qualcosa di simile: la Germania all’inizio del Ventesimo secolo.

Le origini culturali del nazionalsocialismo affondano anche nel movimento Völkisch (da cui i nazisti hanno recuperato il motto Blut und boden, sangue e suolo) nella teosofia, nell’occultismo, nell’esoterismo e nella medicina alternativa.

Giusto per fare qualche esempio: Rudolf Hess, uno dei delfini di Hitler, nel 1934 aveva aperto un centro di “medicina alternativa”; e il capo delle SS Heinrich Himmler è stato l’esponente più importante del misticismo nazista, che ha fatto tragicamente applicare sui prigionieri dei campi di concentramento a fini di “ricerca”.

La grande convergenza tra yoga, wellness e QAnon

Ora, non ci troviamo di certo nel periodo weimariano. Ma siamo comunque in un momento di crisi epocale, e la conspiritualità ha accelerato la convergenza di idee e gruppi eterogenei: lo dimostrano gli influencer citati prima, nonché le varie manifestazioni contro i lockdown tenutesi in Europa.

Nel Regno Unito, i presidi a Trafalgar Square della scorsa estate hanno visto la presenza simultanea – tra i tanti – di Piers Corbyn (fratello dell’ex leader del Labour Jeremy), l’inventore dei rettiliani David Ickeattivisti anti-5G ed estremisti di destra.

In Germania, uno dei volti più noti del movimento anti-restrizioni è il cuoco vegano Attila Hildmann – che tra una ricetta e l’altra combatte “il governo Merkel al soldo di Bill Gates” ed è convinto che “gli ebrei [stiano] cercando di sterminare la razza tedesca attraverso la pandemia”.

Negli Stati Uniti, in Australia e in Nuova Zelanda è successo qualcosa di piuttosto inaspettato: molte influencer che normalmente si occupano di lifestyle, diete, genitorialità e yoga hanno iniziato a inserire nei loro post su Instagram rimandi e hashtag propagandistici di QAnon (su tutti #wwg1wga e #savethechildren).

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Il ricercatore Marc-André Argentino l’ha definito “QAnon pastello”. In sostanza, queste influencer prendono i punti centrali della teoria (tipo l’esistenza di una rete di pedofili satanisti, o l’attesa del “Grande Risveglio”) e li incorporano nella loro estetica rassicurante, contraddistinta da font in corsivo e colori pastello.

In questo modo ammorbidiscono la retorica cruda e violenta di QAnon, raggiungendo un bacino di utenti che altrimenti sarebbe rimasto lontano da certi slogan. Secondo la ricercatrice Sophie Bishop del King’s College di Londra, l’attrattiva di queste influencer sta proprio nel loro tono “aspirazionale”, che fornisce un’impressione di intimità e affidabilità.

Al contempo, uno stile del genere può effettivamente ripulire e dare una patina di credibilità a idee pericolose – soprattutto nel campo medico e in quello delle misure di prevenzione per la pandemia.

A ben vedere, però, il problema esisteva anche prima dell’emergenza sanitaria. Per Matthew Remski, conduttore del podcast Conspirituality e praticante di yoga dal 1996, l’enfasi che la disciplina mette sulla cura di sé e la “scoperta personale” può effettivamente attirare persone che si sentono “abbandonate” dalle istituzioni politiche e sanitarie.

Inoltre, prosegue, un certo tipo di spiritualità può avere alcuni tratti in comune con il complottismo: in particolare, le convinzioni che “tutto è collegato, tutto avviene per una ragione, e niente è come appare a prima vista”.

Naturalmente, oltre all’ideologia c’è pure una buona dose di opportunismo economico. La pandemia ha infatti colpito duro anche il settore del wellness e dello yoga: solo negli Stati Uniti c’è stato un aumento del 23 percento delle chiusure di centri yoga e affini, spingendo diversi proprietari a cercare fonti alternative di reddito.

Krystal Tini – influencer e titolare di un’azienda che produce tappetini da yoga – ha visto schizzare il numero dei follower su Instagram (ora è a oltre 150mila) dopo aver pubblicato lunghi video di supporto a QAnon, e di conseguenza ha incrementato le vendite.

Allo stesso tempo, le comunità dedicate allo yoga e al wellness non sono un blocco granitico; e l’abbraccio con QAnon e altre teorie del complotto non è andato giù a tutti, anzi. Seane Corn – istruttrice e influencer statunitense – ha pubblicato mesi fa un lungo post su Instagram in cui non solo prendeva le distanze da quella deriva, ma invitava i praticanti e chiunque la segue a combatterla attivamente.

Insomma, per concludere: secondo Evans, le forme “non razionali” di conoscenza – i sogni, le intuizioni, le ispirazioni o le “esperienze mistiche” – sono importanti nella vita di ciascuno di noi, anche per chi non pratica certe discipline.

Ma se queste forme non sono bilanciate dal pensiero critico e razionale, ecco che la spiritualità si unisce al complottismo politico e si tramuta in conspiritualità. E in tempi delicati e incerto come questo, sottolinea Evans, “le nostre credenze e i nostri comportamenti possono avere un grosso impatto sulle vite degli altri”.

*Articolo pubblicato anche sulla newsletter Complotti!, che si occupa dell’impatto delle teorie del complotto sulla politica, sulla società e sulla cultura. Per iscriverti alla newsletter Complotti! clicca qui.

Immagine in anteprima: foto di Okan Caliskan via Pixabay 

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Fonte: Valigia Blu – https://www.valigiablu.it/complotti-yoga-spiritualita-pandemia/ – per l’indicazione esatta dell’autore fare riferimento a questo link che contiene il post originale.

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