“Soldi europei contro le diseguaglianze e altolà al revisionismo: l’ANPI lancia l’appello a Draghi”

Roma. Alcune richieste, qualche consiglio e una bussola: “La storia non può essere asservita alla politica”. L’Anpi, l’associazione dei partigiani, batte il tempo al governo Draghi e mette sul tavolo alcune proposte. Prima però, alla vigilia del 6 aprile – ottantesimo anniversario dell’invasione della ex Jugoslavia – chiede che lo Stato italiano riconosca gli “orribili delitti e indicibili massacri” che il fascismo provocò in quelle terre.

Parole che solleveranno un polverone di polemiche, ma il presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo mette le mani avanti: “E’ un altolà al revisionismo di questi anni, nel nome della verità storica. Sia chiaro però che nessuno vuole negare o ridurre i crimini delle foibe. Il punto è affrontare e ricordare il fascismo di confine”. E quindi i partigiani chiedono che questo 6 aprile sia “l’occasione perché le istituzioni riconoscano con parole e gesti inequivocabili la pesantissima responsabilità del fascismo a disonore del nostro Paese. È lo Stato nelle sue multiformi strutture che deve avviare una grande campagna di informazione sui crimini fascisti che, a partire dalla Jugoslavia, metta a memoria la sua politica aggressiva, razzista, coloniale e sanguinaria”.

Ma il documento dei partigiani – che ha come titolo “Il Paese è chiamato a un nuovo Risorgimento” – è ricco di suggerimenti. Innanzitutto sugli “interventi d’emergenza per salvare dalla rovina i lavoratori non tutelati, donne e uomini che hanno perso il lavoro da un giorno all’altro e che da tempo non hanno più un reddito”. Ebbene, cosa faranno alla fine del blocco dei licenziamenti il 30 giugno e quando ci sarà lo stop alla cassa integrazione? La stella polare deve essere questa: il flusso di soldi europei sia indirizzato alla lotta alle disuguaglianze. “Non devono esistere privilegi verso gruppi industriali più potenti o territori più forti”.

Inoltre, l’Anpi si schiera con la mobilitazione per i vaccini bene comune. Nonostante i milioni di morti per Covid nel mondo, “stiamo assistendo ad una speculazione di dimensioni planetarie da parte di un ristretto gruppo di multinazionali, Big Pharma, che è alla radice delle difficoltà nella distribuzione dei vaccini in Europa, aggravata dalla scelta da parte di gruppi privati di ridurre il numero delle dosi per la Ue o di ritardarne la consegna, e dalla discriminazione nella distribuzione dei vaccini nel mondo, favorita dalla decisione della stessa Ue di respingere la richiesta di moratoria sui brevetti”.

Altro tema è la crisi della rappresentanza politica, che il taglio dei parlamentari ormai ratificato dal referendum di settembre, non può che acuire. Anpi si era schierata per il No al referendum. E oggi chiede una legge elettorale buona, duratura e che “garantisca al massimo la rappresentanza politica plurale dei cittadini”.

Infine una nota sull’atlantismo invocato da Draghi nel suo discorso di insediamento alle Camere. “Occhio a come usiamo le parole, atlantismo sì, ma che sia alleanza cooperativa pacifica ed aperta al mondo. Atlantismo è cosa buona e giusta, ma come dominio sul mondo è un pericolo per la coesistenza pacifica”, sottolinea Pagliarulo. I partigiani invitano al rispetto dei diritti umani e all’impegno contro le armi nucleari. Il documento si conclude ricordando la “genealogia fondamentale” dell’Italia che sta nell’unità ottenuta con il Risorgimento e nella libertà grazie alla Liberazione.

di Giovanna Casadio

29 marzo 2021

(da https://www.repubblica.it/politica/2021/03/29/news/anpi_partigiani_governo_draghi_fascismo_ex_jugoslavia_risorgimento-294317919/)

Fonte: Anpi – https://anpi.it/a2451/

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