Grandi navi: Franceschini e Giovannini chiariscano

Un comunicato stampa del Consiglio dei Ministri, riunitosi il 31 marzo, preannuncia l’approvazione di un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti per la disciplina del traffico crocieristico su Venezia. Fuori le grandi navi dalla laguna, quindi? Non ancora, rimangono questioni cruciali che il governo deve chiarire quanto prima.

Ottima notizia, sembrerebbe. Nel Consiglio dei ministri del 31 marzo è stato approvato un decreto (ancora non pubblicato) sulla limitazione della navigazione delle grandi navi nella laguna di Venezia. Nel comunicato stampa del governo – unico testo per ora disponibile – si parla dell’“indizione di un concorso di idee, volto a raccogliere proposte e progetti di fattibilità tecnica ed economica per la realizzazione di punti di attracco utilizzabili dalle navi adibite al trasporto passeggeri superiori a 40mila tonnellate”. Il ministro Franceschini ha dichiarato che le grandi navi andranno fuori dalla laguna, ma questo nel comunicato non c’è scritto. Da quello che si sa il decreto parla di portare le navi fuori dalle “acque protette della laguna” (una definizione dalle fragili e ambigue basi giuridiche) e non fissa termini, se non per l’indizione del concorso. Vedremo il testo del decreto, quando sarà pubblicato.

Nel frattempo, il “comitatone” (il comitato interministeriale con il sindaco di Venezia e il presidente della regione Veneto) riunitosi il 21 dicembre scorso ha deciso che d’ora in poi le navi passeranno – in laguna – attraverso il cosiddetto “canale dei petroli” che da Malamocco arriva a Marghera: poco meno di 15 chilometri di canale, largo in certi punti fino a 200 metri e con una profondità che nel corso del tempo si è molto ridotta: nel mese di novembre sono iniziati gli scavi (durata prevista, un anno) per riportarla a 12 metri, scavando circa 700mila metri cubi di fanghi (inquinati).

In tempi normali le grandi navi da crociera che arrivano in laguna sono un migliaio. Sempre un migliaio sono le navi commerciali che transitano per il “canale dei petroli”. Un ingorgo pazzesco se dovessero passare per lo stesso canale. Ma fortunatamente questo non dovrebbe succedere perché, per motivi di sicurezza, il passaggio a senso alternato dovrebbe essere l’unica soluzione possibile, con la conseguenza di un rallentamento enorme del traffico.

Ma ci sono altri problemi importanti. Il “canale dei petroli” dovrebbe essere ulteriormente scavato, perché il pescaggio delle grandi navi è quasi al limite, e le chiglie rischiano di sfiorare il fondo del canale. Si tratterebbe di scavare milioni di metri cubi di fanghi inquinati, da trattare e smaltire in seguito. Poi bisognerebbe rimettere le mani ai bacini di evoluzione (dove le navi manovrano per attraccare), allargandoli e non di poco: quasi 150 metri in più rispetto alla dimensione attuale. Infine bisognerebbe adeguare le strutture portuali a Marghera: si tratterebbe di costruire le banchine lungo il Canale industriale e il canale Brentella per permettere l’attracco di 4-5 navi da crociera. Si stima una lunghezza di 1 km e 200 metri per ogni banchina. Nel “comitatone” di dicembre è stata resa nota la disponibilità di alcuni terminalisti del traffico container ad accogliere in via temporanea le navi da crociera, ma solo nei periodi di inattività. Analoga disponibilità è emersa anche dagli operatori del Canale Nord, ma solo dal 2022 e con lavori di adeguamento.

Al di là delle critiche delle associazioni ecologiste circa la sostenibilità ambientale di questi lavori, c’è da chiedersi quanto dureranno, se solo per gli scavi del canale appena iniziati si prevede la conclusione tra un anno. Se tutto va bene (poiché non si può bloccare completamente il traffico commerciale per Marghera) parliamo di lavori a scarto ridotto che possono durare fino a 2-3 anni.

L’unica soluzione, e speriamo questa sia la scelta del governo, è lasciare fuori le navi dalla laguna, facendole attraccare fuori dalle bocche di porto. Ma anche in cesto caso i più ottimisti dicono che per fare il nuovo terminal ci vogliono 2 anni e mezzo, noi crediamo molti di più. E poi c’è “il concorso di idee” (non ancora progetti) che vuole lanciare il governo e che – immaginiamo – durerà molti mesi: ma perché farlo se c’è già un progetto (Duferco) per portare le navi fuori dalla laguna, che ha superato la VIA e ha tutte le carte per essere scelto, naturalmente con le necessarie modifiche per renderlo più sostenibile?

Una domanda finale per Franceschini e Giovannini: nei prossimi 2-3 anni (pandemia permettendo) che serviranno ad approntare e sistemare la “soluzione Marghera” (anche solo nei prossimi 12 mesi che serviranno a completare lo scavo del canale) o a fare il terminal fuori dalle bocche di porto, le grandi navi ci passeranno per il canale della Giudecca, sì o no?

Fonte: Sbilanciamoci.info – https://sbilanciamoci.info/grandi-navi-franceschini-e-giovannini-chiariscano/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=grandi-navi-franceschini-e-giovannini-chiariscano

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