Il vaccino deve essere un bene comune per l’umanità

Abbiamo deciso di tradurre l’ultima newsletter di “Tricontinental: Institute for Social Research” – un istituto di ricerca internazionale, con sedi in India, Sudafrica, Argentina e Brasile. Buona lettura!


Tredicesima newsletter, 2021

Care amiche, cari amici,

Saluti dalla Tricontinental: Institute for Social Research

Secondo i numeri ufficiali, quasi tre milioni di persone sono state letteralmente uccise dal nuovo coronavirus (SAR-CoV-2) e più di 128 milioni di persone sono state contagiate con il virus, molte con ripercussioni durature sulla salute. Finora, circa l’1,5% della popolazione mondiale, formata da 7,7 miliardi di persone, è stato vaccinato, ma l’80% di loro proviene da solo dieci paesi. A febbraio, Tricontinental: Institute for Social Research ha messo in guardia sull’apartheid sanitaria che ha caratterizzato il lancio del vaccino.

Dal 1950, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il 7 Aprile celebra la Giornata Mondiale della Salute. Ogni anno, l’OMS sceglie un tema diverso per la giornata, e l’anno scorso è stato il sostegno a infermieri e ostetriche. Quest’anno, il tema è la costruzione di un mondo più giusto e più sano, che va al cuore dell’apartheid sanitario.

Il 1° aprile, la Settimana Internazionale di Lotta Anti-Imperialista ha pubblicato il Manifesto Internazionale per la Vita, che chiede “vaccini liberi per tutti i popoli”. La newsletter di questa settimana è dedicata al nostro Allarme Rosso n° 10, che – grazie al supporto di scienziati e medici – esamina la necessità di un vaccino popolare.

Allerta rossa nr. 10: Un vaccino per i popoli!


Cos’è un vaccino?

Le malattie infettive possono causare gravi patologie e morte. Chi sopravvive all’infezione spesso sviluppa una protezione a lunga durata dalla malattia. Circa 150 anni fa, gli scienziati scoprirono che le infezioni erano causate da microscopici ‘germi’ (che oggi chiamiamo agenti patogeni) che possono passare dagli animali agli esseri umani a da persona a persona. Può una piccola o debole porzione di questi agenti patogeni attivare cambiamenti nel corpo capaci di proteggere le persone da future infezioni gravi? Questo è il principio alla base dei vaccini.

Un vaccino, contenente molecole microscopiche che imitano parti di un patogeno dell’infezione, può essere iniettato nel corpo per attivare questa protezione preventiva contro la malattia. Anche se un vaccino protegge un solo individuo contro un solo agente patogeno, quando tanti vaccini sono considerati insieme in programmi di vaccinazione organizzati e su larga scala, diventano fondamentali per gli interventi a livello di comunità più ampie.

Non tutte le infezioni possono essere prevenute dai vaccini. Nonostante gli enormi investimenti finanziari, ancora oggi non abbiamo (e forse non avremo mai) vaccini affidabili per alcune malattie infettive – come l’HIV-AIDS e la malaria – a causa della complessità biologica di queste malattie. È stato possibile utilizzare in fretta i vaccini COVID-19 perché – per la maggior parte – sono basati su meccanismi biologici ben conosciuti in situazioni di malattie meno complesse. I vaccini sono una misura importante per contenere le epidemie infettive. Ciononostante, i cambiamenti genetici nel microbo infettivo possono rendere i vaccini inefficaci e rendere necessario lo sviluppo e la diffusione di nuovi vaccini.


Perché i vaccini COVID-19 non vengono forniti a tutti i 7,7 miliardi di persone nel mondo?

Poco tempo dopo la comparsa del nuovo coronavirus (SAR-CoV-2), le autorità cinesi hanno sequenziato il virus e condiviso le informazioni su un sito web pubblico. Gli scienziati di istituzioni pubbliche e private si sono affrettati a scaricare le informazioni per capire meglio il virus e trovare un modo sia per trattare i suoi effetti sul corpo umano che per creare un vaccino per immunizzare le persone contro la malattia. In questa fase, nessun brevetto è stato rilasciato su nessuna delle informazioni.

Nel giro di pochi mesi, otto aziende pubbliche e private hanno annunciato di avere dei candidati vaccini: Pfizer/BioNTech, Moderna, AstraZeneca, Novavax, Johnson & Johnson, Sanofi/GSK, Sinovac, Sinopharm e Gamaleya. I vaccini Sinovac, Sinopharm e Gamaleya sono prodotti dal settore pubblico cinese e russo (a metà marzo, la Cina e la Russia avevano fornito 800 milioni di dosi a 41 paesi). Gli altri sono prodotti da aziende private che hanno ricevuto finanziamenti pubblici a grandi quantità. Moderna, per esempio, ha ricevuto 2,48 miliardi di dollari dal governo statunitense, mentre Pfizer ha ricevuto 548 milioni di dollari dall’Unione Europea e dal governo tedesco. Queste ditte hanno utilizzato i fondi pubblici per produrre un vaccino e poi hanno tratto enormi profitti dalle loro vendite, assicurandosi ulteriori profitti con i brevetti. Questo è un esempio della speculazione sulla pandemia.

Le informazioni sul numero di vaccini venduti e trasportati in diverse parti del mondo cambiano rapidamente. Tuttavia, è ormai riconosciuto che molti paesi più poveri non avranno i vaccini per i loro cittadini prima del 2023, mentre il Nord del mondo si è assicurato più vaccini di quelli necessari – abbastanza per vaccinare le loro popolazioni per ben tre volte. Il Canada, per esempio, ha abbastanza vaccini per vaccinare i suoi cittadini cinque volte. Il Nord del mondo, con meno del 14% della popolazione mondiale, si è assicurato più della metà dei vaccini totali previsti. Questo si chiama accaparramento di vaccini o nazionalismo vaccinale.

Nell’ottobre 2020, i governi dell’India e del Sudafrica si sono rivolti all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) per chiedere una deroga temporanea agli obblighi di brevetto ai sensi dell’Accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale (TRIPS). Se l’OMC avesse accettato questa deroga, questi paesi avrebbero potuto produrre versioni generiche del vaccino da distribuire a basso costo per una vaccinazione di massa. Tuttavia, i paesi del nord del mondo si sono opposti, sostenendo che una tale deroga – anche nel bel mezzo di una pandemia – avrebbe soffocato la ricerca e l’innovazione (nonostante il fatto che i vaccini sono stati sviluppati in gran parte grazie ai finanziamenti pubblici). Il Nord del mondo ha bloccato con successo la richiesta di deroga all’OMC.

Nell’aprile 2020, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con altri partner, ha istituito il COVID-19 Vaccines Global Access o COVAX. Lo scopo di COVAX è quello di garantire un accesso equo ai vaccini. Il progetto è guidato dall’UNICEF; dalla GAVI, l’Alleanza Mondiale per I Vaccini ; dalla CEPI (Coalizione per le innovazioni in materia di preparazione alle epidemie); e l’OMS. Nonostante il fatto che la maggior parte dei paesi abbia firmato questa alleanza, i vaccini non vengono distribuiti al Sud del mondo in numero sufficiente. Uno studio del dicembre 2020 ha rilevato che, durante il 2021, quasi settanta paesi del Sud del mondo saranno in grado di vaccinare solo una persona su dieci.

Piuttosto che sostenere la deroga richiesta dall’India e dal Sudafrica, COVAX ha appoggiato una proposta di raggruppamento dei brevetti chiamata Covid-19 Technology Access Pool (C-Tap). Questo processo coinvolgerebbe due o più titolari di brevetti che si accordano per concedere in licenza i loro brevetti l’uno l’altro o a una terza parte. COVAX non ha ricevuto finora alcun contributo da aziende farmaceutiche.

Nel maggio 2020, l’OMS propose di avviare uno processo di solidarietà internazionale sul vaccino COVID-19 in cui stesso l’OMS avrebbe coordinato i siti di sperimentazione in più paesi. Questo avrebbe portato i candidati vaccini emergenti a far parte degli studi clinici in modo rapido e trasparente; sarebbero stati testati in più popolazioni e si sarebbero potuti fare confronti riguardo a potenzialità e limiti specifici. Sia i Big Pharma che i paesi del Nord si sono opposti a questa proposta.


Cosa servirebbe per produrre vaccini di base per 7,7 miliardi di persone nel mondo?

La produzione di vaccini varia in base all’effettiva piattaforma tecnologica richiesta per creare il particolare mimetismo dell’infezione da utilizzare per il vaccino specifico. Per i vaccini COVID-19, esistono diverse piattaforme che hanno avuto successo. Due di queste sono state i vaccini RNA (nel caso di Moderna) e i vaccini adenovirus (nel caso di AstraZeneca). Queste piattaforme tecnologiche sono resistenti, il che significa che se le conoscenze (compresi i segreti commerciali per la produzione del vaccino) e il personale qualificato fossero disponibili e le linee di produzione scalate ed efficienti, il vaccino potrebbe essere prodotto per tutte le persone. La parola ‘se’ è in corsivo perché questi sono gli impedimenti più importanti che derivano dalla logica capitalista dei diritti di proprietà intellettuale e dalle politiche a lungo termine che hanno minato il settore pubblico e il bene sociale.

Un approccio intermedio alla produzione di vaccini è la fabbricazione su larga scala di proteine mimiche in vasche di fermentazione (il vaccino Novavax, per esempio, è prodotto in questo modo). Per questa piattaforma, la capacità di assorbimento e il personale con competenze sono più diffusi. I problemi di controllo e garanzia di qualità sono più variegati da lotto a lotto in queste piattaforme, il che è un ostacolo per una produzione decentralizzata diffusa.

C’è un modo molto più semplice di produrre i vaccini: coltivare l’agente infettivo, inattivarlo (cioè renderlo non pericoloso), e iniettarlo nel corpo (come Covaxin, il vaccino sviluppato da Bharat in India). Ma qui ci sono dei problemi perché non è sempre facile inattivare l’agente patogeno nocivo pur mantenendolo intero per sviluppare gli anticorpi.


Cosa servirebbe per somministrare i vaccini a 7,7 miliardi di persone?

Per somministrare ampiamente i vaccini COVID-19 in tutto il mondo, dobbiamo considerare tre elementi:

1. I sistemi di sanità pubblica. Programmi di vaccinazione efficaci richiedono sistemi sanitari pubblici solidi. Ma questi sono stati smantellati dalle decennali politiche di austerità in molti paesi del mondo. Di conseguenza, non c’è un numero sufficiente di personale qualificato ed esperto per somministrare il vaccino; poiché si tratta di vaccini sensibili, la preparazione e la somministrazione del vaccino devono essere fatte da operatori sanitari pubblici formati (sia per garantire che il vaccino sia consegnato in modo ottimale sia per prevenire gli effetti collaterali).

2. Il trasporto e le catene del freddo. Poiché non sono disponibili linee di produzione di vaccini a livello regionale e nazionale, i vaccini devono essere trasportati su lunghe distanze. Alcuni vaccini COVID-19 che richiedono una catena del freddo sono semplicemente inutilizzabili in gran parte del Sud del mondo.

3. Sistemi di monitoraggio sanitario. Infine, ci devono essere sistemi ben sviluppati per monitorare l’impatto del vaccino. Questo richiede un controllo a lungo termine, del personale sanitario e delle tecnologie che spesso mancano nei paesi più poveri svantaggiati dall’ordine economico globale.

Vale la pena leggere e far girare la Dichiarazione di Alma-Ata (1978) sull’assistenza sanitaria primaria e la Carta del Popolo per la Salute (2000), entrambe dichiarazioni molto significative per un approccio forte e umano all’assistenza sanitaria. Quest’ultima chiede il rifiuto dei brevetti sulla vita, che include i brevetti sui vaccini. Non c’è alternativa al vaccino del popolo, non c’è alternativa alla vita rispetto al profitto.

Con affetto,
Vijay

Chi è Vijay Prashad?

Fonte: Potere al popolo – https://poterealpopolo.org/il-vaccino-deve-essere-un-bene-comune-per-lumanita/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=il-vaccino-deve-essere-un-bene-comune-per-lumanita

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