Caso Trapani: atto grave!

L’inchiesta di Trapani sulle Ong svela una tecnica di intercettazioni a strascico che coinvolge decine di giornalisti e un avvocato, tutti ascoltati su dati sensibili e personali, assolutamente ultronei al procedimento. Il racconto, raggelante, è contenuto nell’articolo pubblicato da Andrea Palladino su “Il Domani” e parte dal “pedinamento” di Nancy Porsia, massima esperta di Libia e tra i cronisti che con costanza seguono cosa sta accadendo nel Mediterraneo nonché il lavoro delle Ong.


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La denuncia apparsa oggi sul Domani riguardante l’opera di intercettazione e dossieraggio attuata da una società privata di security e recepita dalla procura di Trapani e dallo Sco dei carabinieri è gravissimo e lede i principi fondamentali a tutela del giornalismo e in definitiva dell’articolo 21 della Costituzione.

E’ inaudito che ad essere intercettata sia stata, tra molte altre persone macchiatesi del reato di solidarietà, anche la giornalista freelance Nancy Porsia, già oggetto di attacchi e pressioni di ogni genere per la sua preziosa e puntuale attività di inchiesta sui traffici nel Mediterraneo a danno dei migranti e sulle coperture degli Stati europei.

Ancora più grave che sia stata ascoltata mentre parlava con la sua avvocata, Alessandra Ballerini, da sempre in prima fila in difesa di giornalisti, attivisti e cittadini bersaglio di repressione e abusi, anche delle forze dell’ordine nel nostro paese e all’estero.

Ma è inaccettabile che queste intercettazioni, di per sé lesive dell’art. 200 del Codice di procedura penale e dell’articolo 138 del Codice della Privacy, nonché dell’articolo 2 della legge 69/1963 che tutela e stabilisce anche l’obbligo dei cronisti di proteggere fonti e informazioni di cui vengono in possesso, sia avvenuto da parte di una società privata e poi recepito dai corpi inquirenti, entrando a far parte di un fascicolo giudiziario, che almeno nelle intenzioni di chi ha avviato l’inchiesta avrebbe dovuto ricostruire un presunto complotto dove in realtà si assisteva all’azione di salvataggio e assistenza di vite umane e allo svolgimento del lavoro giornalistico di verifica dei fatti sul campo.

Nelle intercettazioni pubblicate nel fascicolo emergerebbe persino, proprio nelle conversazioni tra Porsia e Ballerini, il riferimento ad Articolo21 e a Beppe Giulietti, presidente della Fnsi, cioè del sindacato che si è esposto negli ultimi anni a difesa del diritto di cronaca, di croniste e cronisti sotto attacco e del diritto dei cittadini ad essere informati correttamente e senza costrizioni. Ci chiediamo se anche questo sia stato interpretato come un’aggravante rispetto al ruolo della collega nella vicenda al centro delle indagini.

Siamo certi che la Procura di Trapani vorrà fare chiarezza fino in fondo sulle responsabilità penali dirette e dei mandanti di un’operazione di dossieraggio che crea anche un’ombra sull’azione di istituzioni di governo almeno per una passata gestione.

Articolo21 sarà sempre al fianco di Nancy Porsia e dell’avvocata Alessandra Ballerini, così come del presidente Giulietti, e non si lascia intimidire da tentativi di depistaggio e inquinamento della verità dei fatti dal chiaro obiettivo politico: minare i principi costituzionali alla base della nostra Repubblica.

Elisa Marincola
Paolo Borrometi

Articolo21

2 aprile 2021

Fonte: Perlapace.it – http://www.perlapace.it/caso-trapani-atto-grave/

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