Pagliarulo: “Un 25 aprile di memoria attiva contro chi tenta di cancellare il passato”

(AGI) – Roma, 2 apr. – Un memoriale on line della Resistenza, con interviste video ai partigiani, e poi una serie di iniziative simboliche sui territori, sempre nel rispetto delle norme di prevenzione del Covid. Lo scorso anno il 25 aprile, la festa della Liberazione, è caduto durante il primo lockdown per fronteggiare la pandemia. Anche quest’anno non sarà possibile realizzare le consuete manifestazioni di piazza, viste le restrizioni imposte dal contenimento della pandemia, ma ci sarà comunque un calendario di appuntamenti in tutta Italia. “Proveremo a seguire una linea simile a quella dello scorso anno, con alcune novità: nei giorni che precedono il 25 aprile verrà inaugurato il memoriale della Resistenza, una piattaforma on line, con interviste video a dei partigiani curate da Gad Lerner e Laura Gnocchi, confluite in un volume ‘Noi partigiani’ pubblicato lo scorso anno da Feltrinelli“, spiega a colloquio con l’AGI il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo. “Sarà il primo mattone – aggiunge – del Museo Nazionale della Resistenza in corso di realizzazione a Milano, di cui questo memoriale farà parte. Poi ad una certa ora il 25 aprile organizzeremo un forte momento simbolico in presenza. E non mancherà un’attività di memoria sui social e iniziative nei territori, legate a cerimonie statiche, con deposizioni di corone alle lapidi ai caduti“. Tutto, sottolinea il presidente dell’Associazione dei Partigiani, “rispettando rigorosamente le norme anti Covid“, perché “rispetto a 12 mesi fa, quando c’era paura per questo nuovo virus ma anche orgoglio, ora c’è più stanchezza nella popolazione”.

Il 25 aprile però resta per l’Anpi “un punto fondamentale di memoria”. Pagliarulo ricorda che “la genealogia del nostro Paese ha una serie di date fondamentali: il 17 marzo 1861 con la proclamazione dello Stato unitario; il 1849 con la Repubblica Romana e la sua Costituzione molto avanzata, rileggiamone l’articolo 1 che nei contenuti somiglia a quello della nostra carta costituzionale; e poi naturalmente il 25 aprile“. L’antifascismo è una pratica quotidiana che l’Anpi porta avanti con attività culturali, soprattutto nelle scuole. È di oggi un nuovo striscione di matrice neofascista, in provincia di Savona, che invita a mandare l’Anpi “fuori” dalle scuole. “Noi invece pensiamo – aggiunge Pagliarulo – sia necessario essere presenti nei luoghi di formazione. Stiamo assistendo ad un tentativo di rimuovere la memoria. Sepulveda disse che ‘un popolo senza memoria è un popolo senza futuro’, oggi c’è un tentativo di cancellare il passato, una situazione paradossale in cui si cerca di asservire la storia alla politica, e questo non va bene“. (AGI)

Una settimana fa il monumento alla Camilluccia, a Roma, in memoria di Walter Rossi, giovane militante di Lotta Continua ucciso a colpi di pistola in un agguato, nel 1977, è crollato. La stele presumibilmente si è spaccata a seguito di un deterioramento strutturale in parte provocato da una maldestra opera di manutenzione comunale. Ora l’Anpi auspica che tutte le istituzioni, dal Municipio fino al Quirinale, si occupino di sistemare la stele. “Io mi auguro che tutte le istituzioni provvedano al più presto al ripristino di quel monumento che ci parla di umanità, politica e criminalità“, spiega all’AGI Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale dell’Anpi. Proprio il 25 aprile a piazza Walter Rossi si dovrebbe svolgere una delle iniziative dell’Anpi assieme all’associazione dedicata alla memoria del giovane. E in molti non solo sperano ma auspicano che già per quel giorno di celebrazione l’opera di restauro possa restituire il monumento alla Capitale.

Walter Rossi era un militante di Lotta Continua – prosegue Pagliarulo – fu ucciso da un colpo di pistola da un agguato di matrice fascista mentre svolgeva un volantinaggio. Questa storia ci parla ancora un volta della natura della cultura fascista. Non si può non notare che il fascismo nasce dalla guerra e vive di aggressioni e violenza: Libia, Spagna, Etiopia, Albania, l’ingresso in guerra contro Francia e Gran Bretagna, l’invasione della Grecia, quella della Jugoslavia e poi la campagna di Russia. Anche in politica interna, prima abbiamo avuto lo squadrismo, poi i tribunali speciali“. Secondo il presidente dell’Associazione dei Partigiani, “il tema della violenza come forma di relazione con l’avversario che inesorabilmente diventa nemico” caratterizza il fascismo. “Il grumo culturale del fascismo – conclude – è sempre lo stesso, dal ventennio agli anni Settanta, e oggi col nuovo vestito del neofascismo contemporaneo. Tutto questo noi vorremmo archiviarlo ricordando il 25 aprile“.

Fonte: Anpi – https://anpi.it/a2452/

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