L’Azzurro Scipioni sarà salvato. Ma sui luoghi di cultura i doveri sono dello Stato e non delle banche
L’Azzurro Scipioni sarà salvato. Ma sui luoghi di cultura i doveri sono dello Stato e non delle banche

La Bnl ha emesso un comunicato stampa con il quale si annuncia l’intenzione di intervenire – attraverso una proposta di partnership di 5 anni – per salvare l’esperienza del cinema Azzurro Scipioni di Roma.

Certo non si può che essere felici se si riesce a salvare un luogo della cultura, e della storia della cultura, come l’Azzurro Scipioni.

Rifondazione comunista si è battuta per questo dal dicembre del 2020, da quando Agosti ha annunciato la chiusura della sua sala e la fine di una esperienza culturale unica non solo per Roma. Chiusura dovuta esclusivamente a motivi economici. Rifondazione comunista ha chiesto l’immediato intervento delle Istituzioni – Comune di Roma, Regione Lazio, Ministero della Cultura – per impedire “la fine di una storia e per garantire la continuità del lavoro culturale di una sala punto di riferimento per tutti i cittadini di Roma”. Silenzio delle istituzioni. Abbiamo promosso un “bombardamento” di mail sempre al Comune, alla Regione e al Ministero, ma sempre silenzio.

E nel silenzio delle istituzioni ecco spuntare la Bnl.

E si resta a dir poco sbalorditi a leggere che l’ex assessore alla cultura del Comune di Roma Luca Bergamo non solo si sente sollevato ma calorosamente ringrazia Luigi Abete e Jean Laurent Bonnafé – cioè la Bnl – per l’intervento di salvataggio dell’Azzurro Scipioni. Cioè per fare quello che lui e il Comune di Roma non hanno fatto.

Ci ricordiamo cosa è stata la Bnl per Cinecittà? I licenziamenti dei lavoratori, i tentativi di cementificazione dei terreni degli studios, i passivi della gestione? Bergamo si sente sollevato? Era così difficile per un assessore alla cultura della Capitale di questo paese fare quello che sta facendo ora una banca?

Rifondazione comunista continuerà con tutti i mezzi a sua disposizione la lotta contro le politiche di privatizzazione dei luoghi  e della produzione artistica e culturale e per rilanciare il ruolo dello Stato – in tutte le sue articolazioni – in quello che è un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione: l’accesso alla cultura.

Stefania Brai, responsabile nazionale cultura del Prc/Se

Michela Becchis, responsabile cultura Federazione di Roma del Prc/Se

Roma, 12 aprile 2021


 

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Fonte: Rifondazione Comunista – http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=46453

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