Friburgo, i sette impatti della Green City

“Facciamo noi il mondo cosi’ come ci piace”

Governata da un sindaco verde, gli abitanti trovano occupazione nei lavori puliti

Nel 1973 il governo tedesco voleva costruire vicino a Friburgo una centrale nucleare. Ma 27 persone crearono un nucleo di resistenza nonviolenta e progettarono le alternative attuali. Le misero in pratica. La centrale nucleare non fu piu’ costruita.

Friburgo ha 200 mila abitanti che diventano 220 mila con gli universitari. Non ha industrie pesanti ma ha 13 mila occupati nella green economy. E’ la capitale europea dell’energia solare.
La crisi economica non ha toccato l’economia locale, specifica con orgoglio un nostro accompagnatore.
Il partito dei Verdi e’ il primo in citta’ e oscilla fra il 30 e il 35%. Il sindaco e’ dei Verdi ed e’ stato rieletto una seconda volta. La giunta ha solo 4 assessori. I verdi sono cosi’ forti che la CDU hanno rinunciato a presentare un sindaco alternativo. Si parla addirittura di feeling fra Verdi e CDU a Friburgo perche’ questa impronta ecologista e’ riuscita ad attrarre i colossi economici della green economy.

Tram, facciamo 3 chilometri. Visita a Vauban. Quartiere autocostruito.
Mercatino bio di fronte alla caserma diventata centro sociale.
Case “passive” con tecniche di isolamento avanzatissime, le bollette vengono tagliate del 90%. Coloratissime, una diversa dall’altra.

Pannelli solari esibiti sui tetti come simbolo di orgoglio assieme alla bandiera gialla “nucleare, no grazie” con il sole che ride rosso.

A Vauban c’è verde ovunque e tanti spazi attrezzati per far giocare i bambini.

Nelle strade laterali le auto devono andare a meno di 7 km/h e dare la precedenza a tutti, ma ci entrano solo per carico-scarico. Grandi parcheggi piazzati ai margini del quartiere. Bici parcheggiate ovunque. Coppie giovani con bambini piccoli. Quartiere giovane. Tanti bambini in monopattino. Silenzio assoluto.

Susi, associazione di Friburgo

Multi-impatto!
Non e’ solo una citta’ ma una esperienza di anticipazione del futuro; nel tempo indicativo esiste il ‘futuro anteriore’ e Friburgo e’ qualcosa che viene prima del futuro.
Vorrei raccontare i sette impatti che ha avuto su di me, da quelli immediati visivi e uditivi a quelli psicologici, delle sensazioni.

Il primo impatto e’ quello di un’intera citta’ che va in bicicletta. Soprattutto giovani, molte ragazze. Non pedalano indolenti ma ci danno dentro e sembra che ne provino piacere. Bisogna stare attenti perche’ la citta’ e’ piena di piste ciclabili e i ciclisti sfrecciano silenziosi.

Il secondo impatto e’ quello del silenzio. Le tante biciclette e il pochissimo traffico (e’ raro vedere auto nel centro urnano) rendono Friburgo una citta’ silenziosa. In alcuni punti il silenzio e’ totale, c’e’ solo il fruscio delle biciclette, la gente parla sottovoce e si sente in sottofondo il gorgogliare dei riscelletti che scorrono paralleli ai marciapiedi. Nessun motorino rompe la beatitudine del silenzio.

Il terzo impatto e’ dato dai tram elettrici, più’ alti che larghi, colorati e dalle forme a volte somiglianti a quelle di un drago. Puntualissimi e frequenti. Non rimpiangi l’auto.

Il quarto impatto e’ quello della socialita’. La citta’ sembra coesa, giovane, pulsante, promotrice del proprio cambiamento. Tanti bambini in giro, che vengono a volta portati su un carrozzino trainato a rimorchio dalla bici (per i bambini deve essere un’esperienza magnifica essere portati a spasso ora a mano ora in bici con lo stesso “calessino”), le aree giochi sono disseminate per la citta’ e i bambini possono costruire castelli di sabbia, andare sull’altalena, sui cavallucci a dondolo, e cosi’ via.
Il centro di Friburgo

Il quinto impatto e’ quello del verde: tanto. Per ogni ettaro di case c’e’ un ettaro di verde. E nel verde ci sono le aree attrezzate per i bambini. La Foresta Nera entra nella citta’. E una ragnatela di ruscelli scorrono fin nel centro storico, costeggiando i marciapiedi.

Il sesto impatto e’ quello della sicurezza. Non ho visto poliziotti per un bel po’ di giorni.

Il settimo impatto e’ quello della bellezza, con i graziosi lineamenti delle case, con una storia secolare alle spalle che è valorizzata, benche’ la seconda guerra mondiale abbia distrutto gran parte della citta’.

Fonte: Peacelink.it – https://www.peacelink.it/ecologia/a/36636.html

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