Rifondazione: Gravi dichiarazioni di Prodi, incapace di riflettere sui danni che ha fatto al paese
Rifondazione: Gravi dichiarazioni di Prodi, incapace di riflettere sui danni che ha fatto al paese

Il professor Prodi che definisce Salvini “bertinottizzato” conferma che la principale causa del mancato compromesso tra Rifondazione e l’Ulivo fu proprio lui.

Bertinotti non è più iscritto da anni a Rifondazione e non ha bisogno di avvocati difensori. Rispondiamo a Prodi perché quella è storia collettiva di un partito che democraticamente fece una scelta di coerenza andando controcorrente e pagando un prezzo enorme per aver detto la verità forse troppo in anticipo sui tempi.

È molto grave che Prodi paragoni i comunisti a un partito di estrema destra vicino a Orban, Trump e Le Pen.

Approfittiamo per fare chiarezza su una vicenda su cui fummo massacrati da un coro mediatico che fece leva sui sentimenti del popolo di sinistra che in buona fede chiedeva unità contro le destre. Quel popolo dovrebbe riflettere sul fatto che dopo avergli fatto digerire ogni possibile rospo in nome della lotta contro Berlusconi il centrosinistro ha sostanzialmente realizzato tutti i principali punti del programma del Caimano con cui condivide il governo per la quarta volta. L’allievo di Prodi Letta ci ha in questi giorni informato che considera Forza Italia un possibile alleato anche per il futuro.

Se nel 1998, durante il suo governo, Rifondazione Comunista decise di non continuare a regalare voti a un governo che privatizzava e precarizzava non fu per il “timore di perdere consenso”, perché la rottura sottopose il Prc a un attacco violentissimo. Rompemmo perché quel governo portava avanti un impianto programmatico che andava contro gli interessi di lavoratrici e lavoratori, di precari e disoccupati, perché si operava una trasformazione liberista del centro sinistra seguendo i dettami di trattati europei che Rifondazione ha il merito storico di aver criticato in anticipo. E se si vogliono proprio fare paragoni, fu il suo governo ad attuare il blocco navale contro i profughi albanesi in maniera altrettanto più cruenta dei “porti chiusi” del leader leghista. Vogliamo ricordare l’unico caso di affondamento di un barcone di immigrati ad opera della marina militare?

Prodi dovrebbe guardarsi allo specchio e riflettere sui danni che ha prodotto. Sulle privatizzazioni ha già ammesso che sono state un fallimento. Dovrebbe dire altrettanto della precarizzazione del lavoro.

I dati ci dicono che dal 1995 a oggi l’Italia è diventato un paese molto più disuguale. È responsabilità delle politiche condivise dai due poli se in Italia si è prodotta secondo i dati di uno studio pubblicati in questi giorni una polarizzazione tra un 50% della popolazione che possiede lo 0,4% della ricchezza e il 10% che ne possiede il 60% con lo 0,1 che ne controlla il 10. Abbiamo perso un quarto della nostra base produttiva, abbiamo bassi salari, un milione di dipendenti pubblici meno del resto dei paesi europei, precarietà diffusissima, alta disoccupazione e il professore continua a offendere chi a sinistra mise in guardia dal disastro. Il professore dimentica che Rifondazione Comunista non si era presentata alle elezioni in alleanza e non faceva parte del suo governo. Per due anni diede appoggio esterno con fin troppa generosità unitaria votando persino provvedimenti come il pacchetto Treu che andavano contro i suoi principi. Prodi pretendeva che Rifondazione supinamente accettasse un programma che non era il proprio e rifiutò di accettare proposte come la riduzione d’orario di lavoro a parità di salario che in altri paesi come la Francia governi progressisti stavano approvando. Prodi invece di accettare di dover fare i conti con un partito di sinistra pensò di organizzarne la scissione con risultati tragicomici.

Gli facciamo presente che Biden per avere il sostegno di Sanders e Cortez ha dovuto far proprie una parte delle loro proposte e che il Portogallo, primo paese europeo a presentare il proprio Recovery Plan in Europa, è governato da un centrosinistra con appoggio esterno dei nostri compagni del Pcp e del Bloco de Esquerda.

Il centrosinistra italiano ha teso col maggioritario invece a radere al suolo la sinistra radicale negandone persino la legittimità delle ragioni.

Il risultato è che abbiamo un paese più povero, ingiusto e con l’estrema destra che supera il 40%.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale PRC-S.E.

Fonte: Rifondazione Comunista – http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=46646

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