La gente morta “dopo” la pizza all’ananas e l’oscurantismo del tecnomedioevo

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Un sito di informazione sensazionalistica acchiappaclick annuncia con enfasi di poter rivelare “in esclusiva” dei dati che in realtà sono pubblici e pubblicati su internet dalle autorità sanitarie del governo britannico. Il titolo è da brividi: “Reazioni ai vaccini, dati governo inglese. 502 morti, 87387 reazioni, 43 ciechi“.

L’inganno è palese: far credere che i morti DOPO il vaccino siano morti PER il vaccino, una propaganda antiscientifica che si potrebbe replicare, con lo stesso livello di credibilità e accuratezza, mettendo in guardia la popolazione sui casi di persone morte dopo aver messo l’ananas sulla pizza.

In breve, messa così si dà a intendere al lettore che sono morte 502 persone per reazioni ai vaccini. Ma messa così mi puzza tanto di bufala. E allora faccio quello che si fa nel giornalismo: uso la logica, mi pongo delle domande, faccio verifiche e attivo la mia rete di contatti, che per mia fortuna comprende una ricercatrice scientifica in virologia.

Innanzitutto la logica: di fronte ad una strage di tali proporzioni, come mai ne dà notizia soltanto il sito già noto per altre discutibili iniziative di disinformazione? Poi le domande: che cosa dice esattamente quel documento in inglese che mi viene sventolato davanti come se fosse la prova di una strage farmacologica?

E qui interviene la conoscenza altrui, quella che a me manca, strumento prezioso per risparmiare errori a giornalisti in delirio di tuttologia. Che cosa è una tabella di “drug analysis”? A che serve? Come si compila? Che cosa indica esattamente il numero di “TOTAL FATAL OUTCOMES” in fondo alla lista, e come va interpretato quel “totale degli esiti fatali”?

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Io non ne ho idea, e quindi prima di dire che quel numero indica le persone morte come diretta conseguenza della vaccinazione chiedo conferma alla mia amica scienziata, alla quale mi tocca garantire l’anonimato per il clima di medioevo tecnologico che potrebbe scatenare sui suoi profili social l’odio delle orde di mentecatti fomentati dalla disinformazione pseudoscientifica. La chiameremo Rita, in omaggio a quella scienziata che il fondatore di uno dei tanti partiti di governo aveva apostrofato come “anziana meretrice” in termini più coloriti, prima di essere condannato in via definitiva per questo epiteto.

Dopo aver confermato che “il titolo dell’articolo che mi hai segnalato è assolutamente fuorviante” e chiedendosi “con che coraggio ed etica si possano scrivere titoli e articoli così”, Rita mi spiega che i “drug analysis report” sono dei registri che si usano nella farmacovigilanza per documentare e tenere sotto controllo le reazioni avverse di un farmaco, perché queste reazioni a volte si manifestano solo quando il farmaco viene utilizzato su larga scala. Sono un monitoraggio di sicurezza, non un bollettino di guerra.

La prima cosa da sapere su questi conteggi è che il numero degli “esiti fatali” non è il numero dei soggetti morti PER il vaccino, ma il numero dei soggetti morti DOPO il vaccino, che possono essere morti per qualunque ragione. E la prima cosa da fare quando si fa giornalismo onesto è non spacciare la posteriorità come se fosse un nesso certo e stabilito di causalità tra due eventi, evitando di tracciare rapporti di causa-effetto con suggestioni, allusioni o titoli fuorvianti.

Altrimenti io potrei dire che c’è tanta gente morta dopo aver messo il parmigiano sulla pasta al tonno, ma seminando il panico con questi trucchi non avrei reso un buon servizio a chi mi legge, men che meno alla verità: avrei servito soltanto i miei preconcetti in materia di accostamenti alimentari che non ho mai sperimentato di persona.

La seconda cosa da sapere è che il dato sul numero degli “esiti fatali”, per quanto suggestivo sul fronte giornalistico, ha senso dal punto di vista scientifico solo se confrontato con un altro gruppo di persone non vaccinate con caratteristiche sociodemograficihe simili, per verificare se in questo gruppo ne sono morte di più, di meno o se l’incidenza dei morti tra i non vaccinati è analoga a quella tra i vaccinati.

E facendo questo tipo di verifiche, i primi dati sulla popolazione dei vaccinati sembrano confermare che i vaccini anti-Covid-19 non regalano l’immortalità, ma comunque riducono la possibilità di morire con i polmoni che implodono per un virus già sconfitto in laboratorio, come sembra confermare uno studio pubblicato di recente dal British Medical Journal sulle persone vaccinate in Scozia.

Il messaggio che Rita mi affida per recuperare chi ha ceduto alle sirene del sensazionalismo antiscientifico è molto chiaro: “tranquillizza chi conosci e vaccinatevi, che qui stiamo nella cacca e non ne possiamo più“, dove il “qui” è la linea del fronte della ricerca scientifica e del trattamento dei casi di Covid-19.

Per sostenere chi opera su questa difficile linea del fronte dovremo pretendere da noi stessi almeno il coraggio dimostrato da Margaret Keenan, che l’8 dicembre scorso, alle 6.31 del mattino e alla veneranda età di 90 anni, ha dato il via in Inghilterra alla campagna mondiale di vaccinazione contro il Covid-19, alla quale hanno già aderito 355 milioni di persone, di cui 81 milioni hanno già ricevuto la loro seconda dose.

Ma purtroppo oltre alle prove di coraggio c’è anche chi sta dando prove di paura e oscurantismo, come i dirigenti scolastici dell’istituto che ha negato ai propri studenti un incontro già annunciato e programmato con il professor Giacomo Gorini, uno dei ricercatori che ha sviluppato il vaccino Oxford/Astrazeneca.

Gorini ha commentato pubblicamente la vicenda rilevando che “siamo al punto in cui la presenza di uno scienziato che si è limitato a fare il proprio lavoro in un’emergenza mondiale (non primo fra tanti altri colleghi di valore inestimabile) non è gradita all’interno di una scuola. L’annullamento non è deciso dagli studenti, però a rimetterci sono proprio loro: alla loro età io avrei fatto carte false per parlare con uno scienziato che è stato a NIH, Cambridge, Oxford”.

In questo “tecnomedioevo postmoderno”, quello che ci spaventa non cerchiamo di capirlo, ma lo demonizziamo, lo scomunichiamo e lo mettiamo al bando dalle nostre comunità. Nel frattempo diamo credito a ciarlatani e venditori di olio di serpente che giocano con le nostre paure, percezioni e suggestioni. Teniamoci forte, e speriamo che quest’era finisca presto.

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Fonte: Matita Rossa – http://gubitosa.blogautore.espresso.repubblica.it/2021/03/14/oscurantismo/

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