Stragi in mare e respingimenti: come arrivare a un Patto europeo per l’immigrazione?

Cosa chiede la società civile all’Europa, convinti che siamo tutti sulla stessa barca davanti un fenomeno come quello migratorio che oggi si presenta, ancora una volta, nella propria drammatica complessità alla luce anche degli ultimi eventi avvenuti nel Mediterraneo Centrale, tra questi il naufragio del 22 aprile con oltre 120 morti. Saranno questi alcuni dei temi che saranno affrontati da Luca Jahier, già Presidente del Cese, con Juan Fernandez López Aguilar, Presidente della Commissione per le libertà civili del Parlamento Europeo, nella seconda puntata de I dialoghi con l’Europa di Vita.

Come arrivare quindi a un Patto europeo per l’immigrazione? Lo abbiamo chiesto a Filippo Miraglia, responsabile area sociale, immigrazione e internazionale dell’Arci che sintetizza alcune delle proposte della società civile all’Europa. In generale si chiede di «riformare le politiche europee introducendo canali d’accesso legale per ricerca di lavoro e protezione» e di «riformare il regolamento Dublino secondo le indicazioni che il Parlamento aveva votato nella scorsa legislatura, ossia cancellando il principio del Paese di primo approdo e introducendo quello per il quale chi arriva in un Paese UE chiede asilo all’UE e non al singolo Paese e la ripartizione avviene secondo principi di equità e rispettando le esigenze dei richiedenti asilo».

Il secondo aspetto riguarda il sistema dei salvataggi che non può essere affidato alla guardia costiera libica, quindi la società civile chiede di «organizzare, come avanzato anche dall’UNHCR, un programma europeo di ricerca e salvataggio, prendendo esempio dall’esperienza di Mare Nostrum», e ancora «cancellare ogni accordo di esternalizzazione delle frontiere e condizionare gli aiuti allo sviluppo al rispetto dei diritti umani e non al controllo delle frontiere»; «prevedere la presenza di organizzazioni indipendenti alle frontiere marittime, terrestri e aeroportuali per consentire un accesso ordinario e senza limitazioni al diritto d’asilo nell’UE».

L’altro tema centrale riguarda l’accesso al lavoro e alla protezione quindi le associazioni chiedono di «reintrodurre l’integrazione come elemento centrale delle risorse europee destinate all’immigrazione (il fondo europeo prima di chiamava AMIF e la I stava per integrazione, adesso si chiama fondo asilo e immigrazione e hanno tolto per scelta la parola integrazione, ridimensionando il ruolo delle azioni connesse e aumentando in maniera vertiginosa la spesa per rimpatri e esternalizzazione».

Credit foto: Sos Mediterranee

Fonte: Vita.it – http://www.vita.it/it/article/2021/05/03/stragi-in-mare-e-respingimenti-come-arrivare-a-un-patto-europeo-per-li/159206/

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