Driss #verbamigrant

Ciao! Sono a Trieste: ce l’ho fatta!

Impossibile tradurre l’emozione che si prova nel rincontrare in Europa una persona conosciuta dall’altra parte della fortezza Europa, bloccata per mesi ai confini Ue, sistematicamente e illegalmente respinta.

Abbiamo conosciuto Driss in una missione umanitaria in Bosnia.

Driss è nato e cresciuto a Casablanca. Controlliamo il prossimo volo per la capitale economica del Marocco: Wizz Air, 4h e 10′, a 93,89 euro.

Driss per arrivare a Roma ha impiegato 1 anno e sette mesi. Non avendo i 3500 euro pretesi dai trafficanti per attraversare il Mediterraneo, ha dovuto intraprendere un viaggio apparentemente senza senso, lungo la Rotta balcanica, nel rispetto della legge dei Passaporti potenti e di quelli che invece non contano nulla:

✈ l’unico volo possibile, quello per Istanbul, dove Driss brucia il suo passaporto per impedire che, nei frequenti episodi di rapina ai danni delle persone in transito, gli venisse rubata l’identità

👣 a piedi, per 6 giorni, fino a Salonicco, in Grecia

🚌 bus fino a Castoria, al confine tra Grecia e Albania

👣 in cammino per 3 giorni fino a Korca

🚌 un bus per Tirana

🚌 un bus fino al confine tra Albania e Kosovo

👣 2 giorni di cammino alla volta di Pristina

🚌 Bus fino al confine tra Kosovo e Serbia

👣 2 giorni a piedi per raggiungere Belgrado

🚌 bus per il confine tra Serbia e Bosnia

👣 attraversamento del fiume Drina, verso Tuzla e Sarajevo

E poi lo spazio bianco: gli infiniti tentativi falliti di game, ovvero di valico della frontiera croata e di arrivo in Italia, senza essere intercettato dalle polizie di confine, picchiato, derubato e costretto a tornare in Bosnia.

Al penultimo tentativo, ero arrivato a 10 km da Trieste. Ma la polizia slovena mi ha fermato e respinto in Croazia; in Croazia mi hanno respinto in Bosnia, ma solo dopo avermi schiaffeggiato, preso a calci e rotto il telefono. Ma l’ultima volta, questa volta, sono stato baciato dalla fortuna

“Fortuna” significa camminare per sei giorni, nel terrore di essere identificati, lungo l’area di confine tra Bosnia e Croazia e restare nascosti per ore e ore, muoversi di notte, temere le delazioni di ogni privato cittadino incontrato lungo il viaggio. “Fortuna” significa riuscire ad arrivare indenni a Zagabria e lì indossare gli abiti più occidentali e più costosi che si è riusciti a trovare, così da sembrare un turista, un vacanziere e mimetizzarsi nella moltitudine. “Fortuna” significa riuscire a prendere un pullman per Pola e ritornare a camminare ininterrottamente, per 72 ore, nei boschi di Croazia e Slovenia, attraversando aree impervie perché poco battute, sfidando la notte, senza riuscire a trovare fonti d’acqua o acqua stagnante per ore e ore e nutrendosi, in tre, con una scatoletta di tonno.

Perché un italiano può andare in vacanza a Casablanca a poco prezzo e su un comodo volo ma un marocchino può fuggire dalla fame solo pagando migliaia di euro e affidando la propria esistenza alla criminalità organizzata.

Ora Driss è qui, ma il suo game non è finito. Il nostro ordinamento non prevede la concessione di protezione e la permanenza legale sul territorio italiano per chi fugge dalla fame. Chi fugge da miseria e povertà è chiamato migrante economico e il suo viaggio è rappresentato come l’arrogante pretesa di sfamare se stesso e la propria famiglia, guadagnando un po’ di più dei 4 euro al giorno ricavati dal carretto di verdure del papà di Idriss.

Mio padre è stato operato al cuore due anni fa. Da quel giorno non è più in forze ed io ho dovuto interrompere i miei studi per contribuire maggiormente al sostentamento della famiglia. Siamo così poveri che abbiamo diritto a uno sconto sulle cure ospedaliere di emergenza-urgenza. Solo chi è molto al di sotto della fascia di povertà ha questa copertura: l’operazione è costata 2mila euro. Per noi è stato un sacrificio economico enorme.

Fortunato

Verba Migrant, la Rubrica settimanale di testimonianze di Baobab Experience

Fonte: Baobab Experience – https://baobabexperience.org/2021/06/13/driss-verbamigrant/

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