L’aumento dei femminicidi e il ritrovamento del corpo di una bimba di 6 anni forse uccisa dal padre hanno scatenato un’ondata di proteste in tutta la Spagna

L’aumento dei femminicidi e il ritrovamento del corpo di una bimba di 6 anni forse uccisa dal padre hanno scatenato un’ondata di proteste in tutta la Spagna

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Venerdì scorso in tutta la Spagna, dalle grandi città ai piccoli paesi, migliaia di donne si sono riversate per le strade dopo il ritrovamento in un borsone a circa 5 km dalla costa dell’isola di Tenerife del corpo di Olivia, una bambina di sei anni scomparsa ad aprile insieme alla sorellina Anna, di un anno.

Gli investigatori sono convinti che le due bambine siano state uccise dal padre, Tomás Gimeno, al momento ricercato. L’uomo il giorno della scomparsa ha chiamato la moglie dicendole che non avrebbe più rivisto le figlie. Circa 800 persone, in maggioranza donne, sono scese in piazza a Santa Cruz de Tenerife, per protestare contro la violenza sulle donne e mostrare supporto alla madre delle due bambine, Beatriz Zimmerman.

Quello delle due sorelline è solo uno dei casi di violenza sulle donne che negli ultimi tempi si stanno susseguendo in Spagna. Pochi giorni fa è stato ritrovato il corpo della diciassettenne Rocío Caíz, scomparsa lo scorso 3 giugno da Martín de la Jara, un comune andaluso vicino Siviglia. Il fidanzato – con il quale aveva avuto un bambino – ha confessato di averla uccisa. Rocío è la 18esima donna a morire per mano del partner o ex partner in Spagna quest’anno.

Da quando il governo ha iniziato a raccogliere i dati sui femminicidi nel 2003, ne sono stati registrati 1.095. Dal 2013, 39 bambini sono rimasti vittime in casi di violenza domestica.

Il Guardian riporta una crescita dei casi dalla fine dello stato d’emergenza per COVID-19 il 9 maggio. Nelle cinque settimane successive, dieci donne sono state uccise dai compagni attuali o ex. Secondo gli esperti, potrebbe dipendere dal fatto che le donne provano a scappare da situazioni di abuso dopo la fine del lockdown. Solo nella settimana del 17 maggio, i femminicidi sono stati cinque.

«Avevamo avvertito che la violenza di genere era una pandemia nella pandemia. Mentre superiamo quella di COVID-19, stiamo scoprendo cosa si nasconde sotto», ha affermato durante un’intervista in radio Victoria Rosell, la delegata del governo contro la violenza di genere.

La crescita dei femminicidi e il ritrovamento del corpo di Olivia hanno scatenato un’ondata di proteste in tutta la Spagna, sotto lo slogan “Se toccano una, toccano tutte”.

«Ci stanno ammazzando e vogliamo essere vive. Abbiamo bisogno di un’educazione femminista sin dall’infanzia per combattere questa violenza, perché questi uomini non sono pazzi o malati», ha detto a El Pais Marta Carramiñana, che fa parte del movimento femminista di Madrid e della piattaforma 8-M, tra le organizzazioni che hanno deciso di convogliare nelle piazze la rabbia che stava montando sui social media. A Madrid circa duemila persone – in maggioranza donne, ma era presente anche qualche uomo e dei bambini – si sono riversate a Puerta del Sol. Tra i cartelli portati in piazza uno recitava: “Rocio, Olivia, Anna. Quando finirà? Quante ce ne saranno ancora?”

A Barcellona, circa 600 persone sono scese in piazza a protestare. Altre manifestazioni spontanee si sono tenute Siviglia – dove è stato creato un altare con delle candele per ricordare la diciassettenne uccisa dal fidanzato – in Galizia, nei Paesi Baschi, a Valencia.

Immagine in anteprima: frame video via El Pais

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Fonte: Valigia Blu – https://www.valigiablu.it/spagna-proteste-femminicidi/ – per l’indicazione esatta dell’autore fare riferimento a questo link che contiene il post originale.

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