L’acciaio, la decarbonizzazione e l’idrogeno

Ciclo produttivo dell'acciaio basato sul carbone.

Il Quotidiano di Puglia titola “Ex Ilva, il presente a idrogeno”. E poi: “Lucia Morselli, AD di Acciaierie d’Italia, accorcia i tempi: ‘Gli impianti in grado di produrre subito gas utilizzabile nel ciclo integrale’“.

Cosa c’è di vero in tutto ciò? Chiariamo subito.

1) L’idrogeno non è di per sé pulito: l’idrogeno si può ottenere da forti pulite e rinnovabili, oppure dal gas ma anche dal carbone.

2) L’Ilva, tramite ad esempio le cokerie e gli altoforni, ha sempre prodotto gas che sono poi stati riutilizzati per le esigenze del ciclo produttivo, ad esempio per le sue centrali termoelettriche.

Quello che dice la Morselli in partenza è vero. Ma non è vero ciò che sembrerebbe voler dimostrare, ossia che la cokeria può avere una funzione ecologica perché può servire a produrre idrogeno.

Ma perché bisognerebbe produrre idrogeno in un’acciaieria di nuova concezione? L’idrogeno servirebbe come agente “riducente” (da un punto di vista chimico) per produrre (partendo dal minerale di ferro) la cosiddetta “spugna di ferro” (il “preridotto”) che serve ad alimentare i forni elettrici EAF (Electric Arc Furnace). Il piano industriale di ArcelorMittal non prevede una abolizione del carbone (e quindi della cokeria e degli altoforni) ma una aggiunta dei forni elettrici EAF agli altoforni alimentati a carbon coke, il tutto per aumentare la produzione, senza ottenere una eliminazione delle emissioni connesse al carbone. Quindi il piano della Morselli non è un piano di “decarbonizzazione” ma di aggiunta dei forni elettrici (senza carbone) agli attuali altoforni (con il carbon coke).

La vera “decarbonizzazione” prevede però l’abolizione del carbone dal ciclo produttivo. Quello che propone invece la Morselli non è quindi la decarbonizzazione ma l’uso del carbone (e dei gas della cokeria) per produrre idrogeno, che serve a produrre spugna di ferro che serve a sua volta per produrre acciaio con i nuovi forni elettrici. Ma l’idrogeno così ottenuto non abbatte l’inquinamento. Facciamo un esempio? E’ come se un accanito fumatore, invece di smettere di fumare, dicesse al dottore: “Dottore, sto usando la sigaretta elettronica”. E il dottore: “Allora lei non fuma più le sigarette?” E lui: “Dottore, lei mi aveva detto di usare la sigaretta elettronica, mica di abolire le sigarette, e così io sto continuando a fumare i miei due pacchetti al giorno”.
Ciclo produttivo con maggiori dettagli (è presente anche il minerale di ferro)

Come si può notare la parola “decarbonizzazione” non viene usata dalla Morselli per togliere il carbone (e quindi cokerie e altoforni) ma per aggiungere al carbone anche i forni elettrici che però hanno necessità, alla base, del preridotto e dell’idrogeno prodotto, in ultima analisi, con il carbone. In tal modo l’acciaio della Morselli non si libera dalla dipendenza dal carbone ma ne accentua la subordinazione.

E adesso rispondiamo alla domanda: l’idrogeno che produrrebbe la Morselli riceverebbe i fondi europei? No, perché è prodotto dal carbone. Quindi i suoi annunci sull’idrogeno appaiono sostanzialmente “propaganda”. Infatti la parola “idrogeno” ha un appeal green, idrogeno è una bella parola che piace alla gente. E’ facile che gente poco informata abbocchi ad una finta decarbonizzazione che lascia intatti altoforni e cokeria, divoratori di carbone, pesantemente inquinanti e fonti di gas serra. Occorre sapere che l’idrogeno è un vettore energetico che non ci risparmia da inquinamento e cambiamenti climatici se viene prodotto a partire dal carbone e dalla cokeria. Perciò è importante capire se l’idrogeno viene prodotto con energie pulite e rinnovabili, o con il gas o con il carbone o addirittura con le cokerie che sono ancor peggio delle centrali a carbone come impatto inquinante per via delle emissioni non convogliate. Tutto questo è chiarissimo a chi ha le basi per comprendere, leggere e approfondire, ma non è per nulla chiaro a chi guarda solo i titoli dei giornali e si fida degli annunci.

 

Note: “Sull’ex Ilva stiamo lavorando in maniera molto accurata, con molto impegno. Dobbiamo pensare che andiamo verso un futuro dove la sostenibilità sarà un elemento essenziale e credo che immaginare una transizione fatta in tempi abbastanza rapidi per trasformare l’Ilva in una delle più grandi acciaierie del mondo potrebbe essere una delle sfide da raccogliere. Quindi dobbiamo guardare in questa direzione. Poi è chiaro che ci sono dei passaggi da fare, siamo a livello di titolo, ma mi pare abbastanza chiaro che si debba andare in quella direzione”.
Roberto Cingolani (Ministro della Transizione Ecologica)



ANALISI DEL PERIODO (notare i verbi “pensare”, “immaginare”, “guardare”, ecc.)



1) Ce la stiamo mettendo tutta perché siamo bravi e ve lo vogliamo dire.

2) Ci piacerebbe trasformare l’Ilva in una delle più grandi acciaierie del mondo puntando sulla sostenibilità; ci siamo “pensando” e stiamo “immaginando” delle soluzioni.

3) Stiamo “guardando” nella direzione giusta.

4) Ci chiedete se stiamo “facendo” qualcosa? No, “siamo a livello di titolo” (diamo ai giornali dei titoli da scrivere), però “mi pare” che quella sia la direzione giusta.



Devo dire che il ministro è molto sincero. Ammette che non stanno facendo nulla, però lui sta “pensando” con molto impegno e sta “guardando” nella direzione giusta! Che volete di più da un ministro che non sa che pesci prendere?

Fonte: www.peacelink.it – https://www.peacelink.it/editoriale/a/48580.html

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