Intervista a Iasonas Apostolopoulos, capo soccorritore Mediterranea e MSF
L’intervista di Argiris Panagopoulos è stata pubblicata sul quotidiano di SYRIZA “Avgi”

Iasonas Apostolopoulos, capo soccorritore Mediterranea e MSF:

L’EUROPA FINANZIA I CRIMINI CONTRO L’UMANITA’

È inaccettabile annullare la decorazione ad una persona per aver criticato il governo. Infatti, quando questo accade nel giorno dell’anniversario della caduta della giunta militare, con pressioni dietro le quinte e con tutta l’estrema destra in festa prima ancora che venga annunciata la decisione di annullare la decorazione, è evidente che l’estrema destra si è rafforzata al centro della scena influenzando anche due esponenti di centrodestra, come il ministro degli Esteri e fatto ancora più grave la presidente della repubblica, che si sono completamente sottomessi alla logica dell’esclusione dell’ estrema destra”, ha sottolineato Iasonas Apostolopoulos dalla nave dei Medici Senza Frontiere nel porto di Augusta, in Sicilia, nella quale è capo squadra dei soccorritori.
“Nell’Egeo, dopo il marzo 2002, è stata avviata per la prima volta al mondo una grande innovazione: la Guardia Costiera non solo non salva, ma crea anche dei naufragi. Le persone infatti arrivano sulle isole greche da sole e scompaiono”, ha aggiunto Iasonas Apostolopoulos, che si è distinto fuori dalla Grecia, lavorando sulla nave che partecipa ai soccorsi e che ha ricevuto anche gli elogi di Papa Francesco.

D: Abbiamo appreso nei giorni scorsi che sei un “critico aggressivo” ed è per questo che non dovresti prendere la medaglia dalla presidente della repubblica, ma visto che ti trovi nel porto di Augusta in Sicilia, mi hai fatto ricordare che i reati d’opinione esistevano solo durante il fascismo e che poi tutti sono diventati liberi cittadini.
Penso che non dovrebbero sottovalutare la gente. Molte persone si sono indignate, perché in pratica chiedevano un certificato di condotta sociale, la mia opinione doveva essere uguale alla loro o essere dichiarata come tale. Chi non è in linea con la politica statale deve essere eliminato. Questo è quello che ci hanno detto. Tra inclusione democratica ed esclusione di estrema destra, l’esclusione di estrema destra ha vinto ai più alti livelli dello Stato, ma fortunatamente non nella società. Sono rimasto sorpreso dalla solidarietà e dal sostegno che ho ricevuto in Grecia e non solo…
In definitiva, il paradosso sarebbe invece premiarmi, non non premiarmi, perché quello che facciamo ha un carattere politico molto forte, purtroppo, perché siamo arrivati al punto in cui salvare vite in mare è diventato un atto politico. Portiamo le persone fuori dall’acqua perché gli Stati “ufficiali” si rifiutano di farlo. Presidiamo un obbligo costituzionale degli Stati, ma le vite dei rifugiati e degli immigrati non contano come quelle degli europei. Vorrei che non dovessimo esistere e che le autorità facessero ciò che devono fare.

D: Oggi sei sulla nave dei Medici Senza Frontiere, perché la nave in cui stavi prima prima, la Mare Jonio, è stata sequestrata…
La persecuzione e la criminalizzazione dei salvataggi sono un altro importante problema nelle politiche anti-immigrazione dei governi europei. Ostacolare i soccorsi che effettuiamo aumenta il bilancio delle vittime nel Mediterraneo. Quando aumentano i morti in mare, pensano che funzioni da deterrente per l’arrivo di altri.
La criminalizzazione del salvataggio è iniziata nel marzo 2017 dal ministro del Pd Marco Minniti e dall’accordo da lui firmato con la Libia, ed è culminata con Matteo Salvini, che ha chiuso i porti e arrestava i comandanti delle navi, considerandoli complici dei trafficanti.
Cosa si può dire di fronte a queste miserie? Anche lo stesso Papa Francesco ha scritto una lettera a Luca Casarini, rivolgendosi a tutti noi che salviamo vite e non solo alla Mediterranea, dove eravamo al Mare Jonio, dicendoci che era accanto a noi. Il leader di una comunità religiosa così numerosa è anche lui un trafficante di immigrati?

D: Minniti vi chiamava “tassisti degli immigrati” e poi è arrivato Salvini…
Esattamente, è arrivata l’espressione più selvaggia delle stesse politiche. La politica è la stessa, ma assume forme diverse. Con il governo Draghi hanno trovato un modo più astuto per fermare le navi di soccorso, più tecnocratico, che ha a che fare con una funzione più burocratica della repressione statale.
Con le ispezioni dell’Autorità Portuale possono fermarci per una minima violazione, per qualsiasi irregolarità tecnica, relativa alla sicurezza dei profughi. Questo è il loro nuovo trucco. I porti non si chiudono con i deliri razzisti di Salvini. Ora ci viene detto che non hanno problemi con i salvataggi, ma controllano le navi in modo tale da impedire loro di navigare. È qualcosa di simile a quello che dice la Polizia Greca – ELAS, che butta i profughi in strada perché non vivono in condizioni adeguate negli edifici in cui vivevano. Stiamo parlando di situazioni orwelliane.

D: Tuttavia, vi accusano di collaborare con i trafficanti…
Se c’è qualcuno che collabora con trafficanti e le loro bande, sono gli stati europei ufficiali che finanziano apertamente e pubblicamente alcuni banditi con i Kalashnikov dalla Libia, persone che con innumerevoli prove sono coinvolte in rapimenti, torture, stupri, stupri di massa. In Libia abbiamo regolari mercati di schiavi, milizie che rapiscono le persone e le tengono in prigioni private e le vendono per ogni tipo di duro lavoro. Un immigrato africano si vende per circa 400 dollari.
Non ho salvato un solo africano subsahariano che non mi abbia detto che preferisce buttarsi in mare anzichè tornare in Libia. Quando ero sulla Mare Jonio, la maggior parte delle donne appena salite a bordo ci chiedevano un test di gravidanza per vedere se erano incinta per gli stupri subiti da molti diversi stupratori. Sfortunatamente, tutte e in massa le donne sono state violentate. Molte volte una donna viene violentata davanti al marito come tortura.
Quasi una volta al mese si fanno esecuzioni nelle carceri per “fare spazio”, giustiziando coloro che non vengono venduti. Stiamo parlando della stessa schiavitù del XVIII secolo. Queste bande sono finanziate dai governi e dalle autorità europee. L’Europa pensa che i centri di detenzione in Libia siano una leva per arginare il flusso di migranti a causa della paura e della reputazione “barbara” che hanno acquisito. L’Europa finanzia i crimini contro l’umanità.

D: Ora sei sulla nave di Medici Senza Frontiere, che, come dici tu, è appena stata liberata. Cosa significa questo?
La nave è nuova e ha appena salvato 410 rifugiati. La nave è un mostro nuovo di 78 metri con un eliporto, ed è la nave della società civile più moderna e navigabile che il Mediterraneo abbia mai visto. Tuttavia, hanno trovato delle irregolarità. Si tratta di controlli politici più che tecnici, da parte di un gruppo specializzato per le navi delle Ong, proveniente da Genova, in violazione delle disposizioni le leggi che prevedano che il controllo delle navi sia di competenza dei servizi portuali del porto in cui si trovano.

D: Che si parli del Canale di Sicilia o dell’Egeo, sembra che il Mediterraneo sia un cimitero aperto per l’Europa…
Questo è esattamente ciò che sta accadendo. La politica dell’Unione europea è comune alle sue frontiere e si basa sulla prevenzione, di trasformare i profughi e gli immigrati in illegali, di escluderli, vuole la non inclusione delle persone e il loro sfruttamento come manodopera a basso costo. Nulla a che vedere con la tutela dei diritti umani.
Lo si legge sui giornali e sui siti web di tutto il mondo sulla Grecia: “Arrivano le barche, la gente scompare”. Le autorità greche li catturano e li mettono in luoghi nascosti e magazzini e in breve tempo saranno nel bel mezzo dell’Egeo, in barche gonfiabili di salvataggio. Usano uno strumento di salvataggio per torturare le persone e rimetterle in pericolo. Parliamo di comportamenti mafiosi. Nell’ottobre 2020, dei rifugiati hanno chiamato l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati a Lesbo e gli è stato detto dove si trovavano. L’UNHCR ha informato le autorità greche e i profughi sono scomparsi. L’UNHCR è stata infine costretta a pubblicare annunci sulle sparizioni di migranti che erano entrati in contatto con l’Alto Commissariato dal territorio greco, con descrizioni dettagliate dei paesaggi e dei luoghi in cui si trovavano.

D: Hai detto molte volte sai quello che cosa sta succedendo in Grecia dai media stranieri che scrivono sulla situazione dei rifugiati.
In Grecia mi sembra che ci sia un’omertà. Un velo di silenzio, questa non è censura. Quello che sta succedendo sono crimini e anche gravi, come i rapimenti, e gli autori dovrebbero essere perseguiti.

D: Nessuna autorità giudiziaria sembra essere interessata alle denunce…
Sembra che non vogliono vedere o sentire. A parlare sono solo le Ong e soprattutto le piccole Ong, come Alarm Phone, Sea Watch e altre. Tutte queste ONG sono nel mirino dello Stato. Nel giro di un anno sono state effettuate tre operazioni di polizia contro le ONG a Lesbo, mentre non ci sono rifugiati. La gente solidale di Lesbo ha reso pubblici i respingimenti illegali. Solo Mare Liberum ne ha resi pubblici 300. Sono stati attaccati dalla Guardia Costiera Greca, la loro nave l’hanno fatta a pezzi e i loro laptop sono stati confiscati.
Apprendiamo che 35 persone solidali corrono il rischio di vedere le loro lotte criminalizzate e penalizzate, ma non abbiamo ancora visto alcun pubblico ministero procedere con azioni penali e incriminazioni. Vogliono solo intimidire e terrorizzare i solidali e le persone che gli stanno vicine. Stanno cercando di preservare la narrativa negazionista delle cattive ONG che stanno prendendo soldi da Soros e di distogliere l’attenzione dai rimpatri illegali portandola alle accuse contro le persone solidali.

Negli ultimi cinque mesi non sono mancate le buone notizie. Frontex è deferita a una causa storica davanti al tribunale dell’Unione europea per respingimenti in acque greche. La Grecia non osa parlare, ma il processo contro la Frontex è iniziato. Abbiamo cinque casi contro la Grecia presso la Corte di Strasburgo e uno presso il Tribunale dell’Aia per crimini contro l’umanità commessi dalla Grecia. La questione è aperta e ci sono molte voci in Europa che chiedono alla Grecia di fermare gli respingimenti illegali. L’unica speranza per un po’ di umanità in Europa non può che fondarsi su movimenti e solidarietà dal basso. A Palermo abbiamo cercato di unire e mettere ponti tra i movimenti del mare con quelli della terra. Le possibilità di accoglienza in Europa sono enormi. Ad esempio più di 100 città tedesche vogliono accogliere i rifugiati, ma il governo tedesco lo nega.

Fonte: Mediterranea – https://mediterranearescue.org/news/intervista-a-iasonas-apostolopoulos-capo-soccorritore-mediterranea/

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