Il nuovo Hibakusha

Una piccola notizia che passa in secondo piano, mentre commemoriamo il bombardamento di Hiroshima il 6 agosto di 76 anni fa. Una notizia silenziosa tra i media, che però ribalta l’anniversario al di là del solo ricordo storico e lo riporta ancora una volta alla sua concretezza.

Ma almeno questa volta, una notizia in positivo.


“Thirsty woman catching black rain in her mouth”

Ecco: un tribunale giapponese ha stabilito che le vittime della “pioggia nera” radioattiva che all’epoca vivevano al di fuori della zona di contaminazione ufficialmente riconosciuta, dovrebbero anch’esse venire incluse come “sopravvissuti” o “Hibakusha” ricevendo quindi gli stessi benefici statali. Un’alta corte di Hiroshima ha infatti riconosciuto, nella sua sentenza del 14 luglio 2021, che sono stati molti di più coloro che hanno sofferto a causa dell’esposizione alla “pioggia nera”, rispetto a quelle finora riconosciute come vittime.

Scrive Linda Pentz Gunter nel suo post su “Beyond Nuclear International”:

“Quando il verdetto è stato rilasciato per la prima volta il mese scorso, sembrava che il governo giapponese, sotto il primo ministro Yoshihide Suga, potesse impugnare la decisione. Invece, il ministro Suga ha dichiarato che il suo governo – imputato in questa causa – non avrebbe fatto appello e ha persino suggerito che la sentenza potrebbe essere estesa ad altre persone colpite oltre ai querelanti. Nel portale “The Asahi Shimbun” egli afferma che questo potrebbe includere anche gli esposti alle radiazioni a seguito del disastro nucleare di Fukushima del 2011 sulla costa giapponese.”

“La sentenza, ovviamente, arriva molto tardi, poiché molti Hibakusha sono già deceduti. Infatti, uno dei querelanti, il 79enne Seiji Takato, ha detto alla CNN di essere preoccupato che se non ci fosse stato velocemente un verdetto, ‘saremmo tutti morti se la causa si fosse prolungata’.

I querelanti ora riceveranno gli stessi benefici dei residenti della zona contaminata riconosciuta dallo Stato. Secondo il Kyodo News, questi includeranno “controlli sanitari gratuiti e certificati che danno diritto a prestazioni mediche nel caso in cui sviluppino 11 malattie specifiche causate dalle radiazioni”.


Cosa aggiungere ora? Non solo Hiroshima e non solo Nagasaki. Perché la storia continua.

Perché sono innumerevoli le vittime e i sopravvissuti a seguito delle migliaia di test nucleari che si sono succeduti via via negli anni aprendo un ventaglio di luoghi contaminati e di stragi silenziose. Ricordando tra tutti il prolungato sacrificio delle Isole Marshall, bersaglio di decine di bombe negli anni dal 1946 al 1958, un equivalente di 1,7 bombe di Hiroshima giornaliere sopra i propri abitanti.

Perché gli Stati responsabili delle stragi – gli Stati Uniti in primis, e poi le altre Nazioni responsabili dei test – non si sono mai assunti la responsabilità delle devastanti conseguenze sulla salute, né hanno offerto scuse o risarcimenti.

Perché nonostante le grandi vittorie della Società Civile, e l’adesione di decine di Nazioni al Trattato per la messa al bando delle armi nucleari, la visione ottusa dei Nuclear States rimane su binari paralleli ed estranei al mondo di fuori dove noi tutti viviamo. Quasi in una bolla che sembra impossibile da scalfire.


Non solo Hiroshima: una panoramica visiva delle esplosioni atomiche dal 1945 al 1998

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Note: Hibakusha è il termine giapponese per designare i sopravvissuti al bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki. Letteralmente il termine significa “coloro che sono stati colpiti dal bombardamento”.

Fonte: www.peacelink.it – https://www.peacelink.it/editoriale/a/48652.html

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