SGUARDO SUL MEDITERRANEO #38 – Soccorsi, respingimenti, sbarchi: l’Europa chiamata all’azione

      >Aggiornato 29 settembre 2021 

Molte barche assistite e soccorse da navi delle ONG nelle ultime due settimane 

Tra il 18 e il 20 settembre, le operazioni di soccorso effettuate nel Mediterraneo centrale dalla Ocean Viking di SOS MEDITERRANEE in collaborazione con la Federazione Internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC) e dalla Geo Barents di Medici Senza Frontiere (MSF) hanno salvato 189 vite.  

Due le operazioni di salvataggio condotte il 18 settembre dalla Ocean Viking nell’area di ricerca e soccorso libica, nelle quali sono state salvate rispettivamente 25 e 33 persone in difficoltà. Le due operazioni sono state condotte con l’aiuto degli aerei Seabird e Colibrì 2, delle ONG Sea-Watch e Pilotes Volontaires. Lo stesso giorno, la Ocean Viking ha assistito a due intercettazioni da parte della guardia costiera libica. Il 19 settembre, 58 persone in difficoltà sono state assistite dalla barca a vela Nadir di Resqship nell’area di ricerca e soccorso maltese prima di essere soccorse dalla Ocean Viking. Il 20 settembre, durante una quarta e ultima operazione di soccorso, la Ocean Viking ha salvato 13 persone in difficoltà su una barca di legno alla deriva nella Regione di ricerca e soccorso maltese.  

Dopo due evacuazioni mediche e sei richieste per l’assegnazione di un porto sicuro, il 23 settembre le autorità marittime italiane hanno finalmente dato istruzioni alla Ocean Viking di procedere verso Augusta, in Sicilia, per lo sbarco. Il 24 settembre, mentre si dirigeva ad Augusta, la Ocean Viking ha avvistato una barca in difficoltà nella Regione italiana di ricerca e soccorso. L’equipaggio ha fornito assistenza prima che la guardia costiera italiana portasse a termine il salvataggio. Il 25 settembre, i 122 superstiti a bordo dell’Ocean Viking sono sbarcati ad Augusta. L’equipaggio a bordo della Ocean Viking è attualmente sottoposto a una quarantena di 10 giorni ordinata dalle autorità sanitarie italiane. 

Il 20 settembre la Geo Barents ha salvato prima 6 persone e successivamente altre 54 persone nella Regione di ricerca e soccorso libica. Il 28 settembre le autorità italiane hanno assegnato Augusta come Porto Sicuro per i 60 sopravvissuti a bordo della Geo Barents. A inizio giornataMSF ha riferito di aver inviato sette richieste di  un Porto Sicuro alle autorità marittime competenti. Il 17 settembre, la nave Sea-Watch 4 è stata rilasciata dopo cinque mesi di fermo amministrativo a Trapani, in Sicilia. La nave ha lasciato l’Italia il 22 settembre diretta  versi i cantieri navali di Burriana. 

 

La maggior parte delle persone riportate forzatamente in Libia risultano irreperibili 

Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), tra il 12 e il 18 settembre sono state intercettate in mare 819 persone, mentre altre 865 sono state intercettate tra il 19 e il 25 settembre. Le donne, i bambini e gli uomini intercettati in mare dalla guardia costiera libica vengono riportati forzatamente e illegalmente in Libia, che non può essere considerato un luogo sicuro. L’OIM ha espresso preoccupazione per “la scomparsa di migliaia di migranti diretti in Europa e poi intercettati e riportati in Libia, temendo che molti di loro possano essere finiti nelle mani di gruppi criminali e di trafficanti, e che altri siano stati vittime di estorsioni in cambio della libertà”. Secondo la portavoce dell’OIM Safa Msehli “delle oltre 24.000 persone intercettate quest’anno, 6.000 circa si trovano in stato di detenzione arbitraria. La maggior parte risulta irreperibile”. 

 

Numerosi arrivi a Lampedusa e al largo della costa ionica della Calabria 

Il 15 settembre il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha deciso di avviare una campagna di vaccinazione per tutte le persone che raggiungono le coste italiane in barca. 

Secondo quanto riferito, nelle due scorse settimane diverse imbarcazioni sono arrivate autonomamente a Lampedusa. La maggior parte delle imbarcazioni sono giunte a poche miglia da Lampedusa prima di essere soccorse dalla Guardia costiera italiana. Il 27 settembre un peschereccio di 15 metri con 686 persone a bordo ha raggiunto il molo commerciale di Lampedusa. Durante la notte sono giunte altre quattro imbarcazioni più piccole. 

Il 25 settembre due imbarcazioni in difficoltà al largo della costa ionica della Calabria sono state soccorse dalla Guardia costiera italiana e sono poi sbarcate in Sicilia.  

 

Gli Stati costieri del Mediterraneo chiedono all’UE di istituire un meccanismo di redistribuzione prevedibile e obbligatorio 

Il 25 settembre, in occasione della seconda riunione dei ministri a Malaga, i Ministri degli interni di Cipro, Grecia, Italia, Malta e Spagna (MED5) hanno chiesto “all’Unione europea di far si che la politica migratoria comune si basi su un’equa distribuzione delle responsabilità tra gli Stati membri”. Nella loro dichiarazione congiunta, i MED5 hanno affermato che “questo sarà fatto attraverso l’istituzione di un meccanismo di redistribuzione prevedibile e obbligatorio per gli Stati che devono gestire gli arrivi (…) a causa della loro posizione geografica”.  

Pochi giorni prima, il 20 settembre, durante un incontro a Roma con il vicepresidente della Commissione Europea Margaritis Schinas, il Ministro dell’Interno italiano Luciana Lamorgese ha ribadito che “l’Italia, di fronte ai crescenti flussi via mare legati a situazioni di grave crisi politica ed economica che interessano paesi come la Tunisia e la Libia, attende nei prossimi mesi un segnale concreto di solidarietà da parte degli Stati membri per ciò che concerne la riallocazione di migranti”. 

 

 

Una nave commerciale ottiene un riconoscimento per aver salvato persone in mare 

 

Il 16 settembre l’equipaggio della Maersk Etienne ha ricevuto un riconoscimento speciale da parte dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) per gli sforzi compiuti durante un’operazione di salvataggio lo scorso anno. Il 5 agosto 2020 l’equipaggio della Maersk Etienne ha salvato 27 persone in difficoltà in mare su richiesta delle autorità maltesi. Una volta soccorse le persone, l’equipaggio e i naufraghi sono rimasti in mare per altri 38 giorni, un termine senza precedenti. I sopravvissuti sono stati poi trasferiti sulla nave Mare Jonio della Mediterranea  l’11 settembre 2020 e successivamente sono sbarcati sani e salvi in Italia.  

Fonte: Sos Mediterranee – https://sosmediterranee.it/sguardo-sul-mediterraneo-38/

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