David Rossi, storia di un suicidio imperfetto. Un nuovo mistero italiano [podcast]

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Un giallo senza soluzione, un pasticciaccio. Che può anche essere inteso come parabola, di fronte alla realtà come nei riguardi della letteratura, dell’impossibilità di esistenza del giallo in un paese come il nostro: in cui di ogni mistero criminale molti conoscono la soluzione, i colpevoli ma mai la soluzione diventa ufficiale e mai i colpevoli vengono, come si suol dire, assicurati alla giustizia [Leonardo Sciascia, 1975]

David Rossi, capo della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, è morto il 6 marzo 2013 nel pieno della tempesta giudiziaria che ha coinvolto la più antica banca del mondo.
Per dieci anni potente braccio destro di Giuseppe Mussari, dominus della Fondazione prima e della banca poi, Rossi precipita dalla finestra del suo ufficio dopo aver telefonato alla moglie per avvisarla che stava rientrando a casa.

I magistrati senesi decretano sin da subito che il manager si è ucciso volontariamente ma negli anni successivi sono emersi grazie a lavori di inchiesta giornalistici tutti gli errori (e orrori) investigativi compiuti dalla procura di Siena tra prove distrutte, indagini inquinate, depistaggi, omissioni e menzogne.
L’intera vicenda è ricostruita grazie anche al lavoro svolto dalla commissione d’inchiesta parlamentare istituita nel 2021 e ha un epilogo totalmente differente da quello prospettato dai magistrati.

Ne abbiamo parlato con Davide Vecchi, che da anni si occupa di cronaca giudiziaria e politica. È stato inviato del Fatto Quotidiano e attualmente dirige il quotidiano Il Tempo e le testate del Gruppo Corriere. Nel 2017 ha pubblicato per Chiarelettere “Il caso David Rossi, il suicidio imperfetto del manager Monte dei Paschi di Siena”. Nel novembre del 2021, unico giornalista, è stato chiamato come consulente della commissione parlamentare d’inchiesta sul caso David Rossi. Anche da questo lavoro e da questa esperienza nasce il suo ultimo libro: “La verità sul caso David Rossi, tutto quello che ancora non sapevamo”.

“Questo libro – scrive Vecchi – racconta la vicenda della morte di David Rossi alla luce delle nuove rivelazioni, perizie, testimonianze, e dei nuovi documenti emersi grazie al lavoro della commissione parlamentare d’inchiesta nella quale sono stato chiamato come consulente. Finora sapevamo che le indagini erano state fatte male, ma non sapevamo quanto male.
Sapevamo che l’ufficio nel quale il manager del Monte dei Paschi di Siena aveva trascorso le ultime ore della sua vita non era stato in alcun modo analizzato per comprendere cosa fosse accaduto – indizi perduti, rilievi omessi, elementi importanti ignorati – ma non sapevamo chi fossero i responsabili di quell’omissione.
Sapevamo che era stata fornita una ricostruzione grossolana e superficiale dei fatti, ripetuta e spacciata come vera per anni, ma non sapevamo quanto fosse grossolana e superficiale. Ora sappiamo.
Ma ci sono voluti nove anni per colmare le lacune delle indagini iniziali. Nove anni. Di costanza e risorse economiche dei famigliari, di energie di avvocati e periti, di impegno di numerosi giornalisti
e attenzione dell’opinione pubblica. Tutto per spingere le autorità a fare ciò che avrebbero dovuto fare sin da subito: cercare la verità.
Perché poi è bastato poco, davvero poco a colmare le lacune. È bastato porre le domande giuste a protagonisti e comparse. È bastato istituire una commissione parlamentare d’inchiesta”.

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Fonte: Valigia Blu – https://www.valigiablu.it/david-rossi-mps-commissione/ – per l’indicazione esatta dell’autore fare riferimento a questo link che contiene il post originale.

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