Il titolo del rapporto Oxam “Disuguitalia” è la foto del paese al tempo di Draghi

La presentazione del rapporto Oxfam “Disuguitalia: ridare valore, potere e dignità al lavoro»  tenutasi ieri a Firenze, è purtroppo l’ennesima occasione per confermare i danni enormi del  capitalismo neoliberista  alla società. Il focus  viene posto in modo particolare sull’aumento delle disuguaglianze e della concentrazione della ricchezza con dati che colpiscono anche chi è più avvertito: Nel periodo compreso tra marzo 2020 e novembre 2021, quando il mondo il mondo è stato investito dalla furia del covid , la crescita della quota di ricchezza dell’1% più ricco del pianeta è cresciuta enormemente: il numero di patrimoni sopra i 50 milioni di dollari è aumentato del 23%; il patrimonio dei 10 miliardari più ricchi è più che raddoppiato arrivando a oltre 6 volte la ricchezza del 40% più povero dei cittadini adulti di tutto il mondo!
Questi Signori, esemplifica il rapporto, se spendessero un milione di dollari al giorno dovrebbero campare 414 anni per spendere tutto. Mentre, a causa del covid tra febbraio 2020 e novembre 2021, nel mondo si generavano 163 milioni di nuovi poveri appariva un nuovo miliardario ogni 26 ore.
La crescita delle disuguaglianze non ha risparmiato il nostro paese dove, nel periodo considerato la ricchezza netta dei miliardari italiani è aumentata del 56%, con la conseguenza che i 40 miliardari italiani più ricchi posseggono oggi l’equivalente della ricchezza netta dei 18milioni di Italiani più poveri.
A riprova di un meccanismo di redistribuzione della ricchezza verso l’alto che s’intensifica nei periodi di crisi giunge puntuale  il calo dei redditi primari delle famiglie italiane di ben 93 miliardi con la conseguenza di una nuova crescita della  povertà sia  assoluta che relativa e  una ulteriore compressione dei consumi.
E ha continuato a crescere il numero dei lavoratori poveri rispetto ai livelli già altissimi del periodo precedente. E’ un’altra riprova della totale inefficacia dei sostegni spot, varati durante la pandemia, permanendo la volontà dei governi di proseguire con le politiche neoliberiste che hanno agito in tutti i modi  per rendere il lavoro sempre più povero,  più precario,  più sfruttato e ricattabile.
Con la doppia raffica di aumenti, quelli del secondo semestre del 2021 e quelli attuali legati alla guerra, la situazione è molto peggiorata e promette di peggiorare ancora di più. Secondo l’Istat, permanendo l’attuale tasso d’inflazione e i meccanismi di adeguamenti contrattuali esistenti, entro l’anno si avrà un ulteriore perdita del potere d’acquisto dei salari del 5% a fronte del quale i 200 euro una tantum di Draghi sono piccola cosa. Per chi è costretto a vivere di salari irregolari dove la contrattazione è un miraggio andrà anche peggio.
Sappiamo cosa sarebbe necessario. Occorrono leggi sul mercato del lavoro e una pianificazione pubblica dell’economia finalizzati ad avviare l’uscita da un sistema produttivo centrato in gran parte su basso costo del lavoro, estesissime sacche di precarietà, di lavoro irregolare e alta disoccupazione.
Occorre subito il blocco di tutti gli aumenti delle bollette e dei prezzi dei generi di prima necessità, un aumento generalizzato di tutti salari, delle pensioni e dei redditi bassi, l’introduzione di un salario minimo legale di dieci euro netti l’ora, la reintroduzione della scala mobile.
Sappiamo anche che Questo governo e i partiti che lo sostengono continueranno a muoversi nella direzione seguita fin qui con misure che colpiscono i ceti popolari, favoriscono profitti e rendite, aumentano le disuguaglianze.
Pe questo siamo impegnati da tempo nel rilancio delle lotte e nella loro unificazione in un grande movimento di opposizione al governo e alle sue politiche antipopolari per costruire un’alternativa sociale e politica. Con questo spirito sosteniamo lo sciopero dei sindacati di base del 20 maggio, lo sciopero della scuola del 30 maggio, le iniziative di domani 14 maggio contro il ddl concorrenza e saremo all’assemblea del 15 maggio promossa dalla Gkn.
*responsabile nazionale lavoro, Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea Fonte: Rifondazione Comunista – http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=50531

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