FUORI DALLA GUERRA. AUMENTARE SALARI E SPESA SOCIALE

Di Antonio Luongo

Sono mesi che l’Italia si comporta come un paese co-belligerante nascondendosi dietro la giustificazione della solidarietà al popolo ucraino.

Sull’adesione sostanziale ad una guerra di fatto abbiamo già espresso la nostra totale condanna. Il comportamento vassallo nei confronti dei diktat americani da parte di Italia e Europa ha già trasformato un conflitto regionale in una potenziale guerra mondiale.
In più, nel nostro caso, in totale disprezzo della Costituzione Italiana.
Con la guerra ci portiamo a casa anche un rischio molto più concreto, vicino ed ugualmente drammatico: quello della crisi economica. L’aumento dei costi energetici ha triplicato i prezzi delle utenze delle famiglie italiane. L’ISTAT parla di aumento di spesa media a famiglia per circa 2.500 euro all’anno.
Aggiungiamoci la crisi di interi settori e decine aziende che vacillano e rischiano la chiusura.
È realtà inconfutabile.
Vorrei dire al nostro Parlamento e al governo: se questo avete voluto, ora quanto meno gestite le conseguenze!
L’elemosina governativa con un una tantum di 200 euro è evidentemente una trovata di mera facciata, di fronte alle cifre di cui parlo
È chiaro che serve una presa di posizione netta del governo Draghi che non può limitarsi a fare il decisionista solo per aumentare le spese militari.
Se nulla si può fare per interrompere il conflitto, allora prendiamone atto e attiviamo un piano di sostegno alle famiglie italiane, rimoduliamo la prospettiva strategica del governo.
In questo regime di debolezza e di scarsa tenuta, voi immaginate cosa potrebbe accadere se il governo insistesse su “Ddl Concorrenza” in combinato disposto con l’Autonomia Differenziata?
Si innesterebbe un circuito vizioso che toglierebbe alle zone più deboli del paese qualsiasi tipo di tutela, immettendo sul mercato privato servizi e cittadini senza alcuna tutela. Parliamo di privatizzazioni che hanno un peso enorme nella vita di tutti i giorni come trasporti, acqua, servizi sociali.
Chi è già povero diventerebbe ancora più povero, ancora più marginale in una società che già oggi se ne frega di chi non tiene il passo.
Botte piena e moglie ubriaca non si possono avere. Se l’Italia non é stata in grado di fare nulla per la pace, allora sia coerente: siamo in guerra e un popolo in guerra non si mette a sperimentare riforme così rischiose, con un così elevato costo sociale.
Non si gioca sulla carne viva dei cittadini. Io e il Partito del Sud saremo sempre in piazza a rivendicare questi diritti!

Fonte: Partito del Sud – https://www.partitodelsud.eu/2022/05/fuori-dalla-guerra-aumentare-salari-e.html

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