Il discorso davanti ai giudici di Il’já Jašin, in galera da 4 mesi per aver detto in TV la verità sui crimini russi a Bucha

Il discorso davanti ai giudici di Il’já Jašin, in galera da 4 mesi per aver detto in TV la verità sui crimini russi a Bucha

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Il 7 novembre, il politico d’opposizione russo Il’já Jašin, deputato del distretto Krasnoselsky di Mosca è intervenuto di fronte ai giudici nel corso del processo a suo carico a Mosca. Jašin è stato arrestato lo scorso 27 giugno. A luglio le autorità russe hanno aperto un procedimento penale contro di lui dopo una diretta su YouTube in cui il deputato d’opposizione aveva detto che le truppe russe avevano ucciso civili a Bucha. Jašin è stato incriminato per aver diffuso “notizie false sull’esercito sulla base dell’odio politico”. Abbiamo raccontato la sua storia in questo articolo. Questa è la traduzione in italiano del suo intervento davanti al giudice.

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Giudice, procuratore, inquirente!

Mi tenete in galera da ormai quattro mesi. Sono stato arrestato non molto tempo fa, ma guardate quante cose sono cambiate in questo lasso di tempo.

In estate qualsiasi critica alla dirigenza militare era equiparata all’attività criminale. Ma che dico una critica, addirittura il semplice dubbio della purezza dei generali poteva condurti dietro le sbarre. Ogni affermazione di Shoigu e Konashenkov era presentata come verità assoluta, e chi non era d’accordo veniva equiparato ai criminali di stato. Ma cosa vediamo ora?

I membri di Russia Unita nella Duma accusano ad alta voce il Ministero della difesa di corruzione e menzogne. Prigozhin che si è circondato di detenuti armati offende l’esercito russo e si prende gioco del suo comando. Kadyrov definisce i generali incapaci e gli insegna con sfacciataggine come fare la guerra. I propagandisti nei programmi televisti gli fanno eco e alludono al fatto che al comando generale si sono insediati dei traditori.

Ovviamente capisco che l’obiettivo principale di tutte queste urla è giustificare Putin. Spiegare alla società che il Comandante supremo in capo non ha colpe nelle disfatte sul fronte, è stato solo incastrato da sottomessi incompetenti. Come sempre i boiari sono cattivi e lo zar, che ha fatto scoppiare questa guerra, è bravo.

Ma nonostante ciò ho una domanda per i rappresentati degli organi d’inchiesta e la procura che si sono sistemati così comodamente in quest’aula di tribunale e fanno finta che le mie parole non li riguardino. Ditemi, bravi signori, che fine hanno fatto le vostre leggi sulla censura militare? Non c’è forse qui un’applicazione selettiva del diritto?

Mi avete messo in galera perché ho dubitato sulla veridicità delle affermazioni del Ministero della difesa sulla guerra in Ucraina. Ma per qualche motivo non avanzate pretese nei confronti di Prigozhin e Kadyrov che manca poco affinché obblighino i generali a pulire i gabinetti con gli spazzolini. Vi tremano le gambe, forse? Capisco.

La mia arma è la parola. In un paese in cui l’opinione pubblica e la politica pubblica sono distrutti, non avete paura della parola. Mentre avete paura dei tagliagole di Kadyrov e dei banditi di Prigozhin. Per questo quando Ramzan dice pubblicamente che punirà Lapin, generale dell’esercito russo, e che ha mandato i suoi ragazzi a cercarlo, nessuno in questo caso richiama all’ordine Kadyrov e lo mette al suo posto. State tutti zitti e distogliete lo sguardo. E il vostro Putin gli conferisce l’ennesima stella per l’eroismo.

Ovviamente vi è più facile imprigionare studenti, deputati municipali, giornalisti e altre persone che protestano pacificamente contro la guerra. È molto più sicuro piuttosto che opporsi a proprietari di eserciti privati che in realtà minacciano il futuro del nostro paese. Ma non vi sembra che questa vigliaccheria e questa pusillanimità per la loro essenza non differiscano dall’alto tradimento? Davvero non capite che state lasciando la Patria a un incallito criminale che davanti ai nostri occhi si sta appropriando del potere statale?

Voglio fare un paio di domande anche al giudice che appena finirò di parlare, ovviamente, mi rimanderà nella prigione Butyrskaja dove ogni giorno ci sono sempre più prigionieri politici.

Indossando la sua lunga tunica nera, esige di essere chiamato “rispettabile giudice” o “vostro onore”. Ma dov’è l’onore? Mi dica, rispetta almeno sé stesso? Davvero non capisce che quasi tutti i mali del nostro paese avvengono perché i giudici non provano neanche a essere indipendenti? Perché vi siete rassegnati al ruolo di servitù politica del Cremlino? Davvero sognava ciò, quando si è iscritto alla facoltà di giurisprudenza della sua università? Sognava almeno qualcosa? O solo la poltrona, lo stipendio e le vacanze a Sochi sono sempre stati il massimo delle sue aspirazioni?

Mettendo in galera persone innocenti, non solo fate il gioco dei politici e dei siloviki corrotti. Ma gli conferite, in primo luogo al presidente Putin, la sensazione di impunità e totale permissivismo. Proprio questa sensazione ha portato il nostro paese verso una guerra sanguinosa e decine di migliaia di morti.

So che nessun argomento degli avvocati non avrà alcun effetto su di lei e che oggi tornerò in cella. Ma so anche che lì sono più libero di voi, persone che violentate la giustizia. Perché a differenza vostra la mia coscienza è pulita, e la mia anima non è avvelenata dalla paura e dal cinismo. La prigione prima o poi terminerà, ma la mia sensazione di dignità personale resterà.
Mentre voi, bravi signori, dovrete convivere con ciò.

Immagine in anteprima: Il’já Jašin durante il processo – via Alessandro Mongili

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Fonte: Valigia Blu – https://www.valigiablu.it/ilya-yashin-processo-discorso/ – per l’indicazione esatta dell’autore fare riferimento a questo link che contiene il post originale.

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