Mare privato

Il porto Rossi e il Ministro del mare. Storia di un altro cancello che chiude il mare.

Il “caito” è una zona della costa della città di Catania che si trova sotto il viale Africa. Ci si arriva da una stradina che parte da piazza Europa, che costeggia la ferrovia da un lato e il mare dall’altro, e finisce in una bellissima insenatura: il caito, oggi Porto Rossi. Un porto privato che porta il nome della famiglia che lo gestisce dal 1961. Quella strada, su sedime demaniale, è uno dei luoghi nascosti e del cuore della città. Ogni catanese c’è stato o ne ha sentito parlare. Come ogni luogo della città ne coglie le cose belle: le famiglie, i bambini, gli amanti, il panorama, l’odore della salsedine, il rumore delle onde sulla pietra lavica. E le cose brutte: la spazzatura, la violenza, i preservativi usati. Quella strada, che da piazza Europa arriva al porto Rossi, sta crollando sul mare. Da qui ha inizio la nostra storia, che come al solito parla di ricchi signori, istituzioni assenti e politici potenti.

Il 22 luglio 2021, il Dirigente della Struttura Territoriale dell’Ambiente di Catania dell’Assessorato regionale, Antonino Lo Dico firma il decreto con il quale viene prorogata la concessione demaniale in località Caito fino al 31 dicembre 2033. 27Mila 686 metri quadri, di cui 13mila 323 in acqua concessi alla società M.E.C. AUTO di Rossi Pietro & co. Snc., per un totale di 424mila euro in tredici anni, più di 30mila euro l’anno.

Il 4 febbraio 2023, sempre il dirigente Antonino Lo Dico, con ordinanza numero 4, dispone che “è interdetta con effetto immediato, l’area demaniale marittima ricadente in località Caito nel comune di Catania e segnatamente la strada di accesso all’area in concessione marittima alla ditta MEC Auto di Rossi Pietro&co, Porto Rossi, per tutta l’estensione della sua carreggiata, a partire dall’ingresso di Piazza Europa e per l’intero tratto.

Le motivazioni di tale interdizione sono legate “agli eventi calamitosi tra l’8 e l’11 febbraio che hanno interessato la Sicilia orientale a causa del ciclone mediterraneo Helios, che ha causato danneggiamenti alla scogliera a protezione della strada”. Dissesto idrogeologico, codice 095-3CT-030.

Il divieto di transito non si applica alle forze dell’ordine, “ai dipendenti pubblici che abbiano necessità di accedere alle aree in ragione del loro ufficio” e “limitatamente a quanti in possesso di autorizzazione alla fruizione dell’area in concessione demaniale per le attività nel porto turistico dalla ditta MEC Auto di Rossi Pietro&co”. Inoltre la ditta “assume l’obbligo di utilizzare ai fini del transito esclusivamente la corsia posta più a monte rispetto all’area in dissesto”. In caso di mareggiate e terremoti l’area è completamente interdetta, anche ai fruitori dei servizi del Porto Rossi. L’ordinanza si conclude facendo obbligo “all’amministrazione comunale, nella cui giurisdizione ricade il sito, di porre in essere idonei apprestamenti o efficaci strumenti di interdizione, finalizzati ad impedire l’accesso all’area demaniale marittima”.

Fin qui la storia appare lineare. Alla luce di un pericolo l’Assessorato regionale all’ambiente emette un’ordinanza di interdizione di un’area e affida al Comune la responsabilità di farla rispettare.

Ma a distanza di alcune settimane dall’ordinanza il dirigente dell’Assessorato regionale Lo Dico, firma la consegna della strada dell’area demaniale marittima in località Caito, alla ditta MEC Auto di Rossi Pietro&co. Il verbale di consegna numero 17 del 6 aprile 2023 riporta le motivazioni della scelta. Si fa riferimento a una nota acquisita dall’Assessorato il 17 marzo 2023, con la quale la ditta MEC Auto “ha rappresentato una grave situazione di pericolo lungo la medesima area già interdetta con ordinanza n.4/2023, in quanto nonostante l’apposizione dei divieti tramite cartellonistica monitoria al transito e alla sosta, l’area è comunque frequentata sia da veicoli che da persone non autorizzate”. A strettissimo giro il 23 marzo 2023 la Struttura Territoriale Ambiente dell’Assessorato risponde alla MEC Auto, “considerata l’urgenza ad impedire l’accesso ai non fruitori del Porto Rossi” chiede “alla medesima ditta la disponibilità a realizzare un cancello ed una idonea recinzione da porre all’inizio dell’area demaniale della strada di accesso e per l’intero tratto adiacente al dissesto”. Il 5 aprile 2023 la ditta MEC Auto risponde e “manifesta la disponibilità a realizzare quanto indicato” dall’Assessorato regionale all’ambiente. Immediatamente il 6 aprile viene firmato il verbale di affidamento dell’area. Nel verbale si dispone che “la consegna è valida per il periodo in cui permane il dissesto del costone”.

Dal 6 aprile passano tre mesi. Sono bastate poche settimane alle MEC Auto per lamentare la poca efficacia del Comune di Catania e per convincere l’Assessorato regionale a consegnare l’area a un privato. Ma solo il 10 luglio iniziano i lavori per realizzare un cancello in piazza Europa, all’imbocco della strada che porta al Porto Rossi. Un cancello che ai sensi dell’ordinanza dovrebbe impedire completamente l’accesso all’area, a pedoni e automobili, consentendo il passaggio solo alle forze dell’ordine e agli autorizzati alla fruizione del Porto Rossi. Per l’ordinanza il motivo è legato alla sicurezza legata al rischio di crollo della strada. La ditta invece, sentita da questa redazione, motiva l’intervento legandolo al degrado della zona, alla presenza di preservativi, siringhe, spazzatura. Assicura che di giorno il passaggio per i pedoni dovrebbe essere garantito e che questa “pedonalizzazione” sarà occasione per rendere più bella l’area. Ma perché da aprile i lavori per la realizzazione del cancello vengono realizzati solo adesso?

Sarà una curiosa coincidenza. Sabato 15 luglio si terrà al Porto Rossi un importante evento di Fratelli d’Italia, “Sicilia Mare Nostrum” alla presenza dei coordinatori e dei parlamentari del partito. Nella locandina vi è scritto che “si potrà accedere al Porto Rossi dalle ore 18,00 per iniziare alle 18,30”. Saranno presenti Adolfo Urso, ministro alle imprese e Nello Musumeci, ministro al mare. 


Di questa storia resta, per adesso,
due domande. La prima. Piuttosto che mettere assai tardivamente un cancello, non sarebbe il caso di provvedere urgentemente in sicurezza la scogliera, per garantirne la fruizione a tutti e non solo ai ricchi proprietari di barche e yacht? La seconda. Ma i militanti di Fratelli d’Italia sono tutti autorizzati quali fruitori dei servizi del Porto Rossi? Le ragioni di sicurezza del demanio marittimo non valgono per i supporter del ministro del mare?
Da mare nostro a mare privato il passo è breve.

 

Qui tutti i documenti citati.

0971_2021

ordinanza_n._4_del_24_feb_2023_compressed

consegna area demaniale_compressed (1)

Fonte: I Siciliani – https://www.isiciliani.it/mare-privato/

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